Il prima ed il dopo

Zeta


Abbiamo tutti una cartella Zeta da qualche parte.Nascosta nell’animo o tra i wafer di silicio di un computer; oppure in entrambi i posti. Contiene ciò che siamo stati e non saremo più,contiene le marachelle fatte da bambini,i grandi sbagli della vita,gli amori,i dolori,le immagini che ricordano ciò che abbiamo a cuore e che abbiamo perso. La mia cartella Zeta continua a riempirsi, senza svuotarsi mai.Contiene un trentennio di me e di ciò che mi sono portato dietro prima di cambiare.Contiene roba che non vorrei mai più rivedere ed altra che tirerei fuori volentieri. La mia cartella Zeta contiene tanto. Tanto che non so quanto sia. Si chiama Zeta perché è l’ultima cartella che vorresti ritrovarti davanti agli occhi quando cerchi qualcos’altro.Si chiama Zeta perché abbia un posto ben preciso dove andarla a cercare quando si hanno la voglia e la forza sufficienti per aprirla. Il cervello non ha icone da mostrare, indici alfabetici, date di aggiornamento, ma sai di aver aperto la cartella Zeta perché a qualsiasi pensiero in essa contenuto, corrisponderà una piccola ma assolutamente percettibile scarica d’adrenalina. E più si andrà a fondo, più l’adrenalina si farà sentire. E’ così che funziona.E’ così che fa bene.E’ così che fa male.