RISVEGLIO INTERIORE

Essere soli... ma non sentirsi soli


Il senso della solitudine è molto diffuso. E molti cercano mille stratagemmi per sfuggirlo, ma non ci riescono. Questo succede perchè il senso di solitudine non si supera cercando una qualsivoglia compagnia o forma di distrazione, ma entrando nella proprio nella solitudine, accettandola e cercando di capire a fondo del perchè e da cosa nasce. Fino ad arrivare a comprendere che essa è la nostra natura più profonda. Ciò comporta una grande avventura:il viggio nella nostra più profonda intimità. Occorre però coraggio per guardarla in faccia e non spaventarci dai fantasmi mentali che possiamo incontrare. Mi hanno insegnato che c'è una grande differenza fra il sentirsi soli e l'essere soli. E su questa indicazione ho indagato e ho constatato direttamente che ciò è proprio vero. La chiave che fa la differenza fra le due condizioni è la Consapevolezza di sè.Nel sentirsi soli e inconsapevoli è avvertibile un disagio, la mancanza, un vuoto doloroso... un senso di povertà... mentre nell'essere soli consapevolmente emerge invece dall'interno una beatitudine, una forza sottile indescrivibile, un senso di ricchezza profonda...Colui che sa essere solo diventa così un magnete carico di energia attraente... attrae compagnia: perchè la sua solitudine è qualcosa di positivo, raggiante, contagioso. Chi invece si sente solo, purtroppo, con il suo lamentarsi con l’esterno non accogliente, crea le condizioni per l'aggravarsi del suo stato d'animo, fondamentalmente frustrato, auto isolante.Per passare dalla solitudine che rimugina, sofferente e rivendicativa, alla solitudine aperta e consapevole, sempre disponibile alla condivisione, perchè piena d'energia e amichevolezza, occorre fare un percorso che non sempre l'ego incarognito nell’orgoglio, arroccato nella vanità, nella falsa timidezza, vuole fare. Si deve dunque iniziare a prenderci onestamente la responsabilità di ammettere che la causa della realtà in cui ci troviamo, e che non ci fa sentire bene, è totalmente nostra. Solo così si può intraprendere quella via che ci porterà all'incontro sano con noi stessi prima, e poi necessariamente all'incontro e alla relazione con gli altri positiva. Al dispiegarsi del loro interesse nei nostri confronti. Quando staremo bene con noi stessi non ci potremo più sentire soli e, quindi, anche gli altri avranno piacere a relazionarsi con noi, perchè non ci sentiranno più mendicanti d'amore, d’amicizia, ma re di vitalità e di gioia, di calorosa e sincera affabilità. Come a dire, sinteticamente: se non ci vogliamo bene noi, come possiamo sperare che lo facciano gli altri.