BELLEZZA

CAMBIARE SE STESSO


<!-- /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> Il fattore del giorno cresceva, emanando una luce bianca colorata nel profondo, un rosso fuoco che rifletteva l’immagine nel cuore increspato, come un soldato mai chiamato a condurre la guerra. Il vento accarezzava il cappello piano si alzò andandosi a posare tra le foglie dove un gatto lo vide pensando che fosse il guadagno di aver aspettato. La neve scendeva e l’uomo appoggiato sopra una pietra lanciò un sasso nel lago ghiacciato, il rumore accese l’intuizione di essersi perso, troppo sordo e lontano il rumore. Tornando a casa accese un fuoco scaldando i panni bagnati, guardando allo specchio si vide nel lago ghiacciato come una pietra che aveva scalfito l’immagine di se stesso. Aprì la finestra il tramonto non era più lo stesso e prese una mela e dichiarò guerra al passato, giorno troppo straniero rispetto a quello che era diventato.