TANTO PER PARLARE...

Torna a casa!!


di Antonio Padellaro Primo. Viva le regole che hanno sancito la fine dell’illusionismo al governo nella più attesa sfida elettorale televisiva. Messo alle strette dall’orologio, dall’impossibilità di parlare all’infinito, dalla necessità di rispondere a questioni precise senza poter buttare il tavolo per aria, Silvio Berlusconi è apparso per quello che è: un presidente del Consiglio continuamente costretto a difendersi su tutti i fronti dell’attività di governo davanti a un bilancio fallimentare. Un premier in affanno che davanti alle contestazioni del suo avversario ha cercato di ripararsi dietro esclamazioni pietose dicendosi sorpreso o trasecolato; aggrappandosi alle miracolistiche trenta o quaranta riforme; scagliandosi come un disco rotto contro la cattiveria e le solite menzogne della sinistra. Un uomo alle corde senza uno straccio di progetto per il futuro dell’Italia e in qualche modo già rassegnato alla sconfitta. Secondo. Romano Prodi ha vinto il confronto presentandosi come un vero uomo di governo. Ha parlato con autorevolezza trasmettendo una sensazione di serietà e rigore che gli italiani avevano dimenticato. Aiutato da domande precise e pertinenti ha spiegato i punti chiave del programma dell’Unione per fare crescere il Paese. Ma Prodi ha stravinto giocando sulle debolezze di Berlusconi. Chiedendo al premier occupato a descrivere il paese di bengodi dove diavolo viva. Pretendendo rispetto quando il suo rivale ha tentato inutilmente di offendere per accendere la rissa. Ridicolizzandolo sul conflitto d’interessi rappresentato da quella figura abbastanza grottesca costretta a entrare e a uscire dal consiglio dei ministri come in una porta girevole durante i tanti provvedimenti approvati a favore delle sue aziende.Terzo. Non sappiamo quanti voti abbia spostato il duello di ieri sera. Sappiamo che cosa ha detto al paese. Che una lunga e disastrosa pagina della vita politica del paese si sta chiudendo. Che tra pochi giorni il nuovo premier sarà Romano Prodi.