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IL DELIRIO QUOTIDIANO


Consumata la frugale colazione servitagli dal maggiordomo Emilio Fede, il nostro megapresidentissimo si presenta di buon mattino nella sala dei lavori del buon governo di Arcore. Ad attenderlo, accampati nei tre kilometri quadrati della stanza vi sono i pretoriani, reduci da una insonne notte tormentata. Si ode ancora Sandro Bondi frignare inconsolabile: “Nessuno mi vuole più bene, gnì-gnì…”. Il messia irrompe nella sala,  stretto in una luccicante vestaglia blu cobalto e coi posticci capelli scompigliati, e tutti schizzano all’impiedi sbattendo violentemente tacchi e rotule sul marmo rosa. Maestà, stamattina lei è ancor più bello del solito”, osa un Minzolini già con la fronte impralinata per l’emozione. Il despota congeda amorevolmente le sei pulzelle rimaste a corte per la notte, non prima di averle omaggiate con monili e buste piene di danari. Col fare del buon padre di famiglia le ammonisce: “Andate care, e fatene buon uso, che lì dentro ci sono almeno sei/sette stipendi di un pulcioso operaio comunista, maleodorante di povertà ad un miglio di distanza. Salutatemi i vostri genitori, i valori della famiglia sono al primo posto nella nostra attività di governo…”. Fragorose ed irrefrenabili risate dell’uditorio plaudente. Qualcuno intona l’inno a Silvio, altri si spellano le mani in applausi senza ritegno. Le ninfe se ne vanno dondolando le chiappe. Si consultano sui rispettivi doni. Iniziano a litigare prendendosi per capelli. “Perché a me 500 euri di meno, eh?”, fa una creola venezolana di 18 anni. “Perché io è già da tre anni che gli do il culo! Li conosci gli scatti di anzianità tu, brutta extracomunitaria? Poi a te ha regalato una casa più grande ed una macchina più alla moda!”, risponde a tono una bagascia di Barletta. Grazie all’intervento di poliziotti e uomini della sicurezza incaricati di riportarle a casa, ritorna la quiete e le papi-girls tornano a parlare del più e del meno. Una mostra gran contentezza per le risultanze del test hiv. “Meno male che non sono positiva, eh. Ero un po’ tesa, sai meglio controllarsi…uno che va con 80 donne…”.Nella sala invece, la governativa riunione del fare entra nel vivo.Ghedini alza la mano: “Ci sarebbe la prima udienza del processo Mills…”.“Lo so, viscido azzeccagarbugli, lo so…ma deve ancora nascere chi mi porterà innanzi ad un giudice comunista! Non ci vado.”.“Sarà dichiarato contumace…”.“E che contumacia sia. Ho impegni ben più importanti, io.”.Michela Brambilla, sua devota badante dalla mascella equina, snocciola gli impegni di giornata del tiranno. “10,15 visita a palazzo Reale. 12,00 conferenza stampa, 15,00 visita alla riunione condominiale dei Cristiano Sociali. 17,00 convegno degli imprenditori lombardi mediamente tangentisti…”.Interviene anche un imprudente vice attendente sottosegretario novizio, indicando qualche dato:“Sua eccellenza, i dati usciti stamani indicano una percentuale di disoccupazione giovanile allarmante. Senza precedenti in Italia ed eguali nell’Europa, addirittura il 29,9%...che propone?”.Il monarca alza il sopracciglio, stizzito:“Ma chi è questo impiastro? Un infiltrato della sinistra demagogica? Non è mica colpa mia. Lo sanno tutti che abbiamo le mani legate dal Qirinale e per colpa dei magistrati. Ora mi hanno fatto ridurre le feste. Sa quante neolaureate lavoravano a quelle cene eleganti? Lo sa lei? Queste sono le conseguenze…conducete fuori questo attentatore e sciogliete i cani!”Bonaiuti prova a stemperare l’atmosfera. “Santità, non s’adombri. Noi tutti sappiamo della sua infinita bontà d’animo e che ha a cuore l’occupazione delle giovani donne. Se solo sapessero quante ne ha salvate dalla strada…La storia le darà ragione. Anche il Vangelo parlerà di lei, e se non lo farà, lo modificheremo con decreto d’urgenza…”.Conchiuso lo spiacevole contrattempo, i solerti governanti del paese si mettono all’opera. Il Messia chiede lumi sulle vicende più stringenti.