Post Office

LO SHOW DEL CAIMANO


E' piombato a Milanello alle 14,00 in punto, scendendo dal suo elicottero personale. Accompagnato dal Ministro Maroni ed uno stuolo di bodyguard severi con occhiali da sole a specchio. Evitato accuratamente l'ingresso principale, dove i bolscevichi tifosi rosso-neri contestavano con ferocia sguaiata e comunista, è entrato in sala stampa dall'ingresso regale, accolto da un manipolo di manichini della standa che ha applaudito a scena aperta la sua passerella trionfante. Ed è iniziato lo spettacolo. Un rutilante fiume in piena in autentica ruota libera delirante. Al suo fianco un imbarazzatissimo Massimo Allegri, nuovo allenatore fantoccio dello squadrone rossonero, e Massimo Ambrosini che con perizia ed esperienza da capitano, sovente si copriva il volto. Rossore o qualche naturale risata da nascondere, pena il confino. Il mega presidente Pipino ha dato il meglio di sè. Un repertorio infinito. Attore consumato ed interprete sopraffino della propaganda folle, da internamento immediato.Ovviamente, qualche infiltrato gli ha posto anche delle domande sulla stringente situazione politica. L'annosa questione intercettazioni, ed il decreto che da mesi sta impegnando alacremente la compagine del governo del fare. "Per il bene del popolo italiano, che mi ha dato il mandato.". E' risaputo come il mandato di governo spetti a chi è eletto dl popolo, e che lo esercita secondo la costuituzione. Così scrivevano e pensavano quei vetusti compilatori della carta costituente post fascista. Ora Pipino l'invincibile, vate del populismo libertario, ha una nuova illuminante idea di democrazia. E quell'esecrabile articoletto va modificato nella sua coda chiaramente terrorista in "...che lo esercita pulendosi il culo con la costutuzione (se proprio la vogliamo mantenere in vita quella cosa lì).".L'unto prosegue sanza freno alcuno. Le intercettazioni inchiodano le sue scorribande da attempato depravato e le ruberie di una mezza dozzina di suoi fidati uomini di governo? Svelano l'esistenza di una allegra combriccola di buontemponi massoni di cui ello è personalità di spicco? Rivelano incresciose commistioni politica-mafia? E lui le vuol vietare con destrezza. "Perché - dice, col piglio deciso ed un filo solenne per infondere terrore nelle casalinghe settantenni che hanno rubato la carta igienica in un discount ed hanno timore d'esser scoperte - in Italia sei milioni di persone sono spiate. Non vi sarà democrazia finché ci saranno le intercettazioni ed i giornali della sinistra che se ne servono per infangare il governo!", tuona con severità.Ma poi è un continuo, sembra essersi drogato di viagra come un cammello. A chi parla di collusioni mafia-stato e del suo nome emerso in modo imbarazzante, leva subito la parola intervenendo con riflessi luciferine: "Il nostro governo è quello che più di tutti ha combattuto e sta sconfiggendo la mafia, con risultati che nessun altro ha ottenuto!". Maroni al suo fianco gongola. Una domanda sorge spontanea: Ma cosa ci fa il Ministro degli Interni in una conferenza stampa calcistica? Misteri. I giornalisti compiacenti insistono, gli danno modo di interpretare l'istrionica parte del mattatore d'ogni scibile. Qualcuno lo pungola in modo gaglioffo sulla crisi economica mondiale. E qui il Divino esibisce il meglio dello show d'altissimo avanspettacolo. Sorride, ammicca, infonde sicurezza. Snocciola dati da immediato internamento in un nosocomio. E' nella pazzia di chi ha totalmente perso il contatto con la realtà degli umani. La crisi non c'è più. "Il Pil aumenterà dell'8%, le richieste di forniture nell'ultimo anno sono aumentate del 20%. Insomma, posso dirvi con sicurezza che grazie all'azione del governo la CRISI E' ALLE SPALLE". Non lo si riesce proprio ad arginare. Ma ecco che finalmente si giunge ad argomenti leggeri: Il pallone. In fondo, doveva essere una conferenza stampa calcistica. Fuori è un trionfo di urla, fischi, cori, striscioni e slogan di furente contestazione. Rimproverano l'unto di non spendere, di essersi servito per il suo scopo finale del nome