In nome del Popolo Italiano: questa è la formula con la quale si apre il dispositivo di ogni sentenza. Io sono il Popolo Italiano (vabbè c'è pure qualcun altro insieme con me) e perciò, se qualcuno pronuncia qualcosa in mio nome, credo di avere il diritto di sapere cosa questo qualcuno abbia pronunciato, spendendo il mio nome.Per cui, se qualche pregiudicato (chiunque sia stato condannato con sentenza irrevocabile è un pregiudicato) pretende di insegnarmi quali siano le corrette condotte di vita, io ho il diritto sacrosanto, sapendo che costui è un pregiudicato, di mandarlo bellamente a quel paese. Intendiamoci, lo posso mandare a quel paese anche se non è un pregiudicato, ma un semplice rompicoglioni: ed in realtà è solo per questo secondo motivo che il mio scatolone di vaffanculo gratis non si esaurisce mai.Se poi c'è qualcuno solidale sul piano umano con questo pregiudicato, sono fatti suoi e io non lo biasimerò mai per questo motivo. La solidarietà però gliela manifesti quanto vuole in privato, gli mandi i cioccolatini, gli prepari le minestrine, imboccandolo anche se vuole, e gli rimbocchi amorevolmente le coltri, ma non rompa i coglioni a me, ragliando e/o grufolando su ciò che è corretto fare e dire e ciò che tale non è. Magari resto perplesso nel constatare che spesso e volentieri chi blatera di solidarietà o starnazza di attaco ignobile -come se la condanna quel pregiudicato se la sia beccata soltanto perché un giornalista lo ha reso noto al publico e non perché il pregiudicato stesso sia un maialetto di suo- è la stessa persona che tuona cotidie "Fuori i banditi dalla vita pubblica" (ma costui non deve essere molto convinto di ciò che dice, tanto è vero che dalla vita pubblica lui non si allontana...).Le sentenze, specialmente quelle penali, sono una dolorosa necessità e vanno accettate per quello che sono: tante parole al vento da parte di ipocriti di prima forza non possono cambiare la realtà di un fatto che la Magistratura, nel rispetto delle norme processuali e sostanziali, ha accertato in via definitiva ed irrevocabile PUBBLICAMENTE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.Naturalmente queste mie righe non si riferiscono ad alcun episodio concreto, ma sono, come sempre, frutto di mie elucubrazioni estemporanee. Come mi è venuto in mente di scrivere questo post? Guarda un po': stavo pensando al film "Il Prestanome" di Woody Allen. Sebbene il film non sia politicamente da me condivisibile, devo ammettere che mi è piaciuto. Allen sembra meno paranoico del solito, meno dedito al suo consueto onanismo mentale ed il racconto fila via abbastanza liscio, senza troppi arzigogoli. Quale sarà mai allora il nesso tra questo film e gli ipocriti che affermano sia giusto negare al popolo la conoscenza delle fedine penali dei loro amici (ed eventuali amici degli amici: bah? sta' frase l'ho già sentita da qualche parte...), perché spetta invece a loro decidere chi sia pulito e chi tale non sia?La risposta è "l'ultima frase del film". Ed agli ipocriti di cui sopra tale frase (che facendo parte di un'opera d'arte composta da un noto artista costantemente osannato dalla sinistra mai e poi mai potrà essere considerata men che sublime) voglio dedicare: "Andate lievemente affanculo".
In nome del Popolo Italiano.
In nome del Popolo Italiano: questa è la formula con la quale si apre il dispositivo di ogni sentenza. Io sono il Popolo Italiano (vabbè c'è pure qualcun altro insieme con me) e perciò, se qualcuno pronuncia qualcosa in mio nome, credo di avere il diritto di sapere cosa questo qualcuno abbia pronunciato, spendendo il mio nome.Per cui, se qualche pregiudicato (chiunque sia stato condannato con sentenza irrevocabile è un pregiudicato) pretende di insegnarmi quali siano le corrette condotte di vita, io ho il diritto sacrosanto, sapendo che costui è un pregiudicato, di mandarlo bellamente a quel paese. Intendiamoci, lo posso mandare a quel paese anche se non è un pregiudicato, ma un semplice rompicoglioni: ed in realtà è solo per questo secondo motivo che il mio scatolone di vaffanculo gratis non si esaurisce mai.Se poi c'è qualcuno solidale sul piano umano con questo pregiudicato, sono fatti suoi e io non lo biasimerò mai per questo motivo. La solidarietà però gliela manifesti quanto vuole in privato, gli mandi i cioccolatini, gli prepari le minestrine, imboccandolo anche se vuole, e gli rimbocchi amorevolmente le coltri, ma non rompa i coglioni a me, ragliando e/o grufolando su ciò che è corretto fare e dire e ciò che tale non è. Magari resto perplesso nel constatare che spesso e volentieri chi blatera di solidarietà o starnazza di attaco ignobile -come se la condanna quel pregiudicato se la sia beccata soltanto perché un giornalista lo ha reso noto al publico e non perché il pregiudicato stesso sia un maialetto di suo- è la stessa persona che tuona cotidie "Fuori i banditi dalla vita pubblica" (ma costui non deve essere molto convinto di ciò che dice, tanto è vero che dalla vita pubblica lui non si allontana...).Le sentenze, specialmente quelle penali, sono una dolorosa necessità e vanno accettate per quello che sono: tante parole al vento da parte di ipocriti di prima forza non possono cambiare la realtà di un fatto che la Magistratura, nel rispetto delle norme processuali e sostanziali, ha accertato in via definitiva ed irrevocabile PUBBLICAMENTE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.Naturalmente queste mie righe non si riferiscono ad alcun episodio concreto, ma sono, come sempre, frutto di mie elucubrazioni estemporanee. Come mi è venuto in mente di scrivere questo post? Guarda un po': stavo pensando al film "Il Prestanome" di Woody Allen. Sebbene il film non sia politicamente da me condivisibile, devo ammettere che mi è piaciuto. Allen sembra meno paranoico del solito, meno dedito al suo consueto onanismo mentale ed il racconto fila via abbastanza liscio, senza troppi arzigogoli. Quale sarà mai allora il nesso tra questo film e gli ipocriti che affermano sia giusto negare al popolo la conoscenza delle fedine penali dei loro amici (ed eventuali amici degli amici: bah? sta' frase l'ho già sentita da qualche parte...), perché spetta invece a loro decidere chi sia pulito e chi tale non sia?La risposta è "l'ultima frase del film". Ed agli ipocriti di cui sopra tale frase (che facendo parte di un'opera d'arte composta da un noto artista costantemente osannato dalla sinistra mai e poi mai potrà essere considerata men che sublime) voglio dedicare: "Andate lievemente affanculo".