MENTRE VIENE SERA..

Post N° 97


Edizione: 25/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Inaugurati altri due appartamenti della «Casa Ail Arcobaleno» dove vengono ospitati gratuitamente i pazienti e le loro famiglie Leucemie, tra dolore e speranza La cura del tumore del sangue è meno pesante se condivisa con altri malati!
L’innocente voce di Gabriele, due anni appena compiuti, ha fatto da colonna sonora a buona parte della cerimonia che ha preceduto l’inaugurazione di due appartamenti realizzati dalla sezione bresciana dell’Ail (Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi). E il racconto di sua madre Elena, emozionata e con gli occhi umidi di lacrime, ha saputo rendere il senso di una condivisione che va ben al di là dell’esigenza - pur importante - di risolvere nell’immediato il problema di trovare un alloggio in cui vivere per un po’ di tempo mentre il figlioletto è in ospedale oppure ha bisogno di cure quotidiane e, dunque, deve rimanere nei pressi dei reparti di degenza. «Siamo rimasti nella casa blu da maggio 2007 a luglio 2007 - ha raccontato Elena che ieri, insieme al marito e al bimbo, è venuta da Modena per rendere testimonianza -. Grazie all’appartamento dell’Ail noi abbiamo potuto vivere un pezzetto di normalità in una situazione in cui di normale non c’era nulla. Ci ha permesso di conoscere altre famiglie, con le quali parlavamo lo stesso linguaggio di sofferenza e di dolore, ma anche di speranza. La stessa che abbiamo sempre condiviso con i volontari dell’Ail». Dunque, da ieri la «Casa Ail Arcobaleno» si è arricchita di altri due nuovi appartamenti in grado di garantire ospitalità gratuita a cinque pazienti e alle loro famiglie. Altri tre, sempre in via Dal Monte di fronte all’entrata del Pronto soccorso pediatrico del Civile, sono operativi dal novembre 2004. Da allora, si sono ripetute numerose accoglienze e anno dopo anno - come è stato ricordato ieri - la richiesta da parte dei vari reparti dell’Ospedale Civile è aumentata mediamente del 20%. L’ospitalità riguarda soprattutto piccoli ricoverati in Ematologia, nel Centro trapianto midollo osseo per adulti e in Oncoematologia pediatrica. Nello specifico, dal novembre 2004 al dicembre 2005 le presenze sono state 98; nel 2006 sono state 123 e nel 2007 sono salite a 146. Gli ospiti provengono nel 57% dei casi dal Sud e dal Centro Italia, con qualche caso anche dal Nord; nel 27% dalla Lombardia; nel 12% dall’estero (Africa e Paesi dell’Est in primis) e nel 4% dalla nostra provincia. All’inaugurazione della «Casa Arcobaleno» ieri erano presenti, tra gli altri, l’instancabile presidente della sezione bresciana dell’Ail, Giuseppe Navoni, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il direttore sanitario dell’Asl Francesco Vassallo, mons. Serafino Corti in rappresentanza del Vescovo e la responsabile dell’accoglienza della «Casa», Giuliana Ferpozzi. «È stato un ulteriore sforzo storico, che si aggiunge a quelli fatti in questi anni per garantire l’accoglienza alle famiglie di persone che devono affrontare anche lunghi periodi di cure in ospedale - ha detto Navoni -. Ricordo che, grazie alla solidarietà di moltissimi e all’impegno dei volontari Ail, abbiamo raggiunto importanti risultati: la riapertura del Centro trapianti di midollo diretto da Domenico Russo, il sostegno ad un grande progetto di ricerca sulle cellule staminali, il percorso di riabilitazione dei malati grazie ad «Itaca», l’assistenza domiciliare in collaborazione con Asl e Domus e, ancora, l’informatizzazione del reparto di Ematologia diretto da Giuseppe Rossi». Non è un elenco sterile. Non potrebbe esserlo, perché ogni gesto ed ogni progetto esprimono «l’amore e il senso di fratellanza, ma anche la condivisione di problemi che richiedono l’impegno di tutti per essere risolti». «L’Ail Brescia ha deciso di affrontare con ogni mezzo il problema ematologico, convinta che solo con l’impegno di tutti, cittadini ed amministratori delle strutture sanitarie, si possa migliorare la situazione ematologica bresciana. Collaboreremo, con lealtà e dedizione, con qualsiasi altra associazione che avrà la forza di unirsi a noi per vincere questa grande sfida». In queste parole, la filosofia d’azione dell’Associazione che a Brescia nasce nel 2001 dalla volontà di alcune persone che hanno deciso di dedicare una parte importante della loro vita alla lotta alle malattie ematologiche. Un impegno che continua, nel ricordo di Alessandra Navoni, Alessio Ferpozzi e Alessandro Fogazzi, tre piccoli che non hanno vinto la leucemia ma che danno la forza per farla vincere ad altre migliaia di persone. UN GRAZIE VA A TUTTI QUELLI CHE HANNO RESO POSSIBILE TUTTO QUESTO!mi casa es tu casa...NELLA CASA ARCOBALENO LE STANZE DELLA SPERANZA HANNO PARETI DI LUCE E RIPOSO FUGACE, HANNO CALDE COPERTE A CUI AGGRAPPARSI TRA SILENZI RUMOROSI E PAURE DELL'ANIMA.. LA CASA ARCOBALENO, E' COME UN PORTO DI MARE..DOVE BARCHE DI OGNI TIPO, IN BALIA DEL VENTO ..APPRODANO.. GENTE AMICA, NUOVA O RITROVATA, SOFFERENZE, INCERTEZZE, OCCHI VELATI, E TORMENTI CONDIVISI.. NELLA CASA DELLA SPERANZA, TROVI MANI TRA LE MANI TRA I COLORI E AROMA DI CAFFE'.. PASSI FELPATI, VOCI PACATE, E VALIGE MAI DISFATTE.. FRAGILITA'CAMUFFATE DAL CORAGGIO, E BRACCIA SEMPRE TESE.. C'E' ARIA DI CASA, VICINA O LONTANA CHE SIA.. PORTE APERTE, SPALANCATE AL DESTINO .. UN'ALITO DI VITA... CASA ARCOBALENO.... GENIALE MIRACOLO DELLA BONTA'UMANA, CHE HA NEL PETTO UN CUORE CHE BATTE, MA NON SOLO PER SE STESSI..INECCEPIBILE GESTO D'AMORE PER CHI TROPPO SPESSO LOTTA CONTRO IL TEMPO,E VIVE I SUOI GIORNI NELLA SPERANZA DI RIVEDERE UNO SPIRAGLIO DI LUCE OLTRE LE NUVOLE DI UN TEMPORALE...E RITROVARE COSI' ..UN'ARCOBALENO NUOVOscritta da stella433