Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Claudio Prajnaram

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Messaggi di Aprile 2022

COERENZA INVISIBILE

Post n°3070 pubblicato il 28 Aprile 2022 da Praj
 

La coerenza fra il dire e fare può avere due aspetti: uno visibile, facilmente comprensibile e un altro invisibile, riconoscibile dai pochi che hanno aperto canali di percezione più sottili e profondi. La coerenza visibile è lineare, logica e popolare. Quella invisibile è invece elusiva, non lineare, paradossale, ed è di matrice essenzialmente esoterica. La coerenza invisibile può contenere anche quella visibile, essendo omni comprensiva, mentre la coerenza visibile trova riscontro solo all'interno della logica concettuale, nei suoi paradigmi e schemi. Per cui chi riconosce solo la logica visibile, non è in grado di vedere oltre l'apparenza scontata, e intuire la coerenza invisibile e più profonda e nascosta di un atto, di un comportamento, che ha radici nella non dualità fondamentale che regge ogni fenomeno. Tante incomprensioni nascono dunque dal piano di coerenza da cui si osservano e valutano le cose. Perciò quel che può sembrare incoerente ai più, ad un altro livello, può invece non esserlo. È buona cosa allora essere prudenti nei giudizi e valutazioni, anche se si sa che è molto difficile che ciò accada, quando si è legati all'altare della logica visibile, duale.

 
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ABBANDONO AL SÈ, AL CIO' CHE È

Post n°3067 pubblicato il 23 Aprile 2022 da Praj
 

L'accettazione totale, per me fondamentale, è sempre possibile. Accettare anche le contraddizioni in cui si scivola normalmente, perché anche questo in fondo è essere qui, è essere nel vivo presente.
Le contraddizioni che viviamo non vanno problematizzate... sono semplici realtà da vivere. Essere perfetti è un concetto mentale dal quale ci si può liberare, perché noi siamo sempre "nel nostro giusto", se non ci diamo dei modelli mentali a cui adeguarci... una meta da raggiungere... se siamo senza aspettative.
In realtà, se non ci dividiamo, alimentando una lotta interna fra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere in quel momento, si scopre che siamo già a Casa. Proprio così come siamo. Non ci sono miglioramenti immaginari da raggiungere, ma solo un eterna realtà presente da riconoscere: quella che si sta vivendo proprio adesso, davanti e dentro di noi, così com'è.

 
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ACCOMPAGNARSI NEL VIAGGIO

Post n°3066 pubblicato il 20 Aprile 2022 da Praj
 

Se ami non segui, ma accompagni soltanto. Se segui imiti, non crei e forse non ami. Il fatto stesso di manifestare sinceramente la tua unicità, comunque sia, è di per sé un fenomeno creativo. Permettiti dunque di essere unico e incomparabile, esprimendo coscientemente la tua natura individuale. Perciò accompagna chi ami senza seguirlo e fatti accompagnare da chi ti ama senza seguirti.

 
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ANDARE ALLA SORGENTE

Post n°3065 pubblicato il 16 Aprile 2022 da Praj
 

L'ansia, l'angoscia esistenziale, o qualsiasi peso di altro genere o un disagio interiore, non possono essere rimossi se permane l'ente fittizio che ne è la causa, la radice da cui traggono la linfa. I sintomi di questi malesseri possono essere attutiti o superficialmente cancellati con varie terapie, ma possono riemergere in ogni momento, se stimolati da eventi particolari. Ciò accade perché la causa di fondo di questo mal di vivere, quando non è riconosciuta adeguatamente, permane nell'oscura profondità del nostro essere e determina il nostro squilibrio esistenziale. La cura definitiva è quindi il ritrovare la connessione e identità con l'autentica sorgente del nostro Essere.
Altri espedienti, che prescindono dall'ignoranza della nostra vera natura, non sono che rimedi palliativi.

 
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LIBERARSI DAL VELO DI MAYA

Post n°3064 pubblicato il 13 Aprile 2022 da Praj
 

La domanda di "illuminazione" è una falsa pista che, se perseguita, porta il ricercatore lontano dal sentiero che conduce ad essa. Il motivo è semplice: l'illuminazione non significa nulla fino a quando non la sperimenti "tu" stesso. Quindi, concentrarsi sull'idea di essa, senza l'esperienza diretta di quella dimensione sconosciuta, significa invariabilmente, perdersi nella fantasticheria e nelle proiezioni su di essa.
Allora siamo come lucidi sognatori che non hanno alcun controllo sulle creazioni del proprio inconscio. Sappiamo di essere intrappolati senza essere in grado di utilizzare alcuna conoscenza per risvegliarci. E così il sogno si trasforma lentamente in un "incubo". Mi sto avvicinando al risveglio? Non c'è modo di saperlo. Non vi è alcun punto di riferimento al di fuori del sogno. C'è la trasmissione di quella "conoscenza", ma che dipende in gran parte dalla fiducia... Anche se potessimo sapere che un risvegliato sta operando al di fuori dello stato di sogno, non ci può essere garantito che costui possa tirarci fuori dalla nostra condizione sognante, liberarci dal velo di Maya. L'ego ha una oggettiva difficoltà a lasciarsi andare... Forse è troppo tardi per molti. Forse molti sono troppo saldamente radicati nei sogni magici di potere, in rituali sciamanici, il loro ego è diventato troppo spiritualizzato, e il polipo (ego) è diventato troppo scivoloso e raffinato, per prestarsi al fatale atto chirurgico.

