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« La povesia mia'A bbôna crianza »

La duttrinella 76-80

Post n°2453 pubblicato il 09 Gennaio 2016 da valerio.sampieri
 

Luigi Ferretti
La duttrinella. Cento sonetti in vernacolo romanesco. Roma, Tipografia Barbèra, 1877

.... ed in ultimo pòi bisogna far la penitenza, che dal sacerdote gli sarà imposta.
Maestro. - Ch' effetto fa l' Olio Santo?
Discepolo. - Scancella le reliquie de' peccati, dà allegrezza e fortezza all'anima per combattere col demonio in quell'ultimo tempo, ed ancora aiuta a ricevere la sanità del corpo, se quella sia utile alla salute dell'anima.

LXXVI.

D. G. E pper urtimo poi?
Peppe. Mo' mme vie' i' mmente,
Che ss' à da fa ttanto de penitenza;
Ch' er resto poi nun val' un accidente
Si ar confessore nu je dam' udienza.

D.G. E ll'ojosanto?
Peppe. Eh, ssi mmore la ggente
E' bbono a rripulije la cuscenza,
E ddà forza a ccommatte allegramente
Cor demoniaccio, e ppe ddaje licenza

Casomai ce roppesse... anzi ò ssentito
Puro che cquarche vvorta un ammalato
Si ssente 'st' ojo è bbello che gguarito....

Ecco, io nun so cqual' è 'r pensiero vostro,
Ma 'ste faccenne cqua, ppadre curato,
Me par' a mme, nun so' dder tempo nostro.

Luigi Ferretti
La duttrinella. Cento sonetti in vernacolo romanesco. Roma, Tipografia Barbèra, 1877, pagina 82



V. la pagina antecedente.

LXXVII.

D. G. Tu nun capischi quer che ddice cqua:
Dice c' a un omo je se passa er male...
Peppe. E ssi è 'na donna, dite, è ttalecquale?
D.Gr. Famm' er piacere, nu mme sta a imbrojà.

Dice che j' ariviè la sanità
Der corpo, quanno crede er principale,
Che llui llassù nun è mmica u' stivale
E ssa da se ssi cquer che ss' à da fà.

Quanno che ddunque er Signore capisce
Che je fa bbene a 'st' anima dannata,
'N' untatina de 'st'ojo... e sse guarisce.

Capischi mo'?
Peppe. Accusi... mma ssi ppoi questo
Lui nu lo vo'?
D. G. E allora poi 'st' untata
Je da 'na spinta pe mmorì ppiù ppresto.

Luigi Ferretti
La duttrinella. Cento sonetti in vernacolo romanesco. Roma, Tipografia Barbèra, 1877, pagina 83



Maestro. - Ch' effetto fa il Sagramento dell' Ordine?
Discepolo. - Dà virtù e grazia ai Sacerdoti, ed agli altri Ministri della Chiesa, di poter far bene gli uffici loro.

LXXVIII.

D. G. Signor Iddio, quanto tempo perduto
Pe' spiega bbene 'sta cojoneria!
Tutto pe' ccausa tua, bbrutto cocciuto:
E 'r peggio poi ch' er tempo vola via.

Feppe. Scusate, ve'! ssi l' avessi saputo!...
D. Q. Pass' all' ordine mo', cche Ddio te dia
Quer che ddich'io; ma, ddi'un po', l'ai veduto?
Peppe. Si, cqui sse parla un po' de sagrestia:

Dice cqui cche ssenz' ordine l' abbati
Nun so' ccapaci de sarvà er decoro,
Ma invece poi quanno che sso' ordinati

Allora ciànno grazzia a ccantà in coro,
A ddì la messa, a assorve li peccati,
A ddì l'uffizzio... e a fifa ll' obbrigo loro.

Luigi Ferretti
La duttrinella. Cento sonetti in vernacolo romanesco. Roma, Tipografia Barbèra, 1877, pagina 84



Maestro. - Ch' effetto fa il Sacramento del Matrimonio?
Discepolo. - Da virtù e grazia a quelli che legittimamente si congiungono, di vivere nel Matrimonio con pace e carità, di procreare ed allevare i figliuoli nel timor santo di Dio, acciocchnè ne abbiano allegrezza in questa vita e nell'altra.

LXXIX.

Peppe. Va bbe' accusi?
D. G. Vva bbe', mma ddimm'un po'
Si cche ffa er matrimonio?
Peppe. Oh. cquesta cqua
E' un po' curiosa!
D. G. Di' la verità,
Lo sai o nu lo sai?
Peppe. Ma ssi... lo so.

D. G. Sarà ccusì, mma mme pare de no.
Peppe. Er matrimonio dicheno che ffa
Vive li sposi in pace e ccarità;
Ma ttanta fede io propio nun ce ll'ò.
 
Che ffacci fa li fiji, oh! cquesto si,
Questo se vede, ma mme par' a mme,
Che ssu 'sta pace ce sarebbe a ddì;

A ssentì mmamma e ttata...
D. G. Abbad'a tte!
Lassa 'sto tasto, e ttorna venardi, *
E intanto studia: ài capito?
Peppe. Va bbe'.

Luigi Ferretti
La duttrinella. Cento sonetti in vernacolo romanesco. Roma, Tipografia Barbèra, 1877, pagina 85



Maestro. - Dite quante sono le virtù principali.
Discepolo. - Sono sette, tre Teologali e quattro Cardinali.
Maestro. - Quali sono le Teologali?
Discepolo. - Fede, Speranza e Carità.
Maestro. - Perchè si chiamano Teologali?
Discepolo. - Perchè quella parola Teologale vuol dir cosa, che risguarda o appartiene a Dio.

LXXX.

Peppe. Che ttempo! don Ghetano, che ssaette!
Che acqua!
D. G. Nu mme roppe li stivali
Cor tempo; di' le virtù principali
Si cquante so', cche ttu tte l' ài da mette

In testa bbene: quante so'?
Peppe. Sso' ssette:
Tre tteologali e cquattro cardinali.
D. G. Dimm' un po' cquali so' 'ste teologali.
Peppe. Eh, cqueste cqui sso' ttre cche stanno strette

Una coll' artra e vvanno sempr' insieme.
D. G. Be'... mma cche cc'entra mo' 'sta cosa cqua?
Tu ddimm'er nome, è cquesto che mme preme.

Peppe. Ah! er nome loro? dice, padre mio,
Che sso' ffede, speranza e ccarità,
E è ttutta robba c' ariguarda Ddio.

Luigi Ferretti
La duttrinella. Cento sonetti in vernacolo romanesco. Roma, Tipografia Barbèra, 1877, pagina 86

 
 
 
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