Creato da eusebio.roberto il 10/12/2009
ROBERTO EUSEBIO PROFESSIONISTA E CAMPIONE DI FITNESS
 

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cenni sul sangue di Roberto Eusebio fitness trainer, campione

Post n°12 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da eusebio.roberto
 
Foto di eusebio.roberto

cenni sul sangue di Roberto Eusebio fitness trainer, campione

 

La fisiologia
La fisiologia è la disciplina che studia il funzionamento degli organismi viventi. È una scienza integrata che utilizza principi chimico-fisici, per spiegare il funzionamento degli esseri viventi, siano essi vegetali o animali, mono o pluricellulari.

La fisiologia umana ha lo scopo di esaminare:

L’attività cellulare e quella di tutto l’organismo
Interazione tra corpo e mondo esterno

“Condizione fisiologica =condizione normale
CENNI SUL SANGUE
Funzioni:
1. Trasporto delle sostanze: ossigeno, nutrienti, ormoni, anidride carbonica…
2. Raccolta prodotti metabolici dei tessuti
3. Mantenere in condizioni di stabilità glicemia, pressione osmotica, elettroliti…
4. Distribuzione di calore
5. Difesa da agenti patogeni
E’ il fluido composto da:
 una parte corpuscolata: globuli rossi o eritrociti
globuli bianchi o leucociti
piastrine o trombociti
 una parte liquida: plasma che è composto per il 90% da acqua e per il restante 10% da sali, lipidi, proteine, ormoni, vitamine, sostanze nutritive (glucosio, aminoacidi, colesterolo) urea, ossigeno, anidride carbonica , Sali biliari, prodotti intermedi del metabolismo (acido lattico, acido piruvico).
EMATOCRITO: indica la quantità di parte corpuscolata nel sangue rispetto a quella liquida;
valore normale 55 % plasma
45% parte corpuscolata
EMOCROMO: indica la qualità e quantità della parte corpuscolata
Ph del sangue: basico tra 7,35 e 7,40
Colore: ossigenato (arterioso) rosso scarlatto
Povero di ossigeno (venoso) rosso scuro
La quantità di sangue in un soggetto è di circa 1/12 del suo peso corporeo
80 ml/kg per l’uomo
60ml/kg per la donna
PROTEINE PLASMATICHE: sono sostanze anfotere cioè a seconda del ph diventano acidi o basici, contenute nel plasma hanno funzione di evitare variazione del ph, immunità umorale e trasporto delle molecole organiche ed inorganiche.
 Albumina: sintetizzata dal fegato, contribuisce a trasportare gli ormoni, mantiene la pressione oncotica (è la pressione che richiama acqua verso il compartimento a maggiore concentrazione proteica)
 Globulina: 4 tipi:
- HDL eliminano colesterolo
- Eritropiastrina e propromina coagulazione del sangue e sintesi globuli rossi
- LDL favoriscono il deposito di grassi nei vasi
- Anticorpi
 Fibrinogeno: prodotto nel fegato ha la funzione di emostasi (indispensabile nella coagulazione del sangue, evita perdite di sangue)

GLOBULI ROSSI o EMAZIE o ERITROCITI: Sono anucleati (senza nucleo) hanno una membrana citoplasmatica che contiene emoglobina 25%, acqua 70%, soluti 5%), sono prodotti dal midollo osseo, vivono 120 gg, sono distrutti dal fegato e dalla milza.
L’EMOGLOBINA ha il compito di trasportare ossigeno ai tessuti, ogni grammo trasporta 1,34 ml di ossigeno. ANEMIA: diminuzione della quantità di emoglobina nel sangue, al di sotto di 13g/dl per gli uomini e 12 g/dl per le donne
PIASTRINE: sono prive di nucleo poiché derivano da frammenti di cellule giganti del midollo osseo, il megacariocita; hanno funzione di controllo emorragie.
GLOBULI BIANCHI o LEUCOCITI: vere e proprie cellule con nucleo, sono prodotte dal midollo osseo e negli organi del sistema linfatico, molto importanti per la difesa dell’organismo.
Si dividono in: granulociti e monociti, fagocitano sostanze estranee e le distruggono
Linfociti- importanti per la produzione di anticorpi
COAGULAZIONE
Il sangue fuoriuscito dai vasi solidifica = coagula, essenziale per Emostasi (arresto emorragia)
Processo di coagulazione: nel caso di una lesione le piastrina rilasciano tromboplastina che attiva la protrombina che viene trasformata in trombina, la quale agisce sul fibrinogeno trasformandolo i fibrina. La fibrina crea nel luogo della lesione una fitta rete di filamenti in cui sono presenti globuli rossi, piastrine e plasma (la presenza di calcio è indispensabile per la coagulazione)
Emofilia: malattia genetica del sangue nella quale vi è una ridotta attività della funzione emostatica dovuta alla mancanza totale o parziale del “fattore VIII” anti emofiliaco.
Nel caso di una lesione ad un vaso:
- Vaso costrizione – riduzione del calibro dei vasi per diminuire il flusso di sangue grazie alla produzione di serotonina
- Aggregazione di piastrine in sede della lesione con liberazione di tromboplastina
- Formazione tromboplastina = protrombina = trombina = fibrinogeno = fibrina = coagulo

