RISVEGLIO INTERIORE

Il fondamentale riflesso condizionato


Egli (l'uomo) non può considerare la possibilità che CIÒ che è sempre stato eternamente presente, non ha bisogno di una forma - visibile o invisibile, materiale o immateriale - per esser presente - poiché egli non può rinunciare ad un "io", all'idea cioè di un entità separata.                                                
Il suo istinto di eterna presenza è giusto, ma il suo intelletto non può lasciar perdere il riflesso condizionato di personalizzare questo principio eterno. Il risultato è che egli vede il principio eterno come un "io", che lascia il corpo esistente al momento della morte, ma che continua la sua esistenza fenomenica altrove.(Ramesh Balsekar )