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IL GOVERNO DELLE ESCORT: SCACCO ALLA PROSTITUZIONE DI STRADA


Il Messia ha la solita espressione costipata delle sciagure. Visita il Veneto flagellato dall’alluvione, sottolinea come il governo è presente. Più che alla calamità penserà alla delicata situazione politica. Il gaglioffo voltafaccia dei “finiani” che hanno visto la luce, ed una maggioranza che non c’è. E magari si prepara all’ennesima campagna elettorale. Il lungo spot con cui conquisterà gli italiani. Una nuova coinvolgente ed ammaliante frase che inebri le menti subumane del popolo italiano. Ma in questo periodo di ambasce per l’esecutivo, è passato in secondo piano un provvedimento illuminante. Due giorni dopo l’esplosione del tragicomico “affaire Ruby”, ecco che la compagine di governo passa all’attacco: Un provvedimento che regoli, anzi impedisca alle puttane di esercitare il loro mestiere per strada. Qualcuno, al solito, penserà che stia scherzando giocosamente. Che inventi le cose per strappare una risata. E invece è la tragica realtà. La satira è ormai ridotta a questo. Riportare fedelmente ciò che dicono e fanno simili comici involontari da cabaret di quarta fila. Perché vi è un paradosso ridicolo, patetico in tutto questo. Imbarazzante, ammesso che qualcuno riesca ancora ad avvertire il sentimento di imbarazzo. Il presidente, chiaramente malato e fuori da ogni controllo è al centro di una clamorosa polemica. Fatti accertati, ancorché non penalmente rilevanti. Si è prodigato intervenendo di persona con la questura per rimettere in libertà qualcuno: Una escort che ha il suo numero personale. Minorenne, extracomunitaria senza permesso di soggiorno, ed accusata di furto. Tutto normale, affari personali che non c’entrano nulla con la politica. Moralismi da due lire. Stile di vita che non deve riguardare il suddito. Assurdo, poi, demonizzare un nobile gesto che nasce dall'estrema bontà d’animo del Messia, sempre pronto a tendere la mano a chi ha bisogno. Specie se ha grosse tette e labbroni di gomma. Ma bene, dopo pochi giorni di fuoco l’episodio è passato in secondo piano, spegnendosi e sgretolandosi come un castello di sabbia. Tutto regolare. Ci si è abituati, non fa più notizia. E’ questo il paese in cui un musicista che ammette l’uso di droga è bandito per un anno dalla tv di stato. Mentre un vecchio depravato, fiero di frequentare escort diciassettenni condotte ai suoi festini da faccendieri chiacchierati per l’uso di droga, è lì. Ben saldo al timone. Sono suoi affari privati.Ormai si è rassegnati a considerare tutto normale. In Cina fanno vignette satiriche su di noi. Pure a Gibuti, pare, ci considerino un popolo di sottosviluppati, vittime della dittatura più ridicola. Ma davvero non si poteva considerare reale l'altra beffa. Quasi una presa in giro, evidentissima. Due giorni dopo il polverone delle prostitute minorenni a palazzo, pagate settemila euro per la presenza, ecco che il governo del fare progetta una legge contro la prostituzione di strada. Libertinismo sfrenato dei costumi privati, e feroce pugno di ferro negli atti di governo. Intercedere per liberare una ladra extracomunitaria, e proporre leggi atrocemente xenofobe contro tutti gli extracomunitari disperati, sbrandare rom, prendere a schioppettate le barche degli esuli. Scopare con le escort, e punire le puttane di strada. Vuoi mettere lo scempio di una volgare bagascia che insozza le strade, magari anche brutta ed attempata e che chiede 50 euro per uno spartano servizietto ad un camionista? Siamo il popolo delle entreineuses di lusso noi, belle giovani e attraenti che esercitano la nobile arte in palazzi lussuosi, che meritano migliaia di euro. Quello del fisco che vessa i poveracci e fa della frode fiscale dei potenti una regola di vita. Tutto