 
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RESA TOTALE

Post n°3063 pubblicato il 10 Aprile 2022 da Praj
 

È incredibile come l'Accettazione totale del Ciò che È
crei la più profonda
delle trasformazioni interiori.

 
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SPIRITUALITA' ESSENZIALE

Post n°3061 pubblicato il 07 Aprile 2022 da Praj
 

La spiritualità, per non essere una menzogna, una fantasticheria inutile, non deve comportare solo negazioni, quali il voler reprimere l’ego, mortificare il corpo rinunciando al piacere, sublimare le emozioni.
Invece la forza dell'esistenza in me, in ognuno, si fortifica, esalta, solo se la scopro alla sua fonte. Se trovo la via, se ho il coraggio di vivere, se imparo ad aprirmi, osserverò con stupore quanto i condizionamenti negativi che dominano la mia vita cominceranno a lasciarmi.
Essere aperto vuol dire anche aprirmi alla dimensione ricettiva. Non c’è espansione del cuore senza apertura. E aprirmi significa rendermi vulnerabile senza falsità, senza ipocrisie. Non posso sbarrare tutte le porte, interne e esterne, e nello stesso tempo aprirmi alla grazia Divina. E siccome la grazia Divina può raggiungermi anche attraverso le prove più crudeli, terribili, devo essere aperto, perché è sempre Dio che bussa alla porta del cuore, della coscienza.
Sviluppare il principio dell’accoglimento, consiste nel non proteggermi, significa includere ogni esperienza, anche quando arriva in maniera insolita, imprevedibile. La condizione meditativa, lo stato di consapevolezza senza scelta, rappresenta dunque l’apertura alla forza vitale nella sua forma conflittuale che va dalle gioie più grandi alle più forti delusioni.
Vuol dire rivivere adesso le sofferenze che mi hanno bloccato, ferito... e dire sì anche a loro.
È scoprire semplicemente che ho vissuto, che sto vivendo, animato da quella energia infinita che non è la mia vita, ma la Vita.

 
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ACCETTAZIONE TOTALE

Post n°3060 pubblicato il 05 Aprile 2022 da Praj
 

Se avessimo il coraggio e l’onestà di guardarci dentro fino in fondo vedremmo, oltre tanti rosei paesaggi emotivi, anche tutti i fantasmi oscuri ancora circolanti fra le pieghe del nostro pensare e sentire. Vedremmo le ombre che rifuggiamo e di cui ci vergogniamo, la polvere che non abbiamo mai ripulito, gli scheletri che nascondiamo agli altri. Non sarebbe probabilmente un grande spettacolo per il nostro orgoglioso senso d'identità. Vedremmo anche le nostre miserie umane che non vogliamo ammettere. Allora, prima di giudicare il mondo che pensiamo stia soltanto là fuori e sia più sporco di quel che noi anche siamo, riflettiamo.
Se volessimo essere giusti, non ci illuderemmo di essere immuni dai mali che imputiamo al mondo, indicando colpevoli che invece potremmo essere proprio noi. Solo una combinazione misteriosa di fatti e circostanze ci hanno permesso, fortunatamente, di non esserlo. Non attribuiamoci quindi meriti che non abbiamo. Assomigliamo ai colpevoli che spesso additiamo più di quanto crediamo. Il buono ed il malvagio, variamente dosati e combinati, ci sono in tutti. È inutile volere rimuovere questa realtà, essere ipocriti.
Doniamoci dunque compassione per quel che siamo. Cerchiamo di essere più compassionevoli verso chi commetti sbagli, errori, mancanze per una consapevolezza che è venuta meno. Perché allora anche gli altri avranno compassione di noi, se dovesse capitarci la caduta. Non crediamoci infallibili, immuni, fuori pericolo, sopra le parti, giudici imparziali. Perdoniamoci anche di ciò che avremmo potuto fare, che siamo in grado di fare, e perdoneremo anche quelli che loro malgrado l’hanno fatto perché inconsapevoli.
La Compassione ed il perdono che offriamo li doniamo prima di tutto a noi stessi perché sappiamo che noi siamo il mondo.
Il cambiamento reale, la trasformazione, sia dentro che fuori, comincia e finisce con l’accettazione di ciò che siamo ora. Dall’apertura del nostro animo alla sincerità la Luce poi si fa strada da Sé.

 
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