Si riparte da tre:

I'm Sorry Mama (cleaning out my closet)


Questo è un periodo molto sereno per me.Sono felice, innamorata, mi diverto… ovviamente c’è anche qualche piccola rottura ogni tanto, ma è naturale in fin dei conti!Solo una cosa è perennemente e costantemente un fastidio.Il rapporto con mia mamma.Sembra che ogni cosa che faccia, dica, pensi sia sempre sbagliata.Sembra che ogni cosa che faccio sia fatta apposta per ferirla.Ammetto che in passato non sono stata una “bimba” facile: alle elementari ero la classica “esuberante”, alle medie ero la peggiore della classe, quella sempre sul filo della bocciatura (sempre scampata) poi ho cominciato le superiori ed’è come se si fosse finalmente staccato quel pezzetto di plastica che non permette alle batterie di fare contatto: il mio cervello si è messo in moto.A scuola ho cominciato ad andare bene, molto bene…non uscivo molto, cinema con qualche amica e a casa presto, credo 2-3 pomeriggi in discoteca e capodanni a casa delle amiche con rientro massimo per l’una.Tutte cose che facevo con serenità , non mi hanno mai posto divieti o coprifuoco, lo facevo per scelta mia, stavo bene così.E’ stato in quel periodo che ho cominciato a percepire che qualcosa non andava, bastava una parola non detta, una battuta e tutto degenerava la discussione si trasformava in una lite.Eppure non facevo niente di sbagliato, è solo che se avevo un parere diverso dal suo doveva per forza piantare su una lite dicendo che non ho rispetto per lei e per quello che ha sempre fatto per me.Sempre le solite storie, dopo un po’ ho capito che dovevo solo darle ragione anche quando aveva la “luna buona” e cominciava con quei discorsi “mamma/figlia”: Si, si è vero, anche io la penso così , eh già, hai ragione…Poi nemmeno così andava più bene : si lamentava perché uscivo poco, perché avevo poche amiche, perché le dicevo che sognavo una vita diversa, che “da grande” avrei voluto essere una persona indipendente…No, non andava bene perché Disprezzavo ciò che avevo, secondo lei disprezzavo persino lei stessa. A poco servivano le spiegazioni in cui dicevo che non era così ,che io apprezzavo tutto quello che avevo, ma che mi sembrava giusto avere ambizioni.Era come se nelle sue orecchie le mie parole si trasformassero in altre parole, diverse da quelle che dicevo, parole cattive, contro di lei.Queste cose mi facevano perdere le staffe: vado d’accordo con chiunque e con lei No.Mi sento sciocca , mi sento come se stessi scrivendo una lettera a Cioè o a Top Girl in cui dico che “la mia mamma non mi capisce”, ma non è così… E’ una cosa più profonda, una cosa che mi fa stare male.Ho cominciato ad essere vaga , a parlare in generale mai di me, ed’è così che non mi conosce, già sa poco niente di me.E ancora ha da ridire…Solo una volta ho provato a confidarmi e a dirle che avevo qualche Timore verso il futuro, che ero un po’ intimorita da quello che mi aspettava dopo l’università ,questo ha scatenato l’ennesima lite, perché lei a 20 anni non aveva nessuna paura, lei a 20 aveva una casa, lei a 20 anni aveva un marito. E io di cosa volevo avere paura? Non capisco quanto sono fortunata. E avanti così…Quindi perché dirle cos’ho nel cuore, perché dirle quello che mi succede? Tanto quello che importa è che vada all’università ,che mi laurei nei tempi (perché il nipote del figlio del fratello della vicina di mia nonna si è laureato prima del tempo con 110e lode)che abbia un lavoro normale, una vita normale e che viva sotto casa.Ecco le vere cose importanti.Ma io sono cattiva, non le voglio bene, la tratto male, mi VERGOGNO di lei.AH beh! Questa è la New Entry dell’estate 2006. “Non porti mai i tuoi amici a casa perché ti vergogni di me e di dove vivi” COOOOOSAAAAA???Al mio compleanno ho chiamato diversi amici a mangiare qui, per 5 anni la Marta e la Jessica, praticamente vivevano qui!Insomma non può nemmeno pretendere che a 20 anni faccia le festine con gli amici o li chiami per fare merenda assieme!Davvero ci sto male, ogni parola è troppo ,ogni cosa che faccio deve precisare quanto non la approvi seguita da un “Digo mi eh! Dopo fa queo che te vol”…Ma che poi non si stupisca se quando mi dice : “ Te sta ben soeo co ti sì distante da to mare” le rispondo : “ Non immagini quanto”.Che poi non ci rimanga male quando capirà , perché succederà, che non mi conosce, quando capirà che senza di lei sono diversa.Più kilometri ci separano e più mi sento leggera, più sto bene, più sono me stessa.Quando lo capirà ,se lo capirà, probabilmente si comporterà come sempre : si metterà a fare la frittoletta con mio padre dicendo: “Ma cossa ghe goio fatto mi a to fia parchè a me tratte cussì???”Sono buona, davvero buona, voglio bene al mondo , e anche a lei, ma non è certo colpa mia se non sa ascoltarmi, se non sa(non vuole) capirmi…Sono stanca di litigare, sono stanca di dare spiegazioni, tanto non servirebbe a niente la cattiva sono sempre io, la vittima sempre lei.Chiudo gli occhi e vado nel mio mondo: quello in qui lei mi ascolta e mi consiglia, nel mondo in cui lei capisce se sto male o sono felice solo guardandomi e mi chiede spiegazioni senza urlare, senza litigare ,solo parlando.