Julipet amava, amava troppo.Julipet era figlia delle passioni, dei sentimenti forti e incontrollabili che scaturivano dal proprio cuore, senza passare per il cevello.Julipet era innamorata, innamorata di troppe persone contemporaneamente, tanto da non poterne amare nessuna e da non poter essere amata.Julipet non se ne rendeva conto, viveva con gioia i nuovi amori dimenticando i vecchi.Julipet era felice, piena di una tristissima felicità che le riempiva le vene di euforia fino quasi a fargliele scoppiare.Quando se ne rendeva conto, quando prendeva un attimo di tempo per pensare, Julipet scoppiava improvvisamente in lacrime, piena e satura di tutto il vuoto che aveva dentro. Julipet era vittima, vitttima del dio amore.Vittima del vero dio amore, quello narrato dai greci, quello che alcuni chiamavano ancora Eros e disegnavano sui fumetti e sui cartoni animati con le ali d’angelo, l’arco e le frecce. Eros era vivo, vegeto ed invisibile, come tutti gli altri dei che, tranqulli, regolavano le cose del mondo lasciando molta libertà agli uomini, compresa quella di credere che di dio ce ne fosse solo uno. Era il giusto equilibrio, perchè essere un dio era un lavoro duro, e regolare soltanto le cose importanti lasciava tempo per potersi godere un po’ di beata eternità. Eros era vivo, vegeto, invisibile ed innamorato.Innamorato di Julipet che non poteva avere, ma che non voleva dare. A nessuno. Eros era un giusto, un dio attento ad unire, attento a non strafare, attento a lasciare gli uomini liberi di abbandonarsi quando il tempo della felicità cominciava a scadere. Eros era un giusto, un giusto con tutti tranne che con Julipet, che non poteva avere, ma che non voleva dare. L’amore sottrae la ragione, la lucidità, il senso critico verso se stessi e verso gli altri.Valeva per gli uomini, come per gli dei, ed Eros era un dio, calato tra gli uomini al punto da perdere la ragione più degli altri suoi simili. Così Eros, innamorato di Julipet e forte del solo potere di far scoccare l’amore tra gli uomini, ma non di sottrarlo, non ebbe altro modo di tenerela a se, che non permettendole di provare amore per una sola persona. Eros guidava Julipet lungo i percorsi del cuore senza concederle sosta, senza lasciarle un attimo di solitudine, senza consegnarle la tregua che le permetesse di scegliere un uomo, e proseguire con lui il suo cammino. Eros non poteva, non poteva accettare di perderla.Eros non poteva lasciarla sola, perchè il suo operato permetteva di far innamorare gli uomini giusti tra loro, ma non poteva impedire che scoccasse l’amore tra persone sbagliate.E se lasciata sola, Julipet si sarebbe innamorata dell’uomo sbagliato.E Julipet avrebbe sofferto.E Julipet non doveva soffrire. Così Eros regalava emozioni a Julipet perchè lei potesse essere felice sempre, euforica sempre, coinvolta sempre, innamorata sempre. Ma della stessa persona mai. Succede questo quando l’amore cieco incontra colui che gestisce ciecamente l’amore, colui che sceglie i giusti perchè s’amino, ma ingiustamente sceglie che un umano non ami mai nel modo giusto. E se vi chiedete come mai gli amori finiscano, come mai le persone si dividano, come mai si mettano insieme quando non dovrebbero amarsi, sappiate che quelli sono i momenti in cui l’attenzione di Eros era rivolta a Julipet, che aveva bisogno di un nuovo amore perché non amasse, né fosse amata mai...
Eros e Julipet
Julipet amava, amava troppo.Julipet era figlia delle passioni, dei sentimenti forti e incontrollabili che scaturivano dal proprio cuore, senza passare per il cevello.Julipet era innamorata, innamorata di troppe persone contemporaneamente, tanto da non poterne amare nessuna e da non poter essere amata.Julipet non se ne rendeva conto, viveva con gioia i nuovi amori dimenticando i vecchi.Julipet era felice, piena di una tristissima felicità che le riempiva le vene di euforia fino quasi a fargliele scoppiare.Quando se ne rendeva conto, quando prendeva un attimo di tempo per pensare, Julipet scoppiava improvvisamente in lacrime, piena e satura di tutto il vuoto che aveva dentro. Julipet era vittima, vitttima del dio amore.Vittima del vero dio amore, quello narrato dai greci, quello che alcuni chiamavano ancora Eros e disegnavano sui fumetti e sui cartoni animati con le ali d’angelo, l’arco e le frecce. Eros era vivo, vegeto ed invisibile, come tutti gli altri dei che, tranqulli, regolavano le cose del mondo lasciando molta libertà agli uomini, compresa quella di credere che di dio ce ne fosse solo uno. Era il giusto equilibrio, perchè essere un dio era un lavoro duro, e regolare soltanto le cose importanti lasciava tempo per potersi godere un po’ di beata eternità. Eros era vivo, vegeto, invisibile ed innamorato.Innamorato di Julipet che non poteva avere, ma che non voleva dare. A nessuno. Eros era un giusto, un dio attento ad unire, attento a non strafare, attento a lasciare gli uomini liberi di abbandonarsi quando il tempo della felicità cominciava a scadere. Eros era un giusto, un giusto con tutti tranne che con Julipet, che non poteva avere, ma che non voleva dare. L’amore sottrae la ragione, la lucidità, il senso critico verso se stessi e verso gli altri.Valeva per gli uomini, come per gli dei, ed Eros era un dio, calato tra gli uomini al punto da perdere la ragione più degli altri suoi simili. Così Eros, innamorato di Julipet e forte del solo potere di far scoccare l’amore tra gli uomini, ma non di sottrarlo, non ebbe altro modo di tenerela a se, che non permettendole di provare amore per una sola persona. Eros guidava Julipet lungo i percorsi del cuore senza concederle sosta, senza lasciarle un attimo di solitudine, senza consegnarle la tregua che le permetesse di scegliere un uomo, e proseguire con lui il suo cammino. Eros non poteva, non poteva accettare di perderla.Eros non poteva lasciarla sola, perchè il suo operato permetteva di far innamorare gli uomini giusti tra loro, ma non poteva impedire che scoccasse l’amore tra persone sbagliate.E se lasciata sola, Julipet si sarebbe innamorata dell’uomo sbagliato.E Julipet avrebbe sofferto.E Julipet non doveva soffrire. Così Eros regalava emozioni a Julipet perchè lei potesse essere felice sempre, euforica sempre, coinvolta sempre, innamorata sempre. Ma della stessa persona mai. Succede questo quando l’amore cieco incontra colui che gestisce ciecamente l’amore, colui che sceglie i giusti perchè s’amino, ma ingiustamente sceglie che un umano non ami mai nel modo giusto. E se vi chiedete come mai gli amori finiscano, come mai le persone si dividano, come mai si mettano insieme quando non dovrebbero amarsi, sappiate che quelli sono i momenti in cui l’attenzione di Eros era rivolta a Julipet, che aveva bisogno di un nuovo amore perché non amasse, né fosse amata mai...