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SANTO SILVIO LIBERA LAMPEDUSA DA OGNI MALE


Discorrendo cordialmente con un ragazzo marocchino, innanzi ad una birra. Ad ogni pagina distrattamente sfogliata di un giornale ecumenicamente bipartisan, leggo nei suoi umili occhi sbronzi sempre più incredula meraviglia. Lui, magrebino. Penso che lo stesso surreale sentimento di smarrimento colpirebbe un islandese circondato dai fiordi, o un cittadino della Patagonia mediorientale. Questi satiri pazzi italiani non sanno più cosa inventarsi pur di far ridere. L’idea che quelle pagine siano nient’altro che fredda cronaca di eventi, non li colpirebbe minimamente.Si comincia dalle notizie passate un po’ in second’ordine: La tenutaria maitresse delle ragazze dell’olgettina, indagata per favoreggiamento della prostituzione dalla procura di Milano, invece di fare un dignitoso passo indietro ed abbandonare l’abusiva poltrona di consigliera regionale, rilancia. E’ ambiziosa l’igienista dentale legata al sultano da un legame “affettivo”. Desidera prendersi la Farnesina. Diventare la Ministra degli Esteri. Possiede, del resto, una rinomata abilità linguistica. E se tutto questo bailamme scandalistico non l’avesse travolta, il cammino verso il Ministero sarebbe stato assai più agevole e naturale. Lei Ministra della Repubblica Italiana, rappresentante del nostro paese all’estero. La tenutaria-formatrice delle puttane di corte. Leggo nei poveri occhi del clandestino un sentimento di disagio di fronte ad una simile nefandezza morale. Verso chi ha ormai scordato il pudore, protetta da uno scudo di impune e nauseabonda merda protettrice. Nella stessa pagina si può leggere di un fatto bizzarro, relativo alla tv. No, non si racconta di Giuliano Ferrara che guadagna tremila euro ogni tre minuti di trasmissione nella rete pubblica, 180 secondi trascorsi ad infilare l’abile lingua nel buco di culo del padrone. Perché stupirsi in fondo, è anche al di sotto degli standard retributivi di una papi-girl. Nell’articolo in questione una povera zimarra semianalfabeta si scusa e narra di aver ricevuto 300 euro per raccontare alle massaie di quanto il messia Silvio il grande, con la sola imposizione del palmo, abbia restituito a tutti i terremotati una casa confortevolissima. E di come nessuno sia più un senza tetto. La trasmissione è “Forum” (qualcuno in un precedente articolo aveva scritto delle comparse di “Forum”?). Il magrebino a questo punto gonfia il petto, fiero dei suoi trenta euro giornalieri, guadagnati come occasionale giardiniere.Ma poi si arriva al clou. Lampedusa è da venti giorni al collasso per il continuo sbarco di profughi tunisini sull’isola. Giorni di silenzio ed inettitudine dei fantocci governativi, tutti impegnati a coprirsi di ridicolo bombardando l’ex amico Gheddafi e millantare assi belliche Italo-prussiane, immediatamente rigettate dai tedeschi come si fa con l’ebola. Poi il guizzo dell’istrione. Il caimano usma il sentore di propaganda gratis e di tre navi che stanno per portare via parte degli accampati all’adiaccio. E’ abilissimo il tiranno, in codeste occasioni. Decide di accentrare l’attenzione sulla sua giovanile figura e sulle sue deliranti frasi, sperando che passi sotto traccia l’abominevole stupro di democrazia che avviene in parlamento. Pensa che tutti parlino e scrivano dei suoi folli proclami lanciati sull’isola di Lampedusa mentre in parlamento, con un colpo di mano degno delle peggiori dittature, viene approvata la “prescrizione” breve. Trentottesima disposizione ad personam predisposta per questo personaggio con una imbarazzante attitudine a delinquere, e con la quale morirà il processo Mills nel quale la corruzione messa in atto dall’unto di Arcore è più evidente del sole in una giornata di cielo terso. E’ però falso affermare che sia solo un provvedimento su misura per il premier. Perché ne beneficeranno anche altri illustri personaggi. Secondo un calcolo approssimativo circa 150mila imputati tra corruttori, truffatori, evasori, stupratori e delinquenti semplici. Alla Camera si accapigliano, s’insultano. Danno vita ad uno spettacolo che non ha precedenti. La Russa, seguace della scuola dei più feroci regimi mistificatori, prima provoca i manifestanti fuori dal palazzo con la sua aria da fiero balilla, poi in aula provoca ancora con violenza fascista ed insulta il presidente della Camera. Uno spettacolo indecente, per un Ministro della Repubblica. Indegno per qualsiasi paese, non per l’Italia. Il giovane marocchino a questo punto mi domanda con gli occhi curiosi, quale sia la fondamentale differenza tra dittatura e democrazia. Ormai non ha più le idee chiare. Nemmeno lui.Ma veniamo al punto più grottesco. Il sultano parte notte tempo dalla sua magione, diretto a Lampedusa. In aereo ha un fugace amplesso