Aspettando l'alba

Non è mai uguale...


Lenzuola e panna come dolce da gustarsi molto lentamente.  Grandi cuscini dove perdere cognizione spazio temporale… dimenticarsi il luogo, il ruolo, forme e rituali, senza più trovarsi… affondare in essi ogni pudico pensiero. Mani peccatrici alla ricerca dei brividi perduti in uno scenario che non regge, che non esiste… ma che ha la forza di essere presente come un ricordo, bello, lascivo come un paesaggio irraggiungibile… per cui fa male.Al buio tutto diventa possibile, anche incontrarti in una nube carica di odori, guardarti da un marciapiede che non è mai “l’altro lato della strada” ma quello da cui non si può scendere per la tua strada, che non si fa attraversare, mentre carne e pelle cantano di gioie contropelo per un sol timido pensiero affogando nei buchi neri lasciati inanimi ad intervallare le strisce bianche dei tuoi capelli. Mi rigiro per cercare un appiglio amico… non so più bene se sia possibile per me… quale siano i limiti tra ciò che m’è dovuto e quanto mi spetta per adozione, per pietà o per diritto. Ho fatto sempre troppo affidamento sui valori, sull’intimità di un desiderio inconfessabile, da donare come massima reliquia. In questa orgia di panna “smontata”, ora, sto imparando l’ennesima lezione che la vita prodiga vuole donarmi… la parabola dell’amore probo che non è più incorrotto, ma pregno di edulcorate sfaccettature, ombre cinesi sul muro encausto dell’anima.Tibbacio quindi… perché m’è rimasto qui, in bilico tra forma e desiderio, ultimo vessillo di ciò che hai voluto condividere in una nuvola di concetti, in un attimo di vento… un atto unico, breve sceneggiata orizzontale dai contorni liberi e fuori dei miei confini, in assenza di qualcosa di molto simile a questo buio che mi gira attorno… ma non è mai eguale!