“A che punto siamo col conflitto di attribuzione per il processo Ruby? Riusciamo a metterglielo al culo?”.Ghedini rassicura il despota: “Stiamo lavorando giorno e notte. Seimiladuecento cavilli formali già pronti allo uso. Poi c’è sempre il processo breve con effetto retroattivo o al limite una leggiucola che impedisce a chi ha più di 65 anni di essere processato per prostituzione minorile. Abbia fede santità, le leveremo le seccature degli altri tre processi…”.“Molto benissimo! Ma non sottovalutiamo nemmeno la questione più importante per la salvezza di tutti i cittadini: lo stop alle intercettazioni! Altro che le fandonie sulla disoccupazione! Bisogna fermare la macchina del fango verso chi lavora tutta la notte per il bene della patria!”.Alfano si mostra proattivo: “Tutto già predisposto, nei prossimi giorni approviamo anche questa legge di salvazione morale!”.“Ottimissimo Angiolino, non si fermi! E la nostra maggioranza alla camera? Come procede la campagna di responsabilità?”.Cicchitto è giubilante: “Mio sire, è un trionfo! un trionfo! Sempre più parlamentari aderiscono al gruppo dei RESPONSABILI! Li compriamo a gettito continuo, due al giorno! C’è solo un problema…un millantatore ci ha denunciato, va dicendo in giro che gli hanno offerto 150mila euro per aderire ai responsabili!”.“Maledizione, branco di inetti! Solo 150mila euri? Ho stanziato 10 milioni per questa operazione di scuotimento delle coscienze, ve li siete mangiati tutti in trattoria? Contattate il miserabile e raddoppiate la proposta, lazzaroni! Ma ditemi miei soldati delle libertà, come ci stiamo muovendo per la par condicio nella Rai tivvi? Ferrara è confermato per una equidistante trasmissione di elegia governativa? E Sgarbi che oscurerà Saviano grazie alla sua cul-tura parlando di tette e chiappe? A che punto è l’illuminante alternanza nella conduzione delle trasmissioni del martedì e del giovedì?”.“Eccellentissimo ci stiamo muovendo, se mi permette è degno di una mente superiore fare riferimento al martedì e giovedì senza citare ‘AnnoZero’ e ‘Ballarò’, lei è un essere diabolico! La libertà prevarrà sull’odio fazioso.”. Lo rassicura Romani.Poi è il turno della delegazione padana. Tutti ubriachi marci e farfuglianti, i veri governanti del paese intonano inni celtici e neonazisti, alla faccia dei terroni terzomondisti. Il Federalismo fiscale è ormai cosa fatta. Creando una subdolamente mascherata separazione netta tra il nord operoso e l’Africa tricolore. Borghezio, a capo delle milizie in camice verde, ha ormai rotto ogni freno inibitorio alla xenofobia pulsante. E talmente felice che piscia sulla bandiera italiana ed insiste su una urgente questione di principio: Riesumare il corpo di Garibaldi per tirargli tre schioppettate nel petto. Il monarca sorride a tanta estrosa giovialità, ribadendo che ora si attende da loro i voti necessari per la sua impunità divina. Bossi biascica qualcosa, poi spergiura fedeltà, non prima d’aver preteso che si festeggi la valorosa battaglia di Legnano, invece che l’unità dell’Italia. Il Ministro della Repubblica italiana.Entusiasmo degli astanti, con gerarchi fascisti ultranazionalisti che abbracciano i festanti indipendentisti padani. Silvio esulta per questo esemplare scellerato patto che divellerà ciò che rimane di un paese in ginocchio. Un atto degno del miglior statista degli ultimi 150 anni.Poi gli animi si ricompongono. Due ancelle seminude