GRUPPI SANGUIGNI

Diversi da soggetto a soggetto O - A – B – AB
GRUPPO ANTIGENE ANTICORPI nel plasma
O O anti A – B
A A anti B
B B anti A
AB AB nessun anticorpo

Gruppo O donatore universale (per gruppo O, A, B)
Gruppo AB recettore universale (per gruppi AB, A, B)

segue su http://www.robertoeusebio.it

 
 
 

la produzione di ATP di Roberto Eusebio profesionista fitness

Post n°11 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da eusebio.roberto
 
Foto di eusebio.roberto

LA PRODUZIONE DI ATP
Il grafico che qui presento è stato sviluppato man mano che approfondendo lo
studio della biochimica della nutrizione mi domandavo come poter semplificare
i vari passaggi per poter mantenere una memoria visiva di quello che accade
nel corpo quando questi deve trasformare i vari macronutrienti per formare
ATP.
Il grafico non ha assolutamente la pretesa di essere preciso, ma si avvicina in
modo sostanziale alla sua verità biochimica.
Procedendo dall'alto in basso passo alla descrizione del grafico.
Tutti gli alimenti sono formati da macronutrienti: Carboidrati, Lipidi e
Proteine.
Ciascuno di questi ha un suo preciso compito biochimico e inoltre tutti e tre
devono assolvere ad un secondo compito: quello di fornire elementi essenziali
per poter produrre l'ATP, cioè l'Adenosintrifosfato, che ha la seguente
definizione biochimica: è il trasportatore universale di energia metabolica. Le
cellule catturano, conservano e trasportano l'energia libera in una forma
chimica.
I carboidrati sono i principali fornitori di glucosio, monosaccaride di elezione
per dare energia alle cellule. Gli zuccheri, una volta assimilati a livello
intestinale e trasportati al fegato, sono ridotti a glucosio*; questi viene inviato
nel sangue per essere trasportato alle varie cellule del corpo, soprattutto a
quelle definite "glucosiodipendenti" (cellule nervose, eritrociti, ghiandole
surrenali e testicoli).
Il glucosio nel sangue determina la "glicemia". Altra destinazione dei
carboidrati è quella di formare il Glicogeno, cioè la forma di deposito del
glucosio. Questo sarà "stornato" nel fegato come glicogeno epatico e nel
muscolo come glicogeno muscolare. Vi è una sostanziale differenza di
utilizzazione tra questi due tipi di glicogeno; quello epatico serve soprattutto
per fornire glucosio al sangue nei periodi di digiuno tra un pasto e l'altro, per
mantenere stabile la glicemia. Mentre il glicogeno muscolare non può essere
trasformato in glucosio per mancanza della fosfatasi specifica e quindi è
utilizzato nella via glicolitica per produrre ATP necessario alla contrazione
muscolare. Quando il glucosio entra nelle cellule è trasformato in Glucosio-6-
fosfato, (G-6-P) forma attiva che, se non è subito utilizzato, è trasformato e
depositato come glicogeno. L'utilizzazione del G-6-P avviene attraverso la
glicolisi, la trasformazione del glucosio in Acido Piruvico. Questo composto è
una tappa fondamentale della glicolisi; se trova ossigeno disponibile si
trasforma in Acetil CoA composto terminale di tutti e tre i macronutrienti,
mentre se non vi è disponibilità di ossigeno l'Acido Piruvico si converte in Acido
Lattico sostanza terminale del metabolismo glucidico in anaerobiosi. Dall'Acido
Piruvico si forma una importantissima sostanza: l'Acido Ossalacetico (AOA),
composto fondamentale per poter iniziare il Ciclo di Krebs in quanto unendosi
all'Acetil CoA forma Acido Citrico. L'Acido Ossalacetico si forma solo dal.........segue

