Partiamo da qui... dal capitolo...“Diventate voi stessi”Inizia il capitolo facendo riferimento ad un libro: “Vento, sabbia e stelle” dove Saint Exupèry, l’autore, parla dell’amore come nessuno aveva mai parlato, in termini semplici e scrive: <forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco a te stesso>.“Ho sempre esitato a definire l’amore… (scrive Leo), perché io la vedo come qualcosa di sconfinato, e via via che voi diventate più grandi e più belli spiritualmente e più espansivi, lo diventa anche l’amore. Ma la definizione di Exupèry mi piace; credo che l’insegnante (in questo caso Leo) sia questo, e certamente questo è il compito del consulente… un processo nel quale io non voglio trasformarmi a mia immagine, come desidererei, ma voglio ricondurti a te stesso, a ciò che sei, alla tua unicità, alla tua bellezza originaria.Molti cercano di farci diventare ciò che vogliono, dopo un po’ ci arrendiamo e concludiamo che forse è questo ciò che viene chiamato <adattamento>. A volte mi domando: per quanto ci ribelliamo, siamo veramente ciò che siamo, o siamo soltanto ciò che ci dicono che siamo?Sappiamo che a essere umani si impara… ma chi sono i nostri insegnanti? I nostri primi maestri sono i genitori, i familiari. Se non siamo più bambini, non possiamo dare la colpa ai genitori, perché sono soltanto esseri umani, come tutti gli altri, hanno la loro forza e le loro debolezze. Ci hanno insegnato soltanto ciò che sanno. Possiamo però sempre imparare. Io poi, attribuisco molta importanza al cambiamento, perché l’educazione è un processo continuo di cambiamento. Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo. Ecco perché imparare è esaltante e non una noia. Ogni libro conduce a nuovi libri, ogni volta che ascoltate un brano di musica, vi introducete a diecimila nuovi brani… e ci sono tante altre cose da fare, toccare e sentire.. e, ognuna di esse fa di voi un essere umano diverso.L’affermazione di Exupèry è stupenda, ma per lasciarvi ricondurre a se stessi dovete decidere, che cosa vi piacerebbe diventare, e quindi dare a voi stessi il permesso di essere e di progredire.Sappiamo che con le parole possiamo dire ai bambini che cosa sono e chi sono. Per esempio quando un bambino corre in casa, e dice: <Oh, m-m-mamma, fuori c’è il g-g-g-gelataio>. La madre lo interrompe e gli dice:<Ora smetti e ripeti lentamente… stai balbettando!> Se il bambino se lo sente ripetere per un certo numero di volte finisce col credere di balbettare veramente. Oppure se continuiamo a dire a qualcuno:<Sei bello, sei bello, sei bello>. Se ve lo dice un certo numero di persone comincerete a comportarvi come se foste belli, assumerete un comportamento più eretto e sarete fieri di voi.Io dico l’amore si impara… ed è vero. La paura si impara, il pregiudizio si impara, la premura, l’odio, la responsabilità, il rispetto, l’impegno, la bontà e la gentilezza d’animo si imparano.Si imparano tutte queste cose nell’ambito della società, in famiglia, in un rapporto. Anche il concetto di noi stessi, lo apprendiamo, soprattutto dalla nostra famiglia. Per questo la famiglia ha una responsabilità enorme. Nessuno insegna mai ad essere genitori. All’improvviso vi ritrovate con un bambino vostro, potete sentire la responsabilità, ma potete filtrarla esclusivamente attraverso ciò che siete. Ecco perché dico che la cosa più importante è che diventiate la persona più grande, più meravigliosa, più ricca d’amore del mondo…. Perché è questo che darete ai vostri figli… e a tutti coloro che incontrerete. Io sono convinto che voi dominate il vostro destino. Potete anche fermarvi e dire:<no, non voglio farlo. Non mi comporterò più cosi. Mi sento solo e ho bisogno di avere gente intorno. Forse devo cambiare il modo di comportarmi>. E poi lo fate veramente… con atti che sono la manifestazione della vostra volontà. Provate”.