torna, nel buon governo delle libertà e delle atroci differenze di classe. Il fruitore finale delle escort, a capo di un governo che dà scacco alla prostituzione con un provvedimento d’urgenza, dunque. Servirà al popolino per convincerlo sulla moralità indefessa del Premier. Mettono la mondezza sotto il tappeto. Come con i rifiuti a Napoli. Come col terremoto in Abruzzo. L’apparenza è quel che conta, convincere la gente ignara, incapace ed impossibilitata a capire, grazie ad una propaganda mostruosa. Ci sarebbe da indignarsi, ridere o disperarsi. Imbarazzarsi. Avere vergogna per l’ulteriore umiliazione delle nostre intelligenze. Uno stupro continuo e senza sosta di cultura e dignità umana. Crollano le nostre bellezze e i monumenti per l’inettitudine di gente incapace e ripugnante solo a sentirla parlare, figuriamoci ad occuparsi di cultura. Seviziano continuamente l'arte del paese e la dignità del cittadino. Quanto durerà l’atroce scempio? Questo immondo spettacolo intriso di volgari ipocrisie pare non debba avere fine.L’immondo Ruby ormai è alle spalle, brillantemente superato con inverecondia faccia bronzea. Ma in questi giorni ho riflettuto sulle reazioni che ha suscitato tra i veneranti seguaci del leader carismatico. In Italia ci sono decine di giornali. Ma perché nei dibattiti tv bisogna vedere sempre le facce di Feltri e Belpietro e non quelle di decine di altri direttori? In base a quale legge hanno il diritto? Le copie vendute? Ma proprio no. La levatura culturale delle loro pagine? Va beh... Ma bando a questo cappello inutile, la stampa vicina al sire ha cominciato a farsi delle domande. Tra i suoi fedeli ed umili servitori iper presenzialisti e tra gli attivisti galoppini di regime, c’è stato fermento. I sempre moderati giornali vicini al Premier, sembrano in affanno di fronte all’ennesima caduta del monarca “fichista” chiaramente vittima del morbo di chi è perennemente arrapato come un facocero della Pampa, il satirismo. Dopo aver esordito con l’esemplificativo e raffinato: “Ci risiamo con la gnocca”, i vari sguatteri di penna si sono interrogati sulla vicenda, persino chiedendosi se è normale che un Premier dia il suo numero personale alle zoccole a pagamento. Paternamente, e con molta accortezza, hanno invocato un cambio di rotta, sottovoce. Stavolta non provano nemmeno a documentare che la ragazza aveva 26 anni, con un foglio proveniente direttamente da Casablanca e firmato da un primo ministro ambulante. Giustificano bonariamente il tutto ribadendo come tutti i potenti siano stati gran puttanieri. Verità storica che non si può controbattere. JFK  ebbe una tormentata liason semi clandestina con l’attrice più famosa al mondo, Marylin Monroe. Il nostro, ce l’ha avuta con Ruby ed uno stuolo di escort a pagamento con labbroni rifatti. La differenza è tutta, crudelmente, lì. Così la vecchia storia del sesso come ostentazione del potere. Il capo che può avere tutto. In un caso Marylin, nel nostro un manipolo di sguaiate e minorenni sgualdrine di mestiere. La tragica metafora di un potere ridicolo, goffo, ripugnante. Un vecchio semi ottuagenario con una prostatata in cartongesso che ancora vuol dimostrare a se stesso ed  alla plebaglia d’essere potente. E i sudditi sono sempre genuflessi, bocconi. Adoranti. Poi, tra i fogli dei giornali di governo, ecco la degna conclusione, un guizzo: “Dietro le escort che parlano di Berlusconi c’è la mafia?”