Si riparte da tre:

Riflessioni


Oggi ho avuto un momento di COMA al lavoro e così mi sono seduta sul divano; davanti a me c'era Serena. Serena è una ragazza disabile di 24 anni affetta da sindrome di down con grave ritardo mentale, non cammina, non parla, è ipovedente e non risponde
nemmeno a domande semplici. Ma è bellissima. Mentre ero seduta ad ammirare il soffitto mi giro verso di lei e vedo che mi fissa: lo sguardo è fisso proprio su di me, mi giro per vedere se ci sia qualcos'altro che attira la sua attenzione, ma niente: guarda proprio me. Avvicino la sua sedia a me e ora siamo face-to-face.Lei non distoglie lo sguardo e io la guardo di rimando... dopo tanti anni che lavoro e vedo diversi casi di disabilità mi trovo a fissarla e a pensare cosa ci possa essere in quella testa, vorrei entrare nel suo mondo e scoprire cosa succede. Lo idealizzo come un prato verde dove c'è sempre un'arietta leggera che muove l'erba e un cielo limpido con un sole che riscalda tutto... non so perchè, ma la penso così... All'improvviso poi scoppia a ridere , le chiedo : "Ehi, cosa c'è da ridere?" Ovviamente non risponde, ma continua a ridere così di gusto che fa ridere pure me. Dopo un pò le passa e ritorna al suo solito sguardo, ma ora fissa la portafinestra aperta alle mie spalle. 24 anni, quasi quanto me. 24 anni nel suo mondo senza relazioni (almeno da parte sua) col mondo circostante. 24 senza un dialogo, senza una serata tra amici, senza un bacio, senza le cose futili che io ritengo essenziali... Eppure ride, e di gusto pure. Sono questi i momenti in cui sento sgretolare tutto quello che ho: il cellulare, la macchinetta digitale, i litigi idioti, le paranoie inutili... E mi vergogno, mi sento sciocca e frivola. Solo perchè "sono in maggioranza" vuol dire che sono normale? .... Torno al lavoro.