Prigione dei Sogni

Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di bellezza che siamo giunti a comprendere: questa è l'arte. James Joyce

 

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La ballerina di ghiaccio

Post n°154 pubblicato il 20 Dicembre 2007 da Notram
 

Su distese bianche di freddi dimenticati danza una creatura dal volto coperto.
E’ un ballo enigmatico il suo, mi lascia senza fiato ad ammirarlo.
Ogni muscolo è teso nell’atto stesso di danzare. Ogni singola cellula del suo corpo segue quel ritmo, quella musica che io non posso sentire. Ma non c’è bisogno della musica, lei è la musica.
In questa tempesta invernale questa è un’oasi di pace, dove non sento alcun rumore dal mondo esterno.
Il vento gelido mi graffia la pelle, ho le mani intorpidite, ma è come se non mi importasse di null’altro: sono ipnotizzato.
Vorrei dire che sembra volare, ma non è così. E’ come se il cielo stesso si fosse inchinato di fronte a lei e fosse sceso a renderle omaggio. Lei non vola nel cielo, lei danza sul cielo stesso, su un tappeto di nuvole bianche volteggia con maestria.
Come l’artista che riporta su tela la propria arte la ballerina disegna le sue traiettorie sul ghiaccio, caricandole attraverso i movimenti di tutto il corpo.
Vorrei tanto scorgerle il viso, anche solo per un attimo. Anche se so che è bellissima, non potrebbe essere altrimenti, questo desiderio è più forte di ogni altro dentro di me.
Vorrei poterla toccare, stringerla a me, una volta almeno. Vorrei poterla raggiungere e donarle il mio cuore affinché si scaldi con esso.
E’ come se in un impeto distruttivo io volessi interrompere questo sublime spettacolo a mio solo vantaggio. Eppure lei è lì. Non è così distante.
Chi balla da solo è triste?
Decido di avvicinarmi, e più mi avvicino più i suoi movimenti si fanno lenti, quasi accennati, seppur sempre carichi di un’inumana bellezza.
Dietro di me la tempesta infuria, un freddo pungente che sembra voler penetrare ogni cosa.
Ma non mi interessa, è davanti a me che guardo, è lei che voglio raggiungere. Non mi importa se il gelo divorerà ogni altra cosa.
Ormai è vicina, pochi metri ancora è il mio sogno potrà realizzarsi.
Ora è qui, è ferma davanti a me e mi fissa con occhi che non sono occhi, sono vuoti.
Il suo viso è come quello di una statua, i tratti sono appena accennati, come se indossasse una maschera di ghiaccio, anzi no… lei stessa è di ghiaccio.
Si avvicina, si ferma di fronte a me e abbassa la testa, come a voler dire: “eccomi, questa sono io”, poi alza lo sguardo e sembra quasi sorridermi con quelle labbra immobili. Quel  viso non ha espressione, è congelato, però sembra un sorriso triste il suo.
Nonostante questo è bellissima, non so come spiegarlo, ma è bellissima di una bellezza che mi fa a brandelli il cuore.
- Sarò io a scaldarti mia dolce ballerina, sarò io a coprirti dal freddo e a vegliare su di te d’ora in poi. Sarò io a disegnare i lineamenti del tuo viso e a fare il modo che un dolce sorriso decori questo volto di vetro.
Ti amerò, ti innalzerò sopra ogni altra cosa e sempre sarò al tuo fianco. Non danzerai mai più da sola, te lo prometto. Ma tu resta con me, mia dolce ballerina ti prego, resta per sempre con me! -
Questo le dissi con il cuore che sembrava volermi uscire dal petto ed il viso rosso di un ubriaco d’amore.
Lei continuò a guardarmi e, solo per un attimo, mi sembrò di scorgere un velo di malinconia sul suo volto perfetto, poi una lacrima candida le rigò il viso come un diamante.
Mi prese le mani e mi abbracciò.
In quel momento, ve lo giuro, il mondo si fermò. Non c’era più la tempesta, non c’era più il freddo, non c’era più alcun rumore. Non c’era più niente, solo io e la mia dolce ballerina stretti in un unico abbraccio d’amore.
E’ questa la felicità? Mi chiesi e mi chiedo ancora, perché non posso credere che possa esistere un solo momento più bello di quello.
“ Non aver paura, mia dolce ballerina, ti scalderò io d’ora in poi. Sarà il mio amore a sconfiggere il freddo e a farci dimenticare l’inverno.”
Questo credevo, questo pensavo mentre la stringevo a me. Pensavo di scaldarla nel mio abbraccio, la volevo proteggere.
Stupido uomo che non sono altro!
Pensavo a tutte queste cose mentre la stringevo, e non mi accorgevo che il mio abbraccio la stava sciogliendo, che il mio amore la stava facendo sparire.
Quando me ne accorsi era troppo tardi…
Mentre piangevo e gridavo inveendo contro qualsiasi dio, lei perdeva consistenza, come neve al sole, come una ballerina di ghiaccio sciolta dall’amore…
Chissà se fui io solo ad ucciderla, oppure se anche il suo cuore si scaldò in quell’attimo fatale.
Alla fine, col cuore in pezzi, mentre osservavo quella pozzanghera che fino a poc’anzi avevo amato con tutto me stesso, notai una cosa al suo interno. La sua lacrima era ancora lì, splendente e radiosa. Non era di ghiaccio, era di cristallo l’ultimo regalo che la ballerina donò al suo assassino.
La porto ancora con me…