del Milan (in Brasile lo conoscono solo per quello, mica per la politica), di aver attuato scelte di inettitudine senza eguali negli ultimi anni: Una rosa vecchia e stanca con 17 giocatori oltre i trent'anni, gli unici giovani di discrete speraze venduti per fare cassa o comprare mediocri pedatori, ex campioni panciuti, vecchi baluardi con la gotta, altri con la sciatica. Insomma un'accozzaglia invereconda di reduci dalla guerra di secessione. E che negli ultimi anni ha raccolto solo magre ed inevitabili figuracce. I tifosi continuano ad urlare di rabbia contro l'inesistenza della società. Ma il megapresidentissimo vive nel suo mondo. Un gran bel mondo. "Il Milan ha una rosa adeguata per vincere tutto. Anzi DEVE vincer tutto, esprimere un bel giuoco, attaccare sempre. Dominare le partite. Non soltanto vincere, ma dare spettacolo, far divertire la gente, dominare attaccando dal primo minuto, perché noi siamo il club più titolato al mondo!". Farneticazioni in piena sintonia col suo modo di governare. Quando snocciola i dati di un paese in splendida salute e senza le crisi sbandierate dai pusillanimi. Allorché disserta in toni trionfalistici del "gran successo del terremoto dell'Aquila: "Tutto risolto, tutti hanno una casa confortevole". E a pochi metri dal suo sorriso di plastica ci sono macerie, gente senza un tetto e migliaia di persone inferocite che manifestano col sangue agli occhi. E' chiaramente nell'acme dello show da neurodeliri, mancano solo tre bagasce con le chiappe al vento, Apicella con la chitarra ed un primo ministro cecoslovacco che vaga ignudo bruco, danzando e dondolando allegramente il pendaglio grinzoso. L'Augusto invincibile è nella fase in cui emerge con chiarezza la malattia da onnipotente rabdomante teleimbonitore illusionista, allo stadio terminale. E' come Hitler che, con i carrarmati russi ormai in una Berlino devastata ed arresa al suo destino, ordinava con veemenza mirabolanti e certosine operazioni di accerchiamento militare. Senza aver più nemmeno un soldato. E' la malattia di tutti i più feroci tiranni della storia. Vedere cose inesistenti, ed alla fine convincersi finanche della propria natura ultraterrena ed intoccabile. Quando la ferocia iniziale del loro regno, diviene progressivamente patetica. E vinti dal morbo non sono in grado di comprendere quel patetismo grottesco che trapela delle loro parole. Immaginano benessere, consensi e truppe per vincere le guerre. Mentre attorno a loro ci sono proteste violente, distruzione e nessun soldato per vincere una guerra già persa. Tutti i tiranni muoiono pazzi, suicidi o giustiziati. Il messia in terra ha poi un momento d'ilarità giocosa. La situazione è critica, e non può permettersi battutine sulla sua vigoria sessuale da toro da monta, ed allora scherza col nuovo allenatore fittizio. "Lui é il maestro, io sono il professore...". O ancora, "Lo abbiamo scelto perché ha le fisique du role, ha la faccia di una star del cinema...". Qualcuno può sorprendersi di una simile frase? No. E' in linea col suo credo. L'apparenza prima della sostanza. L'immagine prima dei contenuti. Ed è con questa magnifica e dabolica linea dettata da anni di intensi studi sociologici che è diventato Berlusconi. Che ha preso per il culo un popolo di poveri derelitti talmente disperati da dimenticarsi di avere un pensiero che vada oltre alle apparenze plastificate. Che è diventato l'onnipotente in terra. La stessa, lampante teoria che lo porta a nominare come ministri delle venticinquenni avvenenti ex veline dalla zucca sommamente vuota, invece che vecchie brutte e magari dotate di intelligenza ed efficienza superiori. E' così che la sua Italia è in piena forma. Esattamente come lo è il Milan, grazie all'apporto a vita di Ronaldinho. "Il più grande calciatore di tutti i tempi". Afferma convinto, all'uditorio sbigottito. Per chi non lo sapesse, si riferisce ad un calciatore che ha il ventre simile a quello di un'anguria marcia. E che da almeno tre anni è un giocatore finito. Questo qui:
"Egr. Sig. Presidente noi siamo con Lei! Viva Silvio! Viva L'Itaglia!".