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La Moralità del fare il buon governo dell'amore. All'insaputa.


 Il mega presidentissimo giovine si trovava ad affrontare un annoso problema che sta minando la sicurezza degli italiani: Stavolta nessun festino con semiadolescenti smutandate aspiranti ministre da occultare, alcuna calamità naturale da trasformare in successo mondiale in stile Ben Hur grazie ai potenti mezzi dell'informazione di regime, nessun riottoso tentativo di qualche eretico alleato sovversivo, reo di non pensarla come "il verbo" democraticamente infallibile, da sgominare con la fermezza del capo. Il problema che stavolta toglie il sonno al sultano di Arcore riguarda i sondaggi. Il partito dell'Amore a pagamento è in leggero calo, dopo i vili attacchi giornalistici per i casi di tangenti, mazzette, puttane e anemoni vari che vedono coinvolti alcuni esponenti della coalizione. Ed ello, uno e trino, investito del compito di governare "la cosa pubblica sua", agisce senza indugio alcuno. Convoca d'urgenza una riunione dei vari ministri-gerarchi-vassalli per scegliere una linea d'azione comune. Il partito "del fare" deve agire senza indugio, come al solito, per il bene supremo del suo popolo. Ascoltati i pareri dei pusillanimi, il democratico consesso espone la linea di battaglia. L'unica possibile, quella del Premier sciupafemmine travestito da Dio in terra: Il primo necessario passo è negare con fermezza e tono morale immacolato. Poi buttarla sulla gazzarra. Far delle battutine a sfondo sessual-pecoreccio che tanto piacciono agli italiani col cervello annacquato dall'irrealtà delle sue tv.Scajola, colto con le mani nella marmellata, ha agito in sintonia, pur mancando delle innate doti da show-man dell'istrione di Arcore. Ha acquistato un appartamento con veduta colosseo allo stesso prezzo di una bidonville con veduta monnezza. Ma lui, con tono marziale e littorio, ha negato. Qualche marrano ha pagato quell'appartamento a sua insaputa. Solo per fargli un dispetto. Ma il cospiratore verrà punito, promette. Il Ministro delle attività produttive (che più produttive non si può), indignato per simili affronti s'è poi dimesso. Ha promesso una solerte collaborazione con le autorità competenti, per la difesa della sua onorabilità. E smascherare chi, pagandogli quell'umile "ammezzato" ha voluto fargli dispetto. Tranne poi non presentarsi di fronte a chi svolge le indagini. Lui non ha niente da dire. Non vuole essere coinvolto in queste faccenducole da gossip popolano. C'è un nonsoché di tragicamente simile con la vicenda D'addario e le massaggiatrici dell'uomo della calamità naturali: "L'insaputa". L'ingenuo tranello cui chi ci fa le leggi è miseramente caduto. Il premier erotomane, il capo della protezione civile premio oscar per il kolossal "il nostro terremoto de L'Aquila. Il governo del fare" ed il Ministro corrotto, non sapevano nulla. L'omino di Arcore mica sapeva che quella biondona fosse una vil puttana. La credeva caduta ai piedi del suo charme insuperabile. Così anche l'ignaro Bertolaso non era al corrente di andare in una clinica per "massaggi particolari", i centosessantadue preservativi se li portava appresso per ogni evenienza e calamità improvvisa Magari per fare dei palloncini da salvataggio d'emergenza (tapino, non gli è venuta questa giustificazione. Gli italiani ci sarebbero cascati). Allo stesso modo per Scajola, avviene senza che egli abbia coscienza del cadeaux tangente.Sarà, ma questa teoria dell'isaputa, può funzionare. Metti che ai giardinetti un ragazzino venga pizzicato con due spinelli. Può sempre dire di averli avuti a sua insaputa. Che pensava fossero cioccolate noisettes. Questo però non lo salverà da una serie di feroci manganellate sul muso. E probabilmente lo finiranno in carcere. "Pericoloso tossicodipendente morto per cause naturali in carcere. Forse in crisi d'astinenza s'è suicidato. Picchiandosi.".Ma non è solo il povero Scajola ad essere travolto da uno scandalo tremendo. Anche altri Ministri e politici del "fare il buon governo dell'amore", sono travolti dalla nuova ondata di corruzione che ha in Anemone il mammasantissima. Una specie di factotum occulto che ha in scacco tutti. Penso che nemmeno esista Anemone, è una figura retorica, credo. Scopriremo che esiste solo quando deciderà di scendere in politica, o vorrà cambiare il nome dell'Italia in "Anemonia". Una tangentopoli bis che indigna i soliti forcaioli giustizialisti, e coglie di sorpresa gli uomini di potere. Ma è una corruzione nuova ed illuminatamente raffinata. Nessuna prova, alcuna bieca mazzetta o valigia compromettente. I soldi non sono più così importanti per i potenti del duemila. Ne hanno già tanti. I soldi sono buoni per i cenciosi, al più. Ed ecco che al posto di biglettoni e lingotti spuntano i "regali". Vuoi che un regalo possa destare sospetto? Un miliardario appalto ai vari Anemoni e Tarantini val bene un abbonamento ad una clinica di massaggi, un pompino all'augelletto avvizzito da un'esperta entreineuse, un appartamento a prezzi di saldo, una trasvolata gratis... Il solito miscuglio di soldi, interessi, mazzette e potere. Come avviene da secoli in chi è abituato ad insegnarci la morale.Quasi me ne dimenticavo...la tecnica per uscirne indenni è ben congegnata: "l'inconsapevolezza". "Se mi fanno un regalo sarà mica reato. Poi io mica lo sapevo chi era quel signore lì, anzi dovrebbero arrestarlo per avermi fatto un regalo". La seconda fase è l'allegra gazzarra: Buttarla in cagnara, attaccare ferocemente istituzioni, magistrati e stampa. Gridare al complotto vittimistico, che fa tanto presa sul popolo adorante il tiranno. In seguito occultare il possibile, mettere la notizia in ultima pagina, dopo le notizie sui realities, grazie con l'ausilio dell'informazione pubblica e privata.Ma tutto questo dispendio sarà evitato. La nuova legge sulle intercettazioni eviterà che simile degrado venga all'orecchio del popolo bue. Nemmeno avremmo saputo chi è Anemone, la D'Addario. Scajola sarebbe ancora lì a lavorare per la produttività del Paese e Tarantini a fare il bene della sanità. Mica la suburra saprebbe delle telefonate con cui il premier impartisce attenti dettami ai soldati dell'informazione come il direttorissimo del Tg1.Anzi, a ben pensarci, non lo saprebbe nessuno, nemmeno i magistrati.