 

P.S. Auguro a tutti buon Natale!
P.P.S. Un ringraziamento speciale a mia sorella Francesca per l'immagine da lei trovata e modificata;)

 
 
 

Post N° 153

Post n°153 pubblicato il 14 Dicembre 2007 da Notram
 

 

  

Occhi di nonna:

 

In ricordi di vetro

 

Pulsa la vita

 

N.




 
 
 

Quando il nulla ti divora...

Post n°152 pubblicato il 12 Dicembre 2007 da Notram
 

Ah la mia “prigione”, eccola qui, così vuota senza di me, non triste, però di certo un po’ trascurata ed abbandonata, quasi opaca…
Settembre è passato da un bel po’ vi pare?
Che fine avrà fatto Notram? Sarà successo qualcosa nella sua vita che gli ha fatto dimenticare la sua Prigione dei sogni? Perché non scrive più? Se ha deciso di andarsene perché non ha salutato invece di dire che sarebbe tornato dopo le vacanze estive?
Una serie di domande che non ho la presunzione di pensare vi possiate essere fatti.
Ognuno vive la sua vita e qui dentro siamo solo ombre o riflessi di noi stessi.
Magari nessuno se l’è chiesto che fine io abbia fatto, ma ve lo dirò lo stesso, tanto questo è il mio piccolo spazio e posso cianciare liberamente.
Dunque, la verità è che non è successo assolutamente niente…e per dirla tutta è proprio questo il problema!
Vi è mai capitato? Vi è mai capitato di sentire il Nulla dentro di voi che vi divora dall’interno?
E’ una sensazione indolore, incolore, inodore. Ecco forse già chiamarla sensazione è un eufemismo bello e buono.
Comunque quello che succede, quando hai il Nulla dentro di te, è che è nulla anche quello che c’è fuori. C’è che anche quando riesci ad emozionarti non riesci a farlo durare, come se il cuore fosse un po’atrofizzato.
Come puoi scrivere se non riesci a provare emozioni o se anche hai solo l’illusione di non poterci riuscire? Perché io non sono uno stupido, lo so benissimo che le emozioni non possono sparire, però quando il Nulla ti divora dall’interno è come se fossero filtrate, come se le sentissi lontane, distanti dalla tua percezione e quindi deboli, effimere.
Tutto è sfumato, l'apatia ti possiede come un demone flaccido..
E mentre fuggivo da questa mia “prigione”, in nome di obbiettivi importanti e traguardi da raggiungere mi sono accorto che correre verso qualcosa può voler dire anche fuggire da qualcosa…
Mentre sfuggivo da questa mia “prigione”, mentre la evitavo con ogni mezzo cosa facevo se non scappare da me stesso?
Me ne sono accorto qualche giorno fa, quando sono tornato e sono passato a leggere qualche blog, a leggere anche il mio…
Chi è stato a dire che il cuore è un muscolo come gli altri? Che bisogna tenerlo in allenamento altrimenti non funziona bene?
E’ proprio così…
Per cui è inutile girarci attorno, a me questa "prigione" serve, mi fa vivere meglio. In fondo sto semplicemente seguendo la "blog terapia" no ?
Quando il Nulla è dentro di noi, quando vuole divorarci dall’interno…beh, credo che l’unica cosa che noi uomini possiamo fare è riempirci ancora e ancora, di emozioni, di esperienze, di vita. E Se questo Nulla continua a fagocitare, avido e insaziabile, ogni cosa che trova io dico: che lo faccia, non saremo certo noi a fargli mancare di che nutrirsi!
Rieccomi qui, nella mia “prigione”, dove siamo riflessi ed ombre di noi stessi... ma in fondo dove ci sono riflessi ed ombre non vi è forse anche la luce?

