Le ultime vicende, scandali sessuali, ignomignosi decreti salva-chiappe, bavagli all'informazione, presunte collusioni mafiose e l'Italia che rischia il tracollo economico, hanno abbassato i consensi del governo. Persino i più annebbiati veneratori del Messia di Arcore, iniziano a credere che sia più adeguato a festini con mignotte a pagamento e cocainomani magnaccia, invece che a governare un paese. Al limite fare il suo lavoro d'imprenditore a suon tangenti (così dice qualche atto di processi, che non ci saranno mai). Il problema è che l'Augusto Silvio, non potrà mai tornare a fare l'imprenditore. Uscito dalla politica, non riuscirà a dedicarsi al cinema o scrivere libri, come Wartere Veltroni. Per lui ci sono i ceppi, la galera o l'esilio craxiano. E allora eccolo tesissimo. Un fantoccio morto, oramai scomposto, livoroso ed addobbato ad anacronistica vita apparente. E' all'ultima spiaggia, il monarca. Ha distrutto il paese. Ma non esiterebbe a dargli il colpo di grazia, pur di salvarsi ancora, prendere tempo. Rimandare la sua fine. Un pupazzo posticcio, che prova invano a trovare l'ennesimo appiglio di salvezza. Un'immagine che rimanda sinistramente al bunker di una Berlino devastata vinta e ridotta in macerie dalla follia di un dittatore pazzo. Talmente pazzo da non essere più ascoltato dai suoi fedeli collaboratori.Cerca un "jolly" elettorale, senza nemmeno più voglia di nasondersi. Una di quelle trovate, il coupe di teatre dell'ultimo istante, da vero capo carismatico. Una geniale promessa propagandistica, che faccia virare il consenso dalla sua parte. Qualcosa di simile al "milione di posti di lavoro..". S'infervora con Tremonti, lo aizza a trovare qualcosa in ambito economico. Il tempo di una barzelletta, e che ci vorrà mai. Quello, in un atto di improvvisa responsabilità, china il capo. Lo ammonisce che la prossima frescaccia improvvisata, rischierebbe di far crollare definitivamente il paese. Staccare la spina che ci tiene in vita. Il tiranno è adirato. Qualcosa bisogna trovare per ammantare il popolo bue, e prendere voti. Si spende nei palchi di tutta Italia. Chiede aiuto a Dio, suo fratello minore. Accorrono al suo capezzale di dolore i vescovi. I zuccotti porporati, che pure in questo periodo si trovano in imbarazzo per le inenarrabili nefandezze riguardanti la pedofilia clericale, non si sottraggono. Odoranti di incenso stantio, gli stessi ceppi di carne appesa e rinsecchita che da anni coprono le abominevoli gesta dei colleghi pedofili e stupratori di ragazzini, dall'alto della loro pulizia morale, scendono in campo. "E' vietato votare per chi sostiene l'aborto.", tuona il portavoce. E' quasi peccato mortale, farlo. Sareste condannati a cento anni di inferno, se votate per i laici, lasciano intendere. I vescovi si confermano il partito politico più potente al mondo. Eccola una trovata elettorale, qualcosa che smuova le imbesuite coscienze dell'elettorato. Lo stesso Vaticano che si dibatte in modo imbarazzante nel letame della pedofilia, nascondendolo da anni, si scaglia contro il voto amorale. Rivendica il diritto alla vita ed il rispetto della donna. Correndo in soccorso del Silvio all'ultima spiaggia, che le donne e la vita, le sta umiliando, senza pietà e decoro. I preti occultatori della pedofilia, sostengono il monarca che va a mignotte di gran lusso. Tutto è in linea. Viva l'Italia, e chi resiste.
Vescovi sguazzanti nello scandalo pedofilia, a sostegno della moralità, del partito dell'amore e delle escort
Le ultime vicende, scandali sessuali, ignomignosi decreti salva-chiappe, bavagli all'informazione, presunte collusioni mafiose e l'Italia che rischia il tracollo economico, hanno abbassato i consensi del governo. Persino i più annebbiati veneratori del Messia di Arcore, iniziano a credere che sia più adeguato a festini con mignotte a pagamento e cocainomani magnaccia, invece che a governare un paese. Al limite fare il suo lavoro d'imprenditore a suon tangenti (così dice qualche atto di processi, che non ci saranno mai). Il problema è che l'Augusto Silvio, non potrà mai tornare a fare l'imprenditore. Uscito dalla politica, non riuscirà a dedicarsi al cinema o scrivere libri, come Wartere Veltroni. Per lui ci sono i ceppi, la galera o l'esilio craxiano. E allora eccolo tesissimo. Un fantoccio morto, oramai scomposto, livoroso ed addobbato ad anacronistica vita apparente. E' all'ultima spiaggia, il monarca. Ha distrutto il paese. Ma non esiterebbe a dargli il colpo di grazia, pur di salvarsi ancora, prendere tempo. Rimandare la sua fine. Un pupazzo posticcio, che prova invano a trovare l'ennesimo appiglio di salvezza. Un'immagine che rimanda sinistramente al bunker di una Berlino devastata vinta e ridotta in macerie dalla follia di un dittatore pazzo. Talmente pazzo da non essere più ascoltato dai suoi fedeli collaboratori.Cerca un "jolly" elettorale, senza nemmeno più voglia di nasondersi. Una di quelle trovate, il coupe di teatre dell'ultimo istante, da vero capo carismatico. Una geniale promessa propagandistica, che faccia virare il consenso dalla sua parte. Qualcosa di simile al "milione di posti di lavoro..". S'infervora con Tremonti, lo aizza a trovare qualcosa in ambito economico. Il tempo di una barzelletta, e che ci vorrà mai. Quello, in un atto di improvvisa responsabilità, china il capo. Lo ammonisce che la prossima frescaccia improvvisata, rischierebbe di far crollare definitivamente il paese. Staccare la spina che ci tiene in vita. Il tiranno è adirato. Qualcosa bisogna trovare per ammantare il popolo bue, e prendere voti. Si spende nei palchi di tutta Italia. Chiede aiuto a Dio, suo fratello minore. Accorrono al suo capezzale di dolore i vescovi. I zuccotti porporati, che pure in questo periodo si trovano in imbarazzo per le inenarrabili nefandezze riguardanti la pedofilia clericale, non si sottraggono. Odoranti di incenso stantio, gli stessi ceppi di carne appesa e rinsecchita che da anni coprono le abominevoli gesta dei colleghi pedofili e stupratori di ragazzini, dall'alto della loro pulizia morale, scendono in campo. "E' vietato votare per chi sostiene l'aborto.", tuona il portavoce. E' quasi peccato mortale, farlo. Sareste condannati a cento anni di inferno, se votate per i laici, lasciano intendere. I vescovi si confermano il partito politico più potente al mondo. Eccola una trovata elettorale, qualcosa che smuova le imbesuite coscienze dell'elettorato. Lo stesso Vaticano che si dibatte in modo imbarazzante nel letame della pedofilia, nascondendolo da anni, si scaglia contro il voto amorale. Rivendica il diritto alla vita ed il rispetto della donna. Correndo in soccorso del Silvio all'ultima spiaggia, che le donne e la vita, le sta umiliando, senza pietà e decoro. I preti occultatori della pedofilia, sostengono il monarca che va a mignotte di gran lusso. Tutto è in linea. Viva l'Italia, e chi resiste.