di Bruno Ugolini C'è stato un momento alto dell'allocuzione del Cavaliere, nell'incontro match col povero Romano Prodi. E' stato quando ha parlato di donne. Non di Valeria Marini o di qualche altra attrice di razza, bensì di quelle che lui ha chiamato “le signore”. Sono persone, ha specificato, appartenenti ad una "categoria" speciale. Come i farmacisti, come i metalmeccanici, come i netturbini. La categoria delle "signore". La domanda del solito giornalista comunista era relativa a fatto che lui gira per le stanze di Palazzo Chigi e in Parlamento circondato da uomini. Ovverosia Bondi, Cicchitto, Dell'Utri e pochi altri. Niente femmine nel palazzo del potere di centrodestra. Perchè? La risposta del Cavaliere è stata suadente. Ha spiegato come poche signore sono assunte (pardon, elette) dalle sue parti perché la maggioranza di loro non vogliono lasciare i mariti, la famiglia e trasferirsi a Roma. È stata una scelta a favore dell'integrità del nucleo familiare. La Stefania Prestigiacomo, con la sua mania delle quote rosa, è un'eccezione, un tarlo nell'ideologia di governo.C'è molta delicatezza in queste riflessioni circa l'eterno femminino. Già il Cavaliere aveva anticipato il suo pensiero addirittura in Usa, quando aveva invitato gli opulenti boss americani a venire in Italia dove, aveva sottolineato, «abbiamo bellissime segretarie». E aveva aggiunto: «Consiglio a tutti di fare investimenti da noi, perché li farete in letizia e con la gioia se non altro negli occhi». E' tutto chiaro: le donne del centrodestra possono al massimo fare le segretarie, se sono carine. Per il Parlamento niente da fare.E' così che il Cavaliere ha distrutto Prodi. Dipingendo un'Italia dove tutti sono ricchi, i precari sono felici, gli immigrati cantano facendo la coda agli uffici postali, la sinistra è in un angolo e le donne fanno sempre la calza. Come tanto tempo fa.brunougolini
IL NANO E LE DONNE.
di Bruno Ugolini C'è stato un momento alto dell'allocuzione del Cavaliere, nell'incontro match col povero Romano Prodi. E' stato quando ha parlato di donne. Non di Valeria Marini o di qualche altra attrice di razza, bensì di quelle che lui ha chiamato “le signore”. Sono persone, ha specificato, appartenenti ad una "categoria" speciale. Come i farmacisti, come i metalmeccanici, come i netturbini. La categoria delle "signore". La domanda del solito giornalista comunista era relativa a fatto che lui gira per le stanze di Palazzo Chigi e in Parlamento circondato da uomini. Ovverosia Bondi, Cicchitto, Dell'Utri e pochi altri. Niente femmine nel palazzo del potere di centrodestra. Perchè? La risposta del Cavaliere è stata suadente. Ha spiegato come poche signore sono assunte (pardon, elette) dalle sue parti perché la maggioranza di loro non vogliono lasciare i mariti, la famiglia e trasferirsi a Roma. È stata una scelta a favore dell'integrità del nucleo familiare. La Stefania Prestigiacomo, con la sua mania delle quote rosa, è un'eccezione, un tarlo nell'ideologia di governo.C'è molta delicatezza in queste riflessioni circa l'eterno femminino. Già il Cavaliere aveva anticipato il suo pensiero addirittura in Usa, quando aveva invitato gli opulenti boss americani a venire in Italia dove, aveva sottolineato, «abbiamo bellissime segretarie». E aveva aggiunto: «Consiglio a tutti di fare investimenti da noi, perché li farete in letizia e con la gioia se non altro negli occhi». E' tutto chiaro: le donne del centrodestra possono al massimo fare le segretarie, se sono carine. Per il Parlamento niente da fare.E' così che il Cavaliere ha distrutto Prodi. Dipingendo un'Italia dove tutti sono ricchi, i precari sono felici, gli immigrati cantano facendo la coda agli uffici postali, la sinistra è in un angolo e le donne fanno sempre la calza. Come tanto tempo fa.brunougolini