Paperetta_yeye

Post N° 2


Lui era sempre stato un po' più avanti degli altri, di tutti noi. Più forte, più colto, più razionale, più... tutto.Me lo ricordo con il fascio dei giornali negligentemente affastellati sotto il braccio e quella sua mania di leggerli a cominciare dall'ultima pagina.Quando leggeva - e succedeva spesso, improvvisamente, al caffé, per strada, perfino in chiesa - sembrava quasi sparire, le belle mani a sfogliare le pagine grandi (odiava i tabloid e anche  per questo la mia Repubblica non era tra le letture consuete) l'espressione seria fino a quando un brevissimo sorriso silenzioso increspava le labbra regolari.C'era e non c'era già più. Vicinissimo e come sempre irraggiungibile.Ed io e lei immobili, tese, ad aspettare le sue prime parole del giorno, immaginando tutto e tutto trattenendo.Poi il suo sorriso si apriva, ci guardava e chiedeva che ne pensassimo di un qualcosa che aveva appena letto e che solo lui sapeva. Così partiva sempre in vantaggio, segnando i confini della comunicazione e di ogni possibile argomento.Avremmo scalato montagne io e lei perchè ci ascoltasse e uscisse da quel posto - se stesso - dove si era per sempre chiuso.