L'amore ad un tratto colse tutte le espressioni del corpo,e le lasciò brillare e giocare come schegge impazzite.Mangiò i minuti e divorò le ore, non prima di averli cosparsi di uno strato di sudore.Scaldò la stanza con luce tenue e afflati umidi, regalò dolci umori a bocche rosse e mani sveglie.Mascherò i sospiri sotto il rumore della musica, ed il rumore della musica sotto i sospiri, fino a far sì che gli uni, non si potessero distinguere dagli altri.Scherzò col sonno, e gli fece fare capolino in quei brevi attimi di riposo tra un singulto e l’altro, quando le menti si offuscano e confondono il riposo e la passione in un intreccio di pause e riprese di scena.Osservò la notte farsi nera e la luna arrossire di vergogna, si compiacque più volte della sua innata arte e mostrò alle stelle come fossero i battiti dei cuori, quando seguono all’unisono l’infallibile pendolo delle voglie.Si stupì egli stesso a scoprire la strana forma dei colori, quando il rossore disegna petti e schiene.Spinse in un angolo i litigi, i rancori ed i difetti di ognuno, facendo sì che tutt’attorno diventasse perfezione.Scaldò il sangue giovane e lo trasformò in caffè, ché gli scorresse dentro a tenerli desti per più di poche ore, ché si potessero lasciare andare a fiumi di parole una volta che il silenzio avesse fatto il suo dovereSi mascherò da pudore e li coprì con lenzuola di seta sul finire del suo tempo; aprì leggermente la finestra, fece un gesto di saluto e scappò via…… e amore fù.. G.
IMMAGINI (Gennaio '06)
L'amore ad un tratto colse tutte le espressioni del corpo,e le lasciò brillare e giocare come schegge impazzite.Mangiò i minuti e divorò le ore, non prima di averli cosparsi di uno strato di sudore.Scaldò la stanza con luce tenue e afflati umidi, regalò dolci umori a bocche rosse e mani sveglie.Mascherò i sospiri sotto il rumore della musica, ed il rumore della musica sotto i sospiri, fino a far sì che gli uni, non si potessero distinguere dagli altri.Scherzò col sonno, e gli fece fare capolino in quei brevi attimi di riposo tra un singulto e l’altro, quando le menti si offuscano e confondono il riposo e la passione in un intreccio di pause e riprese di scena.Osservò la notte farsi nera e la luna arrossire di vergogna, si compiacque più volte della sua innata arte e mostrò alle stelle come fossero i battiti dei cuori, quando seguono all’unisono l’infallibile pendolo delle voglie.Si stupì egli stesso a scoprire la strana forma dei colori, quando il rossore disegna petti e schiene.Spinse in un angolo i litigi, i rancori ed i difetti di ognuno, facendo sì che tutt’attorno diventasse perfezione.Scaldò il sangue giovane e lo trasformò in caffè, ché gli scorresse dentro a tenerli desti per più di poche ore, ché si potessero lasciare andare a fiumi di parole una volta che il silenzio avesse fatto il suo dovereSi mascherò da pudore e li coprì con lenzuola di seta sul finire del suo tempo; aprì leggermente la finestra, fece un gesto di saluto e scappò via…… e amore fù.. G.