http://www.robertoeusebio.it


 
 
 

LA CROMOTERAPIA - ROBERTO EUSEBIO

Foto di eusebio.roberto

LA CROMOTERAPIA - ROBERTO EUSEBIO

http://www.myacademy.it

http://www.robertoeusebio.it

La cromoterapia è una medicina integrativa (si integra facilmente ad altre terapie o trattamenti per potenziarne il risultato) che usa i colori per aiutare il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio. I colori possono essere assorbiti dal nostro organismo in diversi modi:

- attraverso le irradiazioni luminose fatte con speciali apparecchiature e filtri;
- attraverso gli alimenti, ossia mangiando cibi con il loro colore naturale;
- attraverso la luce solare poiché questa luce racchiude nel suo spettro tutti i colori;
- attraverso l’acqua solarizzata, ossia irradiata con un’irradiazione luminosa di un preciso colore che la carica di quella energia;
- attraverso gli abiti,
- attraverso il bagno, quindi con acque colorate con essenze naturali o luci speciali;
- attraverso la meditazione, seguendo precise tecniche;
- attraverso la visualizzazione e la respirazione;
- attraverso il massaggio con speciali prodotti e pigmenti colorati.



Essa consiste nell’utilizzazione dell’energia delle onde elettromagnetiche della luce che, all’interno di una precisa lunghezza d’onda, penetra nei tessuti creando le condizioni di interagire con le cellule ripristinando l’equilibrio elettrico e chimico dell’omeostasi cellulare migliorandone le funzioni biologiche.
Anche questa cromoterapia non cura i sintomi ma scende alle radici dello squilibrio e non lascia, come alcuni farmaci, residui dannosi che il corpo deve faticosamente eliminare. Non ci si deve stupire di fronte al fatto che le irradiazioni colorate agiscono sui nostri stati emotivi, sull’andamento del nostro stato psichico e sul nostro corpo favorendo così l’equilibrio e il benessere fisico.
Proprio per questi motivi sempre più ricercatori e medici si stanno concentrando nello studio della cromoterapia e sempre più persone stanno ottenendo dei concreti e visibili benefici.
Anche secondo Christa Muths, esperta cromoterapeuta tedesca, i colori sono forza vitale e fonte di energia, se ne usufruiamo nel modo giusto. Le irradiazioni con fasci di luce colorata, quindi, sono in grado di stimolare la formazione delle cellule del corpo e influire su nervi e organi.

Per quanto riguarda le tecniche per lavorare con questa tipologia di cromoterapia possiamo annoverare:
1. la cromoterapia classica che consiste nell’irradiare con uno specifico colore e per un determinato periodo di tempo le zone del corpo interessate dal disturbo o quelle riflesse;
2. la cromopuntura che consiste nel concentrare l’irradiazione sui punti energetici del corpo ossia quelli più ricettivi (meridiani, chakras);
3. “bagno” di colori e di luce che consiste nell’irradiare con uno specifico colore e per un determinato periodo di tempo tutto il corpo al fine di determinare una completa rigenerazione cellulare;
4. bagno cromatico di acqua che consiste nell’eseguire un vero e proprio bagno con l’acqua che viene irradiata con uno specifico colore, e quindi caricata di una precisa energia, per un determinato periodo di tempo;
5. l’acqua solarizzata che consiste nell’irradiare dell’acqua naturale, posta su un contenitore di vetro bianco, per un determinato periodo con un specifico colore per poi berla;
6. alimenti o abiti energizzati: irradiare degli alimenti o dei panni con un specifico colore per un determinato periodo di tempo rispettivamente per mangiarli o per indossarli;