. Ecco, per un attimo provo ad immaginare Binnu Provenzano e Ruby. Poi l’espressione subumana di uno che legge l’articolo pensando sia faccenda seria. Lo vedo a quattro zampe, con l’espressione concupiscente, pronto a ricevere il “bungabunga” dal suo rabbì.E che diranno i fautori della legalità padana, da sempre contro l’immigrazione clandestina, i reati comuni e la prostituzione? Ecco un tizio orrendo. Neanche mi ricordo il nome. Ma insomma, è quello che cantava la canzoncina sui “napoletani maleodoranti”. Il fine poeta e cantore di governo, insomma. Con l’espressione di un’intelligenza brillante, inscena una filippica sulle ragazze dai facili costumi. Invece di lavorare nei campi si vendono al potente, lo importunano quasi. Il fine poeta dimentica, in quel povero cervello padano atrofizzato, che se non ci fosse un capo di governo e tanti come lui, che dona loro settemila euro come gettone di presenza, quelle un lavoro serio se lo troverebbero anche. Ma vaglielo a spiegare. Il padano medio non è capace di pensiero superiore a quello di una locusta morta da poco. Alla fine arrivano le parole deluse di Bossi: “Silvio ha sbagliato, non doveva chiamare la polizia. Poteva chiamare me o Maroni…”. Parole e musica del lucidissimo leader del carroccio. Si stenta a crederle vere. Ma è così.Vedo qualche stralcio di salotti tv, ed è uno stuolo di onorevoli-veline scosciate e decerebrate, che cianciano a vuoto. Difendono il loro capo come fosse un messia. Delle ancelle disposte anche a morire per il loro pigmalione. Il resto del corpo glielo hanno già dato, con devozione per la causa delle libertà. C’è una bruna, che Dio solo sa se posso ricordarmi il nome. E’ semplicemente imbarazzante. Per il genere femminile, e per l’umanità tutta. Ma è lì, che pontifica e partorisce amenità nei salotti della eri-eiar.Data la portata della questione, assai rilevante è risultata l’opinione del Vaticano e dei sacri altari ecclesiastici. Cosa avranno mai detto i fedeli custodi della moralità incensata, di questa deriva di sesso, droga e depravazione che ha investito il capo della Italia? I giornali cattolici non si tengono più. “Il presidente è malato, assolutamente fuori controllo.”, scrivono. Sarà. Il premier dei festini sodomiti e delle seratine allegre a base di orge e stornelli, sembra spacciato. Un’altra volta. E un’altra volta ne uscirà. “Amo le donne, che ci posso fare?”. Afferma con candore virginale, elargendo l’ennesimo sorriso. Dovesse confrontarsi elettoralmente con l’omosessuale Nichi Vendola, già pensa a come usare questa arma a suo favore. Agli italiani piace essere governati da un leader puttaniere, che va con donne, maggiorenni o minorenni. Che le castiga tutte, come deve fare un capo vero. Mica accetterebbero di essere comandati da un povero frocio, al più da compatire come ci insegnano le trasmissioni della D'Urso o i Gf. Forse anche i cattolici la pensano così. Intervistano un vecchio rincoglionito reduce dall’ascolto della Santa Messa. “E’ una vergogna, quante ne stanno combinando a quell’uomo…”, afferma sconsolato. “E poi, anche se avesse fatto quello che dicono, che male c’è? Noi abbiamo l’istituto della confessione dei peccati.”. Non fa una grinza.Ma i mugugni degli ambienti cattolici hanno lasciato qualche strascico. Gianni Letta si adopera per mettere riparo. Il premier deve presenziare ad un convegno “sulla famiglia”. Che può sembrare una barzelletta inventata, ma quello è. Ma quelli, ancora risentiti, hanno fatto sapere che la presenza del sultano avrebbe destato imbarazzo. Poco male, sono come la fidanzatina riottosamente offesa. Basterà qualche danaro pubblico alle scuole cattoliche per far passare questo venticello maleodorante e ricucire lo strappo. La storia diventerà un peccato veniale, l’attempato despota che si accompagna ad escort minorenni, un baluardo della famiglia in cui deve riconoscersi un buon cattolico. Storia già vista. Sono gli stessi che appoggiano gli uomini e donne di Silvio con appelli deliranti, contro il decadimento morale degli abortisti radicali. La chiesa è quello, non occorre più nemmeno soffermarsi su quei ceppi odoranti di sterco mischiato a incenso.Da oggi non avremo più le prostitute. Per la via.