Espressione francese il cui significato letterale è, più o meno: chi pretende di essere nobile deve comportarsi conseguentemente. In senso più lato, la traduzione può indicare che si deve agire in modo conforme alla propria posizione; la frase può essere usata anche in modo scherzoso, se non addirittura di dileggio. In tale ultima accezione è sufficiente immaginare l'espressione ieratica assunta da alcuni politici nostrani, perennemente con la bocca a culo di gallina, i quali distillano parole (pardon, il Verbo) come fossero nettare divino. Provate anche ad immaginare il portamento inamidato di costoro. Li vedi e dici: perbacco, questo si che ha una faccia da ... strogoto! Se poi li senti parlare, ne hai immediata conferma.Naturalmente, l'argomento da cui prende spunto il post è la bocciatura del così detto Lodo Alfano. Quale diverso verdetto poteva partorire l'eccelsa mente delle Eccellenze della SS. Corte (memento homo: stiamo parlando della Sacralità della Giustizia; ecco il perché di tutte queste Maiuscole)? Nessun diverso verdetto poteva essere emesso, sol che si ponga mente ad alcuni aspetti fondamentali della complessa vicenda. Stiamo parlando di Diritto costituzionale, mica cavoli, e perciò devono essere preliminarmente enucleate le più rilevanti questioni di carattere costituzionale, per l'appunto.Ho attentamente esaminato le personalità dei Giudici, rilevando anzitutto come soltanto tre di essi siano under 70, dato che l'età oscilla tra i 65 ed i 77 anni, con decisa tendenza verso l'alto. Detto fattore costituzionale comporta alcune conseguenze di non trascurabile (rectius, fondamentale) rilevanza: abbassamento della vista e incontinenza. Dal combinato disposto di tali fattori costituzionali discende come i Giudici non possano, indefettibilmente, che farla fuori del vasino. E ciò è puntualmente avvenuto: noblesse oblige.L'aspetto più rilevante della decisione consiste però nell'espresso richiamo all'art. 3 della Costituzione, a mente del quale "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".Personalmente sono grato ai Signori della Corte per aver riaffermato con tanta enfasi detto principio. Ritenevo, infatti, che i personaggi sopra menzionati, nonchè le stesse Eccellenze della Corte, si limitassero a nutrirsi, mingere, defecare et similia, a compiere cioè attività ben più nobili di quelle alle quali siamo adusi noi popolani estranei alla solennità della Sacra Funzione che la Volontà Divina ha loro affidato. Con la puntuale riaffermazione del principio di uguaglianza, vengo finalmente a scoprire come anche costoro, vadano a cacare, in caso di necessità.Non conosco le motivazioni delle decisione e, pertanto, debbo necessariamente arrestare la mia disamina alle brevi e sommarie notazioni sopra riportate. Mi riprometto di affrontare più compiutamente il tema allorché tali motivazioni saranno rese note.
Noblesse oblige
Espressione francese il cui significato letterale è, più o meno: chi pretende di essere nobile deve comportarsi conseguentemente. In senso più lato, la traduzione può indicare che si deve agire in modo conforme alla propria posizione; la frase può essere usata anche in modo scherzoso, se non addirittura di dileggio. In tale ultima accezione è sufficiente immaginare l'espressione ieratica assunta da alcuni politici nostrani, perennemente con la bocca a culo di gallina, i quali distillano parole (pardon, il Verbo) come fossero nettare divino. Provate anche ad immaginare il portamento inamidato di costoro. Li vedi e dici: perbacco, questo si che ha una faccia da ... strogoto! Se poi li senti parlare, ne hai immediata conferma.Naturalmente, l'argomento da cui prende spunto il post è la bocciatura del così detto Lodo Alfano. Quale diverso verdetto poteva partorire l'eccelsa mente delle Eccellenze della SS. Corte (memento homo: stiamo parlando della Sacralità della Giustizia; ecco il perché di tutte queste Maiuscole)? Nessun diverso verdetto poteva essere emesso, sol che si ponga mente ad alcuni aspetti fondamentali della complessa vicenda. Stiamo parlando di Diritto costituzionale, mica cavoli, e perciò devono essere preliminarmente enucleate le più rilevanti questioni di carattere costituzionale, per l'appunto.Ho attentamente esaminato le personalità dei Giudici, rilevando anzitutto come soltanto tre di essi siano under 70, dato che l'età oscilla tra i 65 ed i 77 anni, con decisa tendenza verso l'alto. Detto fattore costituzionale comporta alcune conseguenze di non trascurabile (rectius, fondamentale) rilevanza: abbassamento della vista e incontinenza. Dal combinato disposto di tali fattori costituzionali discende come i Giudici non possano, indefettibilmente, che farla fuori del vasino. E ciò è puntualmente avvenuto: noblesse oblige.L'aspetto più rilevante della decisione consiste però nell'espresso richiamo all'art. 3 della Costituzione, a mente del quale "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".Personalmente sono grato ai Signori della Corte per aver riaffermato con tanta enfasi detto principio. Ritenevo, infatti, che i personaggi sopra menzionati, nonchè le stesse Eccellenze della Corte, si limitassero a nutrirsi, mingere, defecare et similia, a compiere cioè attività ben più nobili di quelle alle quali siamo adusi noi popolani estranei alla solennità della Sacra Funzione che la Volontà Divina ha loro affidato. Con la puntuale riaffermazione del principio di uguaglianza, vengo finalmente a scoprire come anche costoro, vadano a cacare, in caso di necessità.Non conosco le motivazioni delle decisione e, pertanto, debbo necessariamente arrestare la mia disamina alle brevi e sommarie notazioni sopra riportate. Mi riprometto di affrontare più compiutamente il tema allorché tali motivazioni saranno rese note.