 
 
 

Aromaterapia - Roberto Eusebio

Foto di eusebio.roberto

L’Aromaterapia, come quasi tutte le medicine alternative, ha una visione olistica dell’essere umano e tende quindi ad agire come un riequilibratore dell’intero essere e non semplicemente alla cura del sintomo specifico; infatti agisce sulle tre dimensioni dell’uomo: Energetica, Mentale e Fisica.
Alcune tecniche usate in Aromaterapia tendono al riequilibrio dei chakra contribuendo ad armonizzare il flusso energetico.
Gli oli essenziali sono prodotti ottenuti per estrazione a partire da materiale vegetale aromatico, ricco cioè in "essenze". Le essenze vengono prodotte dalle piante per molteplici ragioni, ed in alcuni casi forse anche come scarti. Le ipotesi più forti vogliono che le essenze svolgano funzione allelopatica, antibiotica, attrazione degli impollinatori, intermediari di reazioni energetiche.In questa sezione vengono presi in esame 52 oli essenziali, le loro proprietà ed il loro uso
Partendo dai disturbi più o meno comuni, in questa sezione vengolo elencati gli oli essenziali impegati.
La durata dei trattamenti consigliati varia a seconda dei casi, ma non deve mai superare le 3-4 settimane consecutive. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti pochi giorni per ottenere gli effetti desiderati. Dopo avere terminato il trattamento, se necessario, è possibile riprendere la cura dopo una pausa di circa 15 giorni
Gli oli vettori sono oli puri, completamente vegetali, dalle innumerevoliproprietà salutari. agli oli vettori sono il veicolo ideale degli oli essenziali dei massaggi.
Ai fini terapeutici è importante che questi vettori siano stati estratti con il procedimento dell’estrazione per pressione a freddo. La durata degli oli vettori si calcola in circa sedici mesi dalla data di estrazione.

Le correlazioni tra i segni Zodiacali e l'utilizzo degli oli essenziali secondo l'Astrologia moderna

Link di riferimento: centrofitnessacademy.it

 
 
 

il grasso, il sovrappeso, combatterlo in palestra !!..

Foto di eusebio.roberto

il Grasso

http://www.robertoeusebio.it

 

 