                                                              Notram

 
 
 

Post N° 151

Post n°151 pubblicato il 18 Luglio 2007 da Notram

Ciao a tutti,
è ormai qualche mese che non ho più voglia di scrivere su questo blog.
In realtà non ho proprio voglia di scrivere nè di leggere in questo periodo perchè sono concentrato su altre cose. Mi spiace ma non ho proprio la testa...
Penso che prenderò una pausa, come già feci l'anno scorso in questo periodo.
Vi saluto tutti e vi do appuntamento a settembre, sperando che abbia ancora qualcosa da dire...

Buona estate

                                    Notram

 
 
 

Tra Coscienza ed Ego

Post n°150 pubblicato il 18 Giugno 2007 da Notram
 

Ti chiamai amico, e per quanto mi riguarda è così che ti chiamerò sempre.
Un amico non nel senso comune della parola, in realtà odio te e quello che fai. Detesto il tuo modo di agire ed il modo in cui gli altri ti guardano pieni di ammirazione.
Tuttavia, a modo tuo, sei davvero la cosa che più si è avvicinata effettivamente ad un amico per me…
Il perché?
Andiamo, lo sai benissimo.
Hai mai, anche una sola volta nella tua vita, detto la verità? Una sola volta sei stato te stesso? Hai compiuto un’azione senza prima prevedere come gli altri l’avrebbero giudicata?
Sei un ipocrita…
Su non vergognarti, nessuno può capirti più di me. Avanti rispondi.
Quelle che continui a ripetere sono solo belle parole che ti hanno ammaestrato a dire fin dalla più tenera età. Lo so benissimo che non ci credi neppure tu, le dici automaticamente, proprio come un bambino delle elementari che ripete la poesia di natale a memoria.
Giusto? Sbagliato? Sono concetti che a gente come noi non possono riguardare, perché quelli come noi, lo sai, sono al di la del bene e del male.
Ecco, come al solito te ne esci con la storia della superbia…
Ma no che non sono superbo, è tutta una questione di prospettive: quando vai da qui a quell’albero ti preoccupi forse di quante formiche schiaccerai? Perché non lo fai? Sai dirmelo? Perché le formiche sono esseri inferiori? Perché sono troppo piccole per curarsi di loro?
No, caro mio, non c’è alcuna spiegazione né premeditazione. Tu le schiacci semplicemente perché il tuo desiderio è arrivare a quell’albero laggiù. Gli uomini camminano, fa parte della loro natura, quindi in un certo qual modo si può dire che tu quelle formiche le schiaccerai per il solo fatto di esistere, come se la tua incredibile forza vitale fosse talmente enorme da spazzare via chi non riesce a sostenere l’urto con essa.
Gli esseri umani sono la stessa cosa, amico mio, sono proprio come le formiche…
Ma non ti rendi conto di quanta sofferenza comporta ogni tuo passo? Quante persone crollano dietro di te senza che tu minimamente te ne accorga? Ogni volta che tu arrivi primo c’è qualcuno che arriva secondo caro mio, ogni volta che baci una donna spezzi un cuore innamorato, ogni volta che ti mostri nella tua perfezione induci gli altri a confrontarsi con te ed ad uscirne sconfitti…
E allora? Sei poi così buono come credi di essere? Davvero non le vedi queste grandi verità davanti ai tuoi occhi? Oppure piuttosto fai finta di non vederle perchè, in fin dei conti, ti piace vivere nel piccolo mondo che ti sei creato e crogiolarti nella tua presunta superiorità solo accennata?
L’ho detto e lo ripeto, non mi piaci per niente, non hai neppure il coraggio delle tue azioni, eppure sei il mio migliore amico, il mio divertimento…
Eh si, perché dietro tutte quelle maschere che mostri alla gente, dietro tutte le cose che sai e fai finta di non vedere…beh, c’è qualcosa che anche tu ignori, ed è questo a farmi sbellicare dalle risate ogni volta che ci penso.
Dì, ci hai mai pensato che tu, in fondo, hai sempre e solo vissuto nel tuo giardino?
Sei il re qui dentro, d’accordo, ma cosa c’è là fuori? Magari laggiù sei tu la formica!
Eccola qui la fonte del mio divertimento. Tutti vivono nel loro giardino e lì sono in grado di essere i padroni, sono proprio come te. Te lo dico io, ogni singolo abitante di questa Terra possiede un corteo di formiche da spazzare via.
Solo che la gente cresce...
Anche tu, a mano a mano che riuscirai a vedere cosa c’è oltre la staccionata che delimita questo tuo piccolo mondo, capirai che ci sono persino esseri umani migliore di te, addirittura persone che potrebbero deriderti per la tua stupidità. Non è divertente allora? Come cosa? Ancora non l’hai capito? Siamo tutti piccole formiche che camminano sulla mano di un dio che si diverte un mondo ad osservare le nostre reazioni…




 
 
 
 
 

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Un blog di: Notram
Data di creazione: 09/10/2005
 

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