Il concetto di libertà interiore, è sempre collegato con un io e con un oggetto esterno di portata che estende la vita in un’orizzontalità che attraverso il reale si realizza in una dimensione d’amore rispetto all’ambiente nella sua totalità.Il punto d’incontro o il punto minimo in uno svolgimento di crescita è contemporaneo dei bisogni primari per un uomo ossia trovare se stesso.Tale punto in un percorso terapeutico è il risultato minimo che si chiede al paziente, il resto è un vestito di colori è un rivestimento dell’armatura interiore, che non è essenziale per il successo di una terapia.Nel viaggio umano in sostanza di maturazione da un evento di disagio è importante non solo trovare le risposte per sconfiggerlo, ma anche nell’origine del disagio centrare l’individuazione del fenomeno, perché nel reale la freccia che continuamente pungola l’io non possa fare del male.Un individuo che nella fase iniziale ha paura del proprio padre una forma di gran rispetto che non è amore, ma timore, feconderà nel suo animo il complesso di non essere intelligente, perché la paura stessa lo bloccherà nei meccanismi d’imitazione.L’azione nata da questo meccanismo sarà un’azione rivolta a cercare uno spazio continuamente non reale e orizzontale, ma dal sapore antico, quando l’io era tutto al centro, cercherà l’amore io ero tanto amato, perché speciale, perché unico, cercando nella realtà la dimostrazione di avere un’intelligenza fuori del comune e con capacità particolari.La pienezza e la soddisfazione nella vita saranno intrecciate nel riconoscimento di questo limite o debolezza, quindi oltre all’accresciuta stima di sé dall’avvenuta consapevolezza del proprio valore, sarà ugualmente importante il completo distacco dall’atteggiamento di vivere ogni esperienza come strumento per usare il desiderio di narcisismo, in sostanza se sperimenterà che l’oggetto viene prima come presenza del bene che realmente ha bisogno, allora il suo essere rimarrà costantemente ancorato in uno svolgimento direttamente collegato all’amore
AMORE
Il concetto di libertà interiore, è sempre collegato con un io e con un oggetto esterno di portata che estende la vita in un’orizzontalità che attraverso il reale si realizza in una dimensione d’amore rispetto all’ambiente nella sua totalità.Il punto d’incontro o il punto minimo in uno svolgimento di crescita è contemporaneo dei bisogni primari per un uomo ossia trovare se stesso.Tale punto in un percorso terapeutico è il risultato minimo che si chiede al paziente, il resto è un vestito di colori è un rivestimento dell’armatura interiore, che non è essenziale per il successo di una terapia.Nel viaggio umano in sostanza di maturazione da un evento di disagio è importante non solo trovare le risposte per sconfiggerlo, ma anche nell’origine del disagio centrare l’individuazione del fenomeno, perché nel reale la freccia che continuamente pungola l’io non possa fare del male.Un individuo che nella fase iniziale ha paura del proprio padre una forma di gran rispetto che non è amore, ma timore, feconderà nel suo animo il complesso di non essere intelligente, perché la paura stessa lo bloccherà nei meccanismi d’imitazione.L’azione nata da questo meccanismo sarà un’azione rivolta a cercare uno spazio continuamente non reale e orizzontale, ma dal sapore antico, quando l’io era tutto al centro, cercherà l’amore io ero tanto amato, perché speciale, perché unico, cercando nella realtà la dimostrazione di avere un’intelligenza fuori del comune e con capacità particolari.La pienezza e la soddisfazione nella vita saranno intrecciate nel riconoscimento di questo limite o debolezza, quindi oltre all’accresciuta stima di sé dall’avvenuta consapevolezza del proprio valore, sarà ugualmente importante il completo distacco dall’atteggiamento di vivere ogni esperienza come strumento per usare il desiderio di narcisismo, in sostanza se sperimenterà che l’oggetto viene prima come presenza del bene che realmente ha bisogno, allora il suo essere rimarrà costantemente ancorato in uno svolgimento direttamente collegato all’amore