vestono il despota, altre due lo truccano in modo che appaia di una giovinezza smagliante nei tanti impegni di giornata. Nel contempo ello ripassa i discorsi. Un esperto di marketing gli consiglia di mantenere il solito sorriso di cemento ed ostentare tranquillità da mancato guitto battutista. Stemperare il clima con continui riferimenti giocosi al bungabunga di modo che quel mantra rientri nella mente della gente, facendolo diventare davvero una barzelletta. “Ma vuole insegnare a me le regole della comunicazione? Io che l’ho inventata, la comunicazione televisiva! Vi invito tutti al bungabungaaaaa….”. Poi si informa sullo stato di alcune delle sue dame di corte. “Ruby quando si sposa? Lele Mora è confermato come testimone? E la gravidanza? Me lo date per certo l’ingravidamento? Ah, l’hanno invitata al ballo delle debuttanti battone? Continua a dire frescacce concordate? E la Fico? Ancora sull’isola? Ottimo. La Minetti ha dichiarato a giudizio di aver avuto rapporti sessuali con me? Qual è il problema, solo gli invidiosi della sinistra potranno pensare che l’ho messa in regione facendo falsificare le firme del listino per un bieco scambio carnale. Semmai redarguitela per non aver fatto alcun riferimento alle mie indiscutibili ed ultraterrene capacità copulatorie. Avrei guadagnato lo 0,6% del consenso con una simile affermazione. Il popolo vuole ciò. E quella squilibrata della Sara Tommasi? Ancora a Dubai? Che ci resti per altri due anni. Le pagheremo dei bravi psichiatri.".Quindi il sultano si accorge del volto corrucciato di Frattini. “Che c’è ignobile stoccafisso menagramo, ha altre notizie ferali?”.“Tutt’altro sire, sono appena giunte le dichiarazioni di Gheddafi. Non ha fatto alcun cenno ai rapporti con lei e nessun richiamo alle 200 hostess convertite. Questo pericoloso malato mentale vaneggia e continua a minacciare massacri sulla gente. Se interverrà l’Onu, farà altre migliaia di morti. Poi conferma che la situazione è tranquilla. Che il popolo lo ama e che i media stranieri stanno raccontando un sacco di falsità, mentre invece i cittadini libici stanno tutti bene. Per lui sono solo meschinità le voci di ricchezze e sfarzo della sua famiglia, che invece vive in modo sobrio e modesto tra mille stenti.”. Il Messia gonfia il petto, un po’ si commuove. “Gheddafi si conferma un leader democratico, di grande saggezza e da cui prendere spunto. Io stesso non avrei potuto partorire di meglio…”.E’ ormai all’ultimo ripasso di cipria cementata quando lo coglie una folgorazione: La scuola. Ci vuole una rivoluzione. E’ ora di finirla con l’insegnamento pubblico, dove rivoluzionari bolscevichi insegnano ai cenciosi il risorgimento, le guerre mondiali, gli orrori del nazifascismo ed il male delle dittature. La suburra non deve usufruire della cultura. Ne ha diritto solo chi può pagarsela ed in latterie comunali adibite a scuole, con bandiere della Pdl e l’effigie del Premierissimo al posto del Presidente della Repubblica. Posti ove si insegni la vera storia delle libertà. Si canti “per fortuna che Silvio c’è” e lobotomizzi quel poco di cervelli non ancora devastati dalle frescacce delle sue tv. La riunione si scioglie, ed il sultano è pronto per il farneticante delirio quotidiano. In un angolo Gianni Letta ringrazia i lacchè di aver risparmiato al monarca le ultime dichiarazioni di Gheddafi. Quelle in cui si fregia d’aver ridotto l’occidente rappresentato dall’Italia e dal suo premier, a baciargli la mano. In ginocchio. Al punto che gli americani potrebbero domandarsi se sia giusto, dopo aver sollevato il dittatore libico, disfarsi anche di quel “clown” che oltre ad umiliare l’Italia inizia a far vergognare anche la comunità internazionale.