Guardatelo in faccia, provando a resistere al salire di un conato nauseabondo. Ci vuole poco, niente, per capirne l’essenza. Non occorre nemmeno ascoltare una delle immonde frescacce che partorisce a gettito quotidiano. E’ sufficiente appartenere alla corrente dei neo lombrosiani, per giungere a facili conclusioni. Basta vedere la foto, ed avvertire il ripugnante olezzo di fascismo e demenza. Violenza ed ottusa barbarie culturale. Uno dei tanti abominevoli affreschi di questa Italia in fase di prolungata ed impotente agonia democratica. Uno con quella faccia non ha diritto di verbo, figuriamoci sedere in Parlamento a rappresentarmi, rappresentare qualcuno. Io rappresentato da un groviglio di pacchiani istinti pecorecci ed indecenza balilla. Se uno prova a riflettere a questo, rischia di appiccarsi fuoco da solo, ed ardere come un bonzo.Continuate a guardare quell’effigie, malgrado il conato monti sempre più forte. L’occhio da pernice sifiltica, sguardo spento simile ad un cefalopode morente avvinghiato su uno scoglio che prova invano a moderare l’atavico ed insopprimibile desiderio di violenza squadrista. E poi quel labbro orrendamente leporino, da cui sgorgheranno inarrestabili effluvi di stronzate. Così tante e raccapriccianti, che persino all’opposizione nutrono un pizzico di rossore. Anche giornalisti che appartengono a quella corrente, quando arriva in una trasmissione il piccolo coacervo di isterismo nero, se ne vanno. Sdegnati. Ieri ha sputacchiato un’altra gemma, il balilla dall’inarrestabile zeppola. Ha proposto illuminati arresti preventivi per i dimostranti. Qualcosa che è più dell’affermazione di regime. E’ fiera ostentazione di Fascismo che imbarazzerebbe anche una di quelle dittature sudamericane dei decenni scorsi. Ancor più ridicolo se appartenente al capogruppo dell’autonominatosi governo delle libertà, del garantismo e della moderazione. A suon di repressione dei democratici diritti a manifestare e carcere preventivo a chi vi parteciperà. Svela in modo biecamente maldestro quella che è l’attitudine del governo, il piccolo gerarca con gli occhi bovinamente ottusi.Gabbio a priori per i dimostranti, impunità, scudi e lodi per l’indegno lombrosario di affaristi ed affiliati a cosche malavitose. Galera al sedicenne che dimostra democraticamente per il rispetto dei suoi diritti, e presunzione d’innocenza per Cosentino e Dell’Ultri, condannato in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Il garantismo dei coglioni. Poveri e miserabili pezzi di merda che ancora credono a questa gente, intenta a riempire le loro bocche marce della parola GARANTISMO. Quando si agitano tutti contro il giustizialismo imperante, pretendendo che i loro rappresentanti mafiosi e massoni non siano dichiarati colpevoli fino al terzo grado di giustizia. E quando mai i caproni submentali, traviati dal populismo carismatico del loro Messia, capiranno che li stanno prendendo per il culo? Davvero così idioti e decerebrati da non capire e non cogliere simili sbluffate di pestilenziale fascismo intollerante? Forse a loro piace. Queste continue ed aberranti esternazioni, altro non fanno che alimentare ciò che è dentro il loro animo schiavo: omosessuale desiderio di maschio regime, recondita voglia di duro manganello autoritario ed inebriarsi del loro olio di ricino.Ma torniamo al protagonista indiscusso, Gasparri (e nello scrivere il nome, ripeto quello che diceva Pannella riferendosi a Gava: “con rispetto parlando”). L’ex picchiatore di destra ha solo svelato le sue irrefrenabili origini missine. Manganello, canti neonazisti ed olio di ricino, il suo credo. Nessuna cultura, alcun refolo di acquisita liberalità. Appartenente a quel manipolo di giovani camice nere mandate al potere, per la prima volta dopo il ventennio, da Silvio Berlusconi. Lui, ma anche La Russa, italico Ministro della Difesa che continua gli indecorosi spettacoli squadristi in tv inveendo e minacciando un barbuto studente. Finendo con Alemanno, salito al campidoglio ostentando un bel ciondolo con croce celtica. In questi giorni si scopre come il sindaco abbia agevolato ex militanti e picchiatori neri, gratificandoli incarichi a grappoli. Che male c’è, s’è schernito, tutti hanno diritto di rivalutarsi alla vita democratica. Anche lui del resto, come gli altri colonnelli, ha un passato di manifestazioni, violenze estremiste e raid fascisti. Ora sono uomini delle istituzioni. Moderati, liberali. Il gran sultano ha liberato il recinto, dato loro una verginità. Mescolandoli a frotte di barbari leghisti che mettono simboli padani nelle scuole e veline zucche vuote, per quello che è il Gran Governo delle Libertà. Il rosa smoking delle mignotte a pagamento si mescola al verde razzista padano, per sfociare nel nero squadrismo. E mentre il loro ex capo Fini annuncia svolte a ripetizione, la teppaglia missina ritorna alle sue origini, a tratti compiaciuta. Quel ribollente desiderio fascista non può non riemergere. Già me li figuro La Russa e Gasparri in un conviviale colloquio privato. Di che parleranno? Giù bestemmioni, inni contro le zecche comuniste e lucciconi per i tempi in cui potevano fracassare il cranio agli avversari ideologici.Ora torna a galla nelle parole di Gasparri, e nell’auspicio di arresto preventivo. Gli uomini delle istituzioni provocano come maldestri militanti degli anni di piombo. Onorevoli e deputati non fanno altro che istigare i dimostranti. Mirano ad accrescere l’odio. Preannunciano con quella facce di cemento, la tragedia. Annunciano che ci saranno degli assassini, tra i dimostranti. E ritorna ciò che non possono cancellare dal loro animo violento, anelando il ritorno agli anni di piombo. Proprio loro, i ministri, gli onorevoli, i moderati e garantisti, che si riempiono la bocca di spetazzanti parole e cantano “libertà”.Quel conato ora non potrà essere trattenuto. Ci si chiede quanto continuerà questa condanna. Quando un esercito di liberazione ci restituirà nuovamente dignità contro il nuovo regime. Perché nessuno evoca l’intervento internazionale della comunità europea per questa strage di democrazia. Il governo italiano grazie ad innumerevoli missioni di “guerra pacifica” aiuta i popoli oppressi. A nessuno balza in mente di chiedere aiuto per noi, soffocati da questo nuovo regime. Perché solo un esercito di liberazione, potrà salvarci.