RISVEGLIO INTERIORE

Se l'inferno è già qui... lo è anche il paradiso


Proprio ieri, ero in bicicletta in mezzo al traffico caotico della città e notavo, fermo al semaforo durante l'attesa del verde, che nell'aiuola che avevo a fianco, piena di fiori e fiorellini, alcune api le quali si posavano su di essi, svolazzando qua e là e vi suggevano il nettare. Intorno, Dio sa quanti insetti trovavano risorse per riprodursi, indaffarati nel loro innocente travaglio, ignari dei problemi del traffico che invece io stavo sperimentando sulla mia pelle. Allo stesso tempo rilevavo che vi sono piani paralleli di Coscienza che convivono simultaneamente, dimensioni di vita interrelate ma non del tutto comunicanti in modo diretto.. Che ci sono esperienze di nascita e morte, di caos e di ordine che ininterrottamente vengono in essere e che si mescolano in questo infinito crogiuolo della vita incarnata a tutti i livelli.La stesso cosa, meditavo, può valere, per la percezione psichica del paradiso e dell'inferno dentro e fuori di noi. Dipende dalle antenne, oltre che sensoriali, mentali, ‘sensitive’ e soprattutto spirituali, con le quali ci sintonizziamo con ciò che ci circonda e sentiamo interiormente. Stavo osservando un ape suggeva pacificamente il nettare di un roseo fiore, in mezzo a quella magnifica area fiorita, e coglievo la poesia di quella bellezza pieno di stupore per quell’incanto. In me c'era una sorta beatitudine per quel semplice e sublime spettacolo che veniva offerto ai miei occhi, al mio cuore. Ero intenerito. Una piccola nicchia di natura semplice si mostrava come espressione di armonia operosa e delicata... ma ecco un crash violento che s'impone: un  
forte tamponamento di automobili lì vicino.Urla, pianti, rottami, sangue... documenti ... confusione, dolore: l'inferno delle forme della sofferenza trasformava, stravolgeva, dentro di me la visione precedente e prendeva in quel momento il posto del paradiso di pochi attimi prima. Istantaneamente è accaduta un'alternanza, un capovolgimento della scena di un film che stava scorrendo sullo schermo della mia consapevolezza. Subito sono trasalito e sono entrato in un altro spazio psicologico. Entrato in un altro mondo emotivo, coinvolgendomi con la situazione umana che ne era scaturita da quell’incidente. Ero forzato a prendere atto di una nuova dimensione fattuale.Poi, però poco dopo con calma riflettevo sul fatto che tutto scorre e che, nonostante tutto, il fluire della vita continua nel cambiamento… e questo fatto mi appariva ancor più evidente del solito. Tutto è soggetto al cambiamento è vero, ma fuorchè l'Osservatore impersonale. Questo tuttavia non è la mente identificata nella rappresentazione di quello che appare sullo schermo della Coscienza-Specchio, ma il Divino Testimone che c’è in noi. Sto parlando dell'occhio del ciclone, il centro immobile che dovremmo ritrovare per non trovarci sperduti di fronte all'impermanenza delle cose, di tutto ciò che esiste in continuo mutamento. Solo attivando quest’occhio, il terz’occhio spirituale, possiamo trascendere l'inferno mondano che la nostra mente egoica sostiene quando si smarrisce nei riflessi del mondo apparente. Il quale ci appare reale perchè è irreale l'identità con la quale lo viviamo, che crediamo d'essere.Se sapremo farlo scopriremo che anche il paradiso è già qui.