RISVEGLIO INTERIORE

I Deep Purple: quanta emozione ancora!!


L’altra sera c’è stato l’ultimo concerto del Tour europeo dei Deep Purple.Devo dire che ero un loro ammiratore già trentacinque anni fa. Vederli dal vivo ora, non lo avrei creduto ancora possibile, è stato davvero emozionante, elettrizzante, coinvolgente, in certi momenti addirittura commovente.Roba da far accapponare la pelle: accogliere quel pathos, quelle vibrazioni incredibili di luce e suoni, di arte, di mestiere… è stato incredibile. Hanno saputo offrire emozioni a non finire chi stava lì.Un grande spettacolo insomma, sotto tutti i punti di vista. Il tutto senza indulgere a quei fronzoli o sceneggiate che tanti in quel ambiente utilizzano. Sono stati molto puliti nelle loro esibizioni, forti di quel che sapevano donare con i loro magnifici pezzi che hanno incantato magicamente tutto il pubblico presente. Hanno sfoderato tutto il loro grande repertorio insieme a tanti brani recenti. Due ore da restare senza fiato. Questa 'esaltazione' che faccio vale sicuramente per me, ma guardandomi intorno e vedendo l’entusiasmo che c’era l' in quel palasport esultante questa esperienza mi appariva collettiva. E certamente lo è stata.Le loro canzoni emanano ancora un’energia, una carica, davvero potentissima. I quattro musicisti, tra i quali un chitatarrista eccezionale, ultimo innesto negli anni 90’, sono uno più bravo dell’altro, veramente.La voce del cantante Jan Gillan è tuttora incomparabile: a mio avviso, e ne ho sentiti di cantanti rock da allora, forse è eguagliata solo da quell’altro mito dell’Hard Rock che è Robert Plant, ex voce di un altrettanto mitico gruppo di quei tempi favolosi che si chiamava "Led Zeppelin".Credo che sia difficile oggi trovare gruppi rock a quel livello, che sanno stare insieme da così tanto tempo e che riescono a proporre ancora qualcosa di nuovo. Se ci sono, sono molto pochi, casomai. In effetti, io e la compagna che era con me, anche lei entusiasta, eravamo di fronte a delle leggende viventi della musica rock.Si sentiva che stavamo di fronte a dei veri Maestri del genere.Il paragone con il gruppo che li aveva anticipati, che aveva aperto la serata, era inevitabile: questi, i Deep Purple, sembravano che venire da un altro pianeta in confronto.Una parentesi curiosa: devo dire che ho provato lo stesso feeling quando mi sono trovato di fronte ad Osho, un Maestro spirituale, per tutt’altri motivi. La considerazione che ho fatto è questa: quando ti trovi davanti a dei ‘grandi’ veramente percepisci proprio un livello superiore, una qualità diversa da chi è tutto sommato ‘normale’. Riconosci subito di stare in presenza di qualcuno fuori dall’ordinario. Chiusa la parentesi personale. Il concerto è stato affollatissimo da gente di ogni età, ma soprattutto da noi reduci di quel periodo memorabile che è stato il 68’, oggi forse un po’ incanutiti ma ancora in grado di entusiasmarci, di appassionarci e godere l’ebbrezza della grande musica rock che ha accompagnato il nostro cammino.