Quid novi?

Carthago delenda est


Cartagine deve essere distrutta sbraitava Catone il Censore all' epoca delle Guerre Puniche, circa 150 anni avanti Cristo (siamo in attesa della decisione della Corte Europea dei blablabla che imponga una diversa denominazione nell'uso delle date. Il motivo lo si troverà).Cartagine non esiste da millenni, eppure l' ANM vuol farci credere che siamo ancora fermi a quell' epoca felice. La dizione è lievemente mutata, ma non il concetto. L'espressione oggi in uso è che qualsiasi provvedimento assunto in materia di giustizia avrebbe "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia in Italia". Qualsiasi provvedimento in materia si trasforma come per incanto in una novella Cartagine, da abbattere senza pietà e senza indugi. Il che mi lascia un po' perplesso. Ho infatti constatato che, se una Corte d' Appello intende davvero portare a termine un processo, nel giro di soli otto-nove mesi, ciò può comodamente avvenire e, naturalmente il riferimento al processo Mills è puramente voluto. Non si vede perciò per quale motivo una cospicua percentuale, largamente superiore al 50%, di processi penali debba concludersi in appello con sentenza di "non doversi procedere, essendo il reato estinto per prescrizione".Il riferimento al processo Mills potrebbe naturalmente essere rovesciato: che senso ha lamentarsi in uno dei pochi casi in cui la giustizia dimostra di poter funzionare nel modo dovuto? Giusta obiezione, se non fosse per il tanto conclamato principio dell'obbligatorietà dell'azione penale (già immagino qualcuno che storcerà il naso e disgustato singhiozzerà sarcastico: ma quel principio si applica all'azione penale promossa dal PM. Hai ragione, cocco: gingillati pure con le parole) e, soprattutto, dell'imparzialità. Mi sbaglierò, ma ho l'impressione che tanta velocità sia frutto di una scelta precisa di concludere QUEL DATO PROCESSO. Siamo così sicuri di versare in tema di imparzialità?Comunque, fortunatamente, l' ANM nulla è se non una associazione di Magistrati, i cui vertici sono fortemente politicizzati, e non rappresenta ufficialmente la Magistratura che, tra mille difficoltà, tenta nel suo complesso di adempiere egregiamente al compito affidatole, a nulla rilevando che la quasi totalità dei magistrati vi sia iscritta. La verità, a mio parere, è che la Giustizia italiana è devastata da decenni (al punto che alla fine degli anni 80 un referendum impose al Parlamento di emanare una legge che stabilisse la responsabilità dei Magistrati: colossale presa per i fondelli) non tanto per colpa della Magistratura o del Parlamento o del Governo, ma per le contrapposizioni o non contrapposizioni che a periodi ricorrenti si stabiliscono tra Organi politici ed Ordine giudiziario. Chi se la prende nel secchio è comunque il Popolo sovrano.Ho dato una velocissima lettura al disegno di legge sulla c.d. prescizione breve (more solito emanato senza preventivamente interpellarmi: brutto viziaccio che si perpetua da sempre; ma almeno una telefonata ... vi costa così tanto?) ed in effetti alcuni dubbi di costituzionalità li ho colti. Comunque, visto che non mi hanno interpellato, quali siano questi dubbi non glielo dico, così imparano, e mi limito a segnalare le opinioni di due Presidenti emeriti della Corte Costituzionale (a proposito, quando si vuole insultare qualcuno, non è corretto definirlo "emerito t.d.c". Emerito vuol dire infatti "ex" e, pertanto, con quella dizione si finisce per dire che l'insultando "era" un t.d.c. ed ora non lo è più). Secondo Antonio Baldassarre il provvedimento sarebbe incostituzionale in quanto violerebbe il principio di uguaglianza soprattutto perché si applica a reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni lievi. Secondo Annibale Marini, invece, esso non viola il principio costituzionale dell'uguaglianza, laddove limita l'applicazione delle nuove norme agli incensurati, escludendone invece i recidivi, aggiungendo:"non mi pare manifestamente irragionevole trattare diversamente queste due situazioni" ed invitando a non invocare "in maniera disinvolta il principio di uguaglianza, perché altrimenti tutto diventerebbe incostituzionale". Voglio essere generoso e quindi dico un pezzetto (ma poco poco) della mia opinione: c'è del vero in entrambe le posizioni. Dove certamente non concordo è sul grido Carthago delenda est, sia pure nella versione aggiornata dell' ANM.Da ultimo restano da esaminare le alate parole di bersani. No, amici, non pensate che io mi sia improvvisamente rimbecillito (i maligni diranno: "perchè improvvisamente? Ce ne eravamo accorti da tempo"), al punto da definire "alate" le parole di bersani. Il fatto è che le parole di bersani sono talmente insignificanti da volar via appena pronunciate, come se avessero le alucce. Dice il sosia di Maurizio Ferrini che non vi sarà opposizione pregiudiziale, ma che "issi" dovranno valutare se il provvedimento è teso a privilegiare qualcuno. Se sia giusto o no o se sussista un qualsiasi interesse del Popolo non ha importanza alcuna, naturalmente.