Il Day after. Il giorno del giudizio universale. La fine del monarca scomposto come una salma recalcitrante. Il despota ormai vecchio, malato e pazzo doveva finire domani. Non solo la sfiducia delle camere, ma anche la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. Tutto in un solo giorno che magari tra qualche secolo potrà essere festeggiato come “festa della liberazione-bis”. Secondo molti ce lo saremmo finalmente levato dai coglioni. Diritto verso una Piazzale Loreto-bis, secondo altri. Esaudendo quello che ormai deve essere una sua intima speranza recondita, e che continua a sfidare ed alimentare con aberranti dichiarazioni da despota livoroso sul baratro. Con l’imbarazzante scia di colonnelli devoti, puttane da due lire che continuano con la miriade di frescacce populiste. Tutti al capezzale del sultano, assieme alle loro zucche vuote, in adorazione mistica ed intimamente pronti a negare di fronte a Dio d’esser mai stati berlusconiani. Magari un domani a scrivere e proferire le peggiori nefandezze sul suo conto. Ci saranno anche questa volta gli ex berlusconiani mai stati berlusconiani, come gli ex fascisti mai stati fascisti.La fine senza appello, dunque. Contrastata col la ferocia di chi sente tutto crollare, in primis il proprio status di intoccabile dalla legge. Usando ogni arma del potere. Comprare uomini ed onorevoli. Eravamo rimasti a giudici e puttane, ma tutto evolve. In modo imbarazzante. Legati alle voglie e paturnie dei soliti personaggi lombrosiani. Un voto, forse due. Anzi tre. “Ce la faremo, avremo la fiducia”. ripetono con quelle facce di cemento grinzoso. Appesi al voto comprato del manipolo di turpi personaggi sbucati d’improvviso. Gruppi nuovi, movimenti sorti ad arte e incentivati da quella mente diabolicamente tiranna. Comperati in modo sfacciato, senza nemmeno un briciolo di quella dignità dimenticata. Ci sono orride macchiette da commedia all’italiana anni ’60 che da due lustri inveiscono contro il piduista tangentista artefice delle italiche rovine. Ora che lo hanno sulla botola, scoprono di dover aiutare il paese salvando quello stesso piduista tangentista. Anche per insanabili problemi all’interno del proprio partito, legate all’annosa questione dell’agopuntura. Qualcuno riesce ancora a sforzarsi di considerarla cosa seria? Guardateli bene in faccia.
14 DICEMBRE, FARSA DI LIBERAZIONE
Il Day after. Il giorno del giudizio universale. La fine del monarca scomposto come una salma recalcitrante. Il despota ormai vecchio, malato e pazzo doveva finire domani. Non solo la sfiducia delle camere, ma anche la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. Tutto in un solo giorno che magari tra qualche secolo potrà essere festeggiato come “festa della liberazione-bis”. Secondo molti ce lo saremmo finalmente levato dai coglioni. Diritto verso una Piazzale Loreto-bis, secondo altri. Esaudendo quello che ormai deve essere una sua intima speranza recondita, e che continua a sfidare ed alimentare con aberranti dichiarazioni da despota livoroso sul baratro. Con l’imbarazzante scia di colonnelli devoti, puttane da due lire che continuano con la miriade di frescacce populiste. Tutti al capezzale del sultano, assieme alle loro zucche vuote, in adorazione mistica ed intimamente pronti a negare di fronte a Dio d’esser mai stati berlusconiani. Magari un domani a scrivere e proferire le peggiori nefandezze sul suo conto. Ci saranno anche questa volta gli ex berlusconiani mai stati berlusconiani, come gli ex fascisti mai stati fascisti.La fine senza appello, dunque. Contrastata col la ferocia di chi sente tutto crollare, in primis il proprio status di intoccabile dalla legge. Usando ogni arma del potere. Comprare uomini ed onorevoli. Eravamo rimasti a giudici e puttane, ma tutto evolve. In modo imbarazzante. Legati alle voglie e paturnie dei soliti personaggi lombrosiani. Un voto, forse due. Anzi tre. “Ce la faremo, avremo la fiducia”. ripetono con quelle facce di cemento grinzoso. Appesi al voto comprato del manipolo di turpi personaggi sbucati d’improvviso. Gruppi nuovi, movimenti sorti ad arte e incentivati da quella mente diabolicamente tiranna. Comperati in modo sfacciato, senza nemmeno un briciolo di quella dignità dimenticata. Ci sono orride macchiette da commedia all’italiana anni ’60 che da due lustri inveiscono contro il piduista tangentista artefice delle italiche rovine. Ora che lo hanno sulla botola, scoprono di dover aiutare il paese salvando quello stesso piduista tangentista. Anche per insanabili problemi all’interno del proprio partito, legate all’annosa questione dell’agopuntura. Qualcuno riesce ancora a sforzarsi di considerarla cosa seria? Guardateli bene in faccia.