Quid novi?

Morale della favola


Più cercava di correre e giocare coi suoi fratellini e più veniva tenuto lontano dai suoi simili. Il povero coniglietto era disperato e non comprendeva il perché.Si mise allora a fare il sostenuto, ma niente: restava sempre a debita distanza dagli altri che con lui non volevano mai giocare o correre insieme. Ed il povero coniglietto, sempre più disperato, continuava a non comprendere il perché.Ma un bel giorno, specchiandosi, il povero coniglietto ebbe la folgorazione: sull' orecchio destro c'era un bel triangolino di peli neri a renderlo dissimile dagli altri. E così, dopo disperati quanto inutili tentativi di farsi accettare nel consesso dei suoi simili, maturò la sua decisione.Si avviò quindi alla non lontana ferrovia, deciso a recidere quel triangolino di peli neri al passaggio del treno. Poggiò sulle rotaie l'orecchio destro, tenendone un po' distante la testolina, e rimase in attesa del treno.Ed il treno passò e, con il suo passaggio, portò via l'orecchio destro ed anche la testolina che non era stata tenuta sufficientemente distante dal pericolo.Qual'è la morale di questa favoletta che mi sembra molto attuale in relazione alle notizie giornalistiche di questo mese di agosto? Ragazzi, non perdete la testa per un triangolino di peli neri!