Rientro dalle ferie e appena in casa butto i bagagli sul pavimento e mi stendo sul divano. Apparentemente nulla è mutato dalla partenza. Apparentemente, tra gli ultimi due giri di chiave, la situazione si è cristallizzata. Bene, penso. Nessuna nuova buone nuove, si dice.Aria alle pareti. Finalmente un po' di fresco a ripulire la stantia impressione di immobilità.Una doccia è quello che ci vuole. Già... sana vecchia doccia di casa... E' una sorta di bentornato virtuale, quel lasciarsi scorrere l'acqua sul capo e sulle spalle. Piacevole sensazione. Relax fugace ma apprezzabile.E adesso un po' d'acqua fresca... apro il frigorifero, sguarnito come una qualsiasi base sovietica in Ungheria nei primi anni novanta, e non percepisco quel refrigerio quasi tattile consueto ad ogni apertura dello sportello.Appoggio la mano sui ripiani. Calore. Insicutibilmente calore. Sbuffo... impreco, bestemmio e sbuffo. M'incazzo.Il beneficio della doccia è indiscutibilmente svanito. Adesso sono davanti ad un elettrodomestico, pagato in lire e nemmeno a buon mercato, che non funziona più.Mi guardo in giro. Continuo ad imprecare e maledire ogni genere di pensiero mi accompagni. Mi ricordo che devo radermi e torno in bagno. Bestemmiando torno in bagno.Faccio scorrere nuovamente l'acqua calda per ammorbidire la lama del rasoio e mi accorgo che l'unico flusso liquido che viene erogato è freddo.Torno in cucina, apro l'anta che cela lo scaldabagno e scopro che non c'è scintilla. Riprovo. Faccio forza su me stesso per eseguire silente l'operazione ma nulla cambia.Guardo il frigorifero. Guardo lo scaldabagno. Bestemmio.A questo punto mi rendo conto che è necessario passare dalla fase distruttiva a quella propositiva, così cerco il cordless per telefonare ad entrambi i centri assistenza.Il cordless è completamente scarico. Nell'assenza le batterie si sono azzerate e non c'è più energia.Torno sul divano. Mi guardo in giro. Rido. Impreco, bestemmio e rido. Scuoto la testa, alzo gli occhi verso il soffitto e rido. Non ci credo nemmeno io a tutto quello che sto vivendo.Così torno in cucina. Il frigo è ancora caldo e lo scaldabagno ancora inerte. Vado nuovamente in bagno. L'acqua è ancora fredda e per di più il tubo sotto il lavandino ha prodotto una piccola pozza d'acqua sul pavimento.Beh... non mi resta che procedere ad una minzione liberatoria. Alzo il copriasse ed espleto. Finisco. Come si dice da queste parti, tiro la corda. Il regolaflusso non riesce a tornare nella posizione neutra e un fastidiosissimo flusso continua a scendere. M'incazzo seriamente. Divento verde e inizio a muovere la manetta che, evidentemente, ha risentito del prolungato inutilizzo. Almeno questa va a posto.Guardo l'ora. Potrei accendere la televisione e distrarmi un attimo. Ma non ce la faccio. Ho paura..(nella foto: esempio dell'unica zona franca domestica)
Rientro
Rientro dalle ferie e appena in casa butto i bagagli sul pavimento e mi stendo sul divano. Apparentemente nulla è mutato dalla partenza. Apparentemente, tra gli ultimi due giri di chiave, la situazione si è cristallizzata. Bene, penso. Nessuna nuova buone nuove, si dice.Aria alle pareti. Finalmente un po' di fresco a ripulire la stantia impressione di immobilità.Una doccia è quello che ci vuole. Già... sana vecchia doccia di casa... E' una sorta di bentornato virtuale, quel lasciarsi scorrere l'acqua sul capo e sulle spalle. Piacevole sensazione. Relax fugace ma apprezzabile.E adesso un po' d'acqua fresca... apro il frigorifero, sguarnito come una qualsiasi base sovietica in Ungheria nei primi anni novanta, e non percepisco quel refrigerio quasi tattile consueto ad ogni apertura dello sportello.Appoggio la mano sui ripiani. Calore. Insicutibilmente calore. Sbuffo... impreco, bestemmio e sbuffo. M'incazzo.Il beneficio della doccia è indiscutibilmente svanito. Adesso sono davanti ad un elettrodomestico, pagato in lire e nemmeno a buon mercato, che non funziona più.Mi guardo in giro. Continuo ad imprecare e maledire ogni genere di pensiero mi accompagni. Mi ricordo che devo radermi e torno in bagno. Bestemmiando torno in bagno.Faccio scorrere nuovamente l'acqua calda per ammorbidire la lama del rasoio e mi accorgo che l'unico flusso liquido che viene erogato è freddo.Torno in cucina, apro l'anta che cela lo scaldabagno e scopro che non c'è scintilla. Riprovo. Faccio forza su me stesso per eseguire silente l'operazione ma nulla cambia.Guardo il frigorifero. Guardo lo scaldabagno. Bestemmio.A questo punto mi rendo conto che è necessario passare dalla fase distruttiva a quella propositiva, così cerco il cordless per telefonare ad entrambi i centri assistenza.Il cordless è completamente scarico. Nell'assenza le batterie si sono azzerate e non c'è più energia.Torno sul divano. Mi guardo in giro. Rido. Impreco, bestemmio e rido. Scuoto la testa, alzo gli occhi verso il soffitto e rido. Non ci credo nemmeno io a tutto quello che sto vivendo.Così torno in cucina. Il frigo è ancora caldo e lo scaldabagno ancora inerte. Vado nuovamente in bagno. L'acqua è ancora fredda e per di più il tubo sotto il lavandino ha prodotto una piccola pozza d'acqua sul pavimento.Beh... non mi resta che procedere ad una minzione liberatoria. Alzo il copriasse ed espleto. Finisco. Come si dice da queste parti, tiro la corda. Il regolaflusso non riesce a tornare nella posizione neutra e un fastidiosissimo flusso continua a scendere. M'incazzo seriamente. Divento verde e inizio a muovere la manetta che, evidentemente, ha risentito del prolungato inutilizzo. Almeno questa va a posto.Guardo l'ora. Potrei accendere la televisione e distrarmi un attimo. Ma non ce la faccio. Ho paura..(nella foto: esempio dell'unica zona franca domestica)