Post N° 2
Partiamo da qui... dal capitolo...“Diventate voi stessi”Inizia il capitolo facendo riferimento ad un libro: “Vento, sabbia e stelle” dove Saint Exupèry, l’autore, parla dell’amore come nessuno aveva mai parlato, in termini semplici e scrive: <forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco a te stesso>.“Ho sempre esitato a definire l’amore… (scrive Leo), perché io la vedo come qualcosa di sconfinato, e via via che voi diventate più grandi e più belli spiritualmente e più espansivi, lo diventa anche l’amore. Ma la definizione di Exupèry mi piace; credo che l’insegnante (in questo caso Leo) sia questo, e certamente questo è il compito del consulente… un processo nel quale io non voglio trasformarmi a mia immagine, come desidererei, ma voglio ricondurti a te stesso, a ciò che sei, alla tua unicità, alla tua bellezza originaria.Molti cercano di farci diventare ciò che vogliono, dopo un po’ ci arrendiamo e concludiamo che forse è questo ciò che viene chiamato <adattamento>. A volte mi domando: per quanto ci ribelliamo, siamo veramente ciò che siamo, o siamo soltanto ciò che ci dicono che siamo?Sappiamo che a essere umani si impara… ma chi sono i nostri insegnanti? I nostri primi maestri sono i genitori, i familiari. Se non siamo più bambini, non possiamo dare la colpa ai genitori, perché sono soltanto esseri umani, come tutti gli altri, hanno la loro forza e le loro debolezze. Ci hanno insegnato soltanto ciò che sanno. Possiamo però sempre imparare. Io poi, attribuisco molta importanza al cambiamento, perché l’educazione è un processo continuo di cambiamento. Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo. Ecco perché imparare è esaltante e non una noia. Ogni libro conduce a nuovi libri, ogni volta che ascoltate un brano di musica, vi introducete a diecimila nuovi brani… e ci sono tante altre cose da fare, toccare e sentire.. e, ognuna di esse fa di voi un essere umano diverso.L’affermazione di Exupèry è stupenda, ma per lasciarvi ricondurre a se stessi dovete decidere, che cosa vi piacerebbe diventare, e quindi dare a voi stessi il permesso di essere e di progredire.Sappiamo che con le parole possiamo dire ai bambini che cosa sono e chi sono. Per esempio quando un bambino corre in casa, e dice: <Oh, m-m-mamma, fuori c’è il g-g-g-gelataio>. La madre lo interrompe e gli dice:<Ora smetti e ripeti lentamente… stai balbettando!> Se il bambino se lo sente ripetere per un certo numero di volte finisce col credere di balbettare veramente. Oppure se continuiamo a dire a qualcuno:<Sei bello, sei bello, sei bello>. Se ve lo dice un certo numero di persone comincerete a comportarvi come se foste belli, assumerete un comportamento più eretto e sarete fieri di voi.Io dico l’amore si impara… ed è vero. La paura si impara, il pregiudizio si impara, la premura, l’odio, la responsabilità, il rispetto, l’impegno, la bontà e la gentilezza d’animo si imparano.Si imparano tutte queste cose nell’ambito della società, in famiglia, in un rapporto. Anche il concetto di noi stessi, lo apprendiamo, soprattutto dalla nostra famiglia. Per questo la famiglia ha una responsabilità enorme. Nessuno insegna mai ad essere genitori. All’improvviso vi ritrovate con un bambino vostro, potete sentire la responsabilità, ma potete filtrarla esclusivamente attraverso ciò che siete. Ecco perché dico che la cosa più importante è che diventiate la persona più grande, più meravigliosa, più ricca d’amore del mondo…. Perché è questo che darete ai vostri figli… e a tutti coloro che incontrerete. Io sono convinto che voi dominate il vostro destino. Potete anche fermarvi e dire:<no, non voglio farlo. Non mi comporterò più cosi. Mi sento solo e ho bisogno di avere gente intorno. Forse devo cambiare il modo di comportarmi>. E poi lo fate veramente… con atti che sono la manifestazione della vostra volontà. Provate”.