artificiale con due hostess slovacche. Poi s’informa su come procedono i preparativi per la fiction-kolossal del processo Ruby. E’ felice dei testmoni per la difesa: Si va da Cristiano Ronaldo a Gorge Clooney, fino a Barbara D’Urso (indubbiamente rassicurante per il target del suo elettorato semianalfabeta, secondo gli ultimi dati dello share). Poi preme che siano chiamati a deporre anche il Gabibbo, l’intera famiglia Barbapapà, la bambola sbrodolina e il nano Ping ping.Sbarca sull’isola, accolto dal festante abbraccio degli isolani. Cori di giubilo e striscioni in onore del salvatore. Appare come un santo avvolto da un’aura di abbagliante misticismo sovrannaturale. E’ il quasi santo che restituirà loro la dignità. Ello sorride in giovanilistica tenuta giacca-cravatta nera. Abbraccia platonicamente il possente sole, suo fratello. Si guarda attorno, ripassa mentalmente il discorso alla plebe. In queste occasioni dà il meglio del suo essere. E nato e congegnato per imbonire e rassicurare menti labilmente spaurite o allo stremo. Chi è nel baratro anela l’imbonitore, il salvatore o il rabdomantesco cialtrone rivestito d’immortale santità che prometta loro il benessere. Si riveste di un’abbagliante aura di santità ai loro cisposi occhietti. Quando si è allo stremo, la democrazia diventa un optional. E’ su questo che si reggono i grandi tiranni. Sfruttano la miseria, sconfiggendola con promesse gratis, impalpabili come cipria nauseabonda. Il caimano si rigenera nelle disgrazie, il mostro riprende vita. Malgrado tutto e tutti.Ha l’aria del guitto teatrante che sta per raccontare barzellette. Ma quelli non possono accorgersene. Capire dove barzelletta e la propaganda si mescolano in modo ripugnate, per loro è impossibile. Sorride ancora ed inizia lo spettacolo reale. Un effluvio di cazzate terrificanti. Frescacce talmente colossali che rimani senza fiato. Un delirio senza fine. E ancora applausi scoscianti. Anche “Il giornale” celebra l’evento in marziali toni trionfalistici, venati di estatico misticismo: “Riecco Silvio!”. Dal palco piovono gemme che farebbero impallidire i dittatori di piccole isole centroamericane delle banane. Da bravo politico moderato, il sultano dell’Italia racconta che il profughi sono “poveri cristi”, e vanno aiutati. Ma al contempo si potrebbe anche rispedirne alcuni nel centro dei bombardamenti, tanto per dare il buon esempio. Non si capisce precisamente la linea governativa, perché ad ascoltare un eminente ministro della Italia col cervello in pappa, questi “clandestini hanno rotto e devono essere mandati ‘fora da i ball’”. Silvio tranquillizza l’estatica plebe lampedusana, rivelando che dopo annose navigazioni in internèt ha deciso a fare qualcosa per loro: Ha acquistato una casa da due milioni di euro. Piovono altre ovazioni e spasmodiche grida d’eccitazione. Il messia esorta poi i lampedusani a darsi da fare, magari dipingendo le case coi pastelli. La loro cittadina diverrà zona franca,  e per un anno intiero non dovranno pagare nemmeno le tasse. Ora è il trionfo vero, l’entusiasmo dei sudditi è alle stelle. Diviene incontenibile quando si sentono dire che Lampedusa sarà candidata (lo farà ello stesso) per il “Nobel alla pace”. In barba alle schioppettate ed ai rimpatri coatti.L’unto dal signore sa come risolvere i problemi. Dopo la mondezza e il terremoto, è ancora lì che aggiusta le cose. Basta promettere la fuffa ed acquistare una casa, magari comprare l’intera isola. Silvio aggiusta tutto comprando ogni cosa. I processi, gli scandali ed anche i problemi dei cittadini. Non riesce a risolvere le italiche questioni solo perché è ostacolato dall’invidia e non può comprarsi l’Italia intera. Non tutta, intendo. E ancora battute irresistibili, simili ad un fiume in arginabile. Promette che costruirà un campo di golf su quelle terre. Ma anche un enorme casinò. Qualcuno lo prende per un braccio, cercando di placarne il folle delirio proprio mentre stava per annunciare che l’isola diverrà il suo scopatoio personale post estivo, con attorno alla villa tutta una serie di appartamenti in cui ospitare le profughe dell’olgettina. Tra il pubblico qualcuno prova a salire sul palchetto improvvisato per baciargli le nocche. Lo amano, vorrebbero farsi sodomizzare allo istante, senza alcun preservativo. I loro deretani fremono ed ardono d’amor peccaminosamente vizioso.A quel punto, il giardiniere precario clandestino, mi fa una domanda: “Scusa se te lo dico, ma voi italiani siete veramente strani. Dalle nostre parti stiamo morendo per liberarsi dalla dittatura, perché noi non possiamo mica votare, da anni…e voi che invece potete votare, vi mettete nelle mani di un dittatore così ridicolo?”. Ed io, mica sono riuscito a dargli una risposta. Col fare impietosito, ha fatto cenno al barista di portarci altre due birre.