Storia: Vincenzo Sarno è diventato professionista che non aveva ancora 11 anni. Era il 1999, e un osservatore del Torino, girando tra le scuole calcio del napoletano, scovò a Secondigliano questo ragazzino.Pensò fosse un fenomeno, lo segnalò ai suoi dirigenti. Nell'ansia di arrivare prima degli altri a ingaggiare il calciatore più prodigioso della storia, quei dirigenti pagarono al padre di Sarno 120 milioni di lire e il ragazzino si trasferì al nord.Vincenzo rimase a Torino un mese. Troppo grande lo shock, troppo acerbo il suo talento.Tuttavia Sarno sul campo di calcio non è uno qualunque. Nel 2001, quando lui ha 13 anni, alla scuola calcio di Secondigliano arriva in visita un osservatore della Roma, e lo segnala. Stavolta la cifra d'acquisto del cartellino è meno eclatante, ma il ragazzino lascia di nuovo casa per trasferirsi a Roma.Anche qui la storia si conclude male. Il ragazzino ha talento, ma evidentemente non abbastanza per gli standard di una società di serie A. Dopo 3 anni lo rimandano a casa.Nel frattempo, visto il futuro da star che gli avevano prospettato, lui ha lasciato la scuola, ha messo su un po' di spocchia. E rimane con niente di concreto in mano. Torna a fare quello che ha sempre fatto: giocare a pallone alla scuola calcio.Qui lo nota un altro osservatore, stavolta di una società di serie C, la Sangiovannese di S. Giovanni Valdarno. Gli fanno un contratto per le giovanili, lo portano di nuovo via da casa ma lo rimandano anche a scuola.E siccome Vincenzo è bravo, lo fanno esordire in prima squadra. Dove domenica 15 ha segnato un gol. Ma il suo allenatore, Piero Braglia (come riportato dalla Gazzetta dello Sport del 17 gennaio) avverte: «Se cambia atteggiamento, se si sente già un fenomeno, lo caccio».Nel mondo odierno, nelle zone dove la mancanza di lavoro è cronica, lo sport può rappresentare una concreta possibilità di riscatto sociale.Solo che, rispetto a carriere di altro tipo, lo sport comincia presto, talvolta prestissimo. E se va male, ti lascia giovanissimo in mezzo alla strada. I tuoi coetanei hanno cominciato a studiare, tu sei in ritardo rispetto a loro. Loro hanno poche possibilità, ma qualche strumento in mano per cercare di competere nel mercato del lavoro. Tu, non hai nemmeno i loro pochi strumenti.Il Potenza (Lega Pro - Prima divisione girone B) continua a pescare nel mercato degli svincolati. Dopo Dei e Montesanto, il club della Basilicata ha ingaggiato il fantasista Vincenzo Sarno, classe 1988 ex Sangiovannese e Brescia. Nel 1999, all'età di soli 10 anni, il baby-prodigio napoletano fu acquistato dal Torino per 120 milioni di lire.
Vincenzo Sarno: baby prodigo dimeticato
Storia: Vincenzo Sarno è diventato professionista che non aveva ancora 11 anni. Era il 1999, e un osservatore del Torino, girando tra le scuole calcio del napoletano, scovò a Secondigliano questo ragazzino.Pensò fosse un fenomeno, lo segnalò ai suoi dirigenti. Nell'ansia di arrivare prima degli altri a ingaggiare il calciatore più prodigioso della storia, quei dirigenti pagarono al padre di Sarno 120 milioni di lire e il ragazzino si trasferì al nord.Vincenzo rimase a Torino un mese. Troppo grande lo shock, troppo acerbo il suo talento.Tuttavia Sarno sul campo di calcio non è uno qualunque. Nel 2001, quando lui ha 13 anni, alla scuola calcio di Secondigliano arriva in visita un osservatore della Roma, e lo segnala. Stavolta la cifra d'acquisto del cartellino è meno eclatante, ma il ragazzino lascia di nuovo casa per trasferirsi a Roma.Anche qui la storia si conclude male. Il ragazzino ha talento, ma evidentemente non abbastanza per gli standard di una società di serie A. Dopo 3 anni lo rimandano a casa.Nel frattempo, visto il futuro da star che gli avevano prospettato, lui ha lasciato la scuola, ha messo su un po' di spocchia. E rimane con niente di concreto in mano. Torna a fare quello che ha sempre fatto: giocare a pallone alla scuola calcio.Qui lo nota un altro osservatore, stavolta di una società di serie C, la Sangiovannese di S. Giovanni Valdarno. Gli fanno un contratto per le giovanili, lo portano di nuovo via da casa ma lo rimandano anche a scuola.E siccome Vincenzo è bravo, lo fanno esordire in prima squadra. Dove domenica 15 ha segnato un gol. Ma il suo allenatore, Piero Braglia (come riportato dalla Gazzetta dello Sport del 17 gennaio) avverte: «Se cambia atteggiamento, se si sente già un fenomeno, lo caccio».Nel mondo odierno, nelle zone dove la mancanza di lavoro è cronica, lo sport può rappresentare una concreta possibilità di riscatto sociale.Solo che, rispetto a carriere di altro tipo, lo sport comincia presto, talvolta prestissimo. E se va male, ti lascia giovanissimo in mezzo alla strada. I tuoi coetanei hanno cominciato a studiare, tu sei in ritardo rispetto a loro. Loro hanno poche possibilità, ma qualche strumento in mano per cercare di competere nel mercato del lavoro. Tu, non hai nemmeno i loro pochi strumenti.Il Potenza (Lega Pro - Prima divisione girone B) continua a pescare nel mercato degli svincolati. Dopo Dei e Montesanto, il club della Basilicata ha ingaggiato il fantasista Vincenzo Sarno, classe 1988 ex Sangiovannese e Brescia. Nel 1999, all'età di soli 10 anni, il baby-prodigio napoletano fu acquistato dal Torino per 120 milioni di lire.