Il grasso non è un semplice fardello che appesantisce le nostre
giornate, ma rappresenta un vero e proprio fattore di rischio
cardiovascolare.
Negli ultimi anni la ricerca medica ha avuto innumerevoli conferme sul fatto
che il grasso corporeo non è un semplice fardello che appesantisce le nostre
giornate, ma rappresenta un vero e proprio fattore di rischio cardiovascolare;
in altre parole accresce le probabilità che un soggetto possa sviluppare
patologie cardiache (angina, infarto) o vascolari (ipertensione arteriosa) o
patologie metaboliche (diabete, aumento del colesterolo, dell'acido urico, dei
trigliceridi), in grado, e questo è il dato più preoccupante, di ridurre
significativamente la qualità e la spettanza di vita, cioè il numero di anni che
restano da vivere.
All'inizio il dato venne confutato, non sembrava possibile che un semplice
inestetismo fosse invece una bomba ad orologeria pronta a esplodere in
qualsiasi momento, con probabilità che aumentavano, con l'aumentare dell'età.
Negli anni '90 le ricerche continuarono e si scoprì che non tutto il grasso
corporeo era così pericoloso; oggi sappiamo che, ad esempio, il grasso
tipicamente femminile, con localizzazione ai fianchi e alle cosce, non
rappresenta alcun serio pericolo per la salute; al contrario il grasso che si
localizza in sede addominale, tipicamente maschile, la cosiddetta "pancia", è
un vero killer, in quanto la sua presenza è correlata con un aumento della
mortalità.
E quando si parla di pancia non si intende il grasso superficiale sottocutaneo,
che in quella sede si può sempre depositare ed è facilmente sollevabile in
pliche di piccolo o grande spessore, ma si intende quello localizzato in sede
profonda, viscerale, a costituire il tipico addome globoso e teso, che spesso è
in grado di compromettere la stessa funzione respiratoria.
Sono stati così coniati vari neologismi per indicare le due diverse distribuzioni
del grasso corporeo: quello femminile è stato chiamato anche ginoide, o
gluteo-femorale, o sottocutaneo, o "a pera"; quello maschile: androide, o
addominale, o viscerale, o "a mela".
Ma le sorprese non finirono qui; si vide che anche la donna poteva sviluppare
la formazione di grasso in sede addominale, dopo la menopausa, intorno ai 50
anni; in tal caso il rischio cardiovascolare è uguale a quello del maschio. Per
sapere quindi se il grasso che si "indossa" è pericoloso per la nostra salute,
occorre vedere dove è localizzato, e nessuno strumento si è rivelato più
sensibile del classico centimetro da sartoria. È stato dimostrato che la misura
della circonferenza addominale è una spia fedelissima della quantità del grasso
addominale, e sono state individuate le misure oltre le quali, a prescindere
dall'essere obesi o no, si entra nell'area di rischio, che sono: 88 cm nel
sesso femminile e 102 cm in quello maschile. Certamente una condizione
di sovrappeso o, peggio, di obesità, cioè un aumento generalizzato del grasso
corporeo, moltiplica questo rischio.
Quando il grasso raggiunge certi livelli, vengono ad alterarsi anche alcuni indici
fisiologici, riguardanti l'ossigenazione del sangue: aumentano il numero e le
dimensioni dei globuli rossi, si riducono i movimenti respiratori dei torace, per
ridotta espansione del diaframma; nel sangue diminuisce la concentrazione di
ossigeno e aumenta quella dell'anidride carbonica, con ripercussioni
soprattutto a livello cerebrale in termini di capacità di attenzione, memoria e
concentrazione. Inoltre, il deposito di grasso in sede faringea, provoca la
comparsa di disturbi del sonno, come forte russio e ostruzione delle vie
respiratorie (apnee notturne); questo provoca sonnolenza diurna, fino a veri e
propri colpi di sonno, causa di tanti incidenti automobilistici e infortuni sul
lavoro.
Fattori di rischio
Ma quali sono i fattori che favoriscono l'accumulo di grasso in sede
addominale? Vi sono fattori che non si possono modificare, come il sesso, l'età,
la familiarità. L'uomo, e la donna dopo la menopausa, sono esposti a questo
rischio, e qualora per qualche motivo dovessero ingrassare, il tessuto adiposo
neoformato si localizzerebbe in quella sede: nell'uomo, per l'azione di alcuni
ormoni, fra cui il Cortisolo e il Testosterone, nella donna in menopausa, per la
assenza di altri ormoni, estrogeni e progesterone.
Con gli anni è più facile ingrassare e quindi anche l'età favorisce la comparsa
della cosiddetta "pancetta"; infine, poiché anche i genitori hanno il loro "peso",
la predisposizione genetica gioca un ruolo molto importante.
Vi sono poi dei fattori modificabili dal soggetto stesso, che sono quelli su cui si
dovrà intervenire per prevenire o debellare il problema: la corretta
alimentazione, non solo come quantità ma anche come scelta degli alimenti.
I cibi grassi (condimenti, formaggi, insaccati, dolciumi, etc.) e quelli a base di
carboidrati in grado di innalzare rapidamente la glicemia e quindi i livelli di
insulina, sono i principali indiziati (pane, riso, patate, zucchero raffinato, frutta
zuccherina, prodotti di bar o di pasticceria, etc.); è dimostrato che maggiore è
la quantità di insulina prodotta dall'individuo in risposta all'assunzione di un
alimento con le caratteristiche su indicate, maggiore è la quantità di tessuto
adiposo che si deposita in sede addominale; la voracità, cioè la velocità con cui
una certa quantità di cibo raggiunge il tubo digerente e il piluccamento, cioè
l'abitudine di fare continuamente piccoli spuntini, fuori dagli orari dei pasti,
sono errori del comportamento alimentare in grado di provocare questa
esagerata risposta insulinica.
Alcool e stress
Infine è dimostrato che il consumo di vino o di superalcolici si associa ad un
sensibile aumento del grasso addominale, come anche lo stress. Lo stress è
una reazione di adattamento dell'organismo a stimoli ambientali, per lo più
negativi, che provocano risposte di tipo nevoso ed ormonale; tra queste ultime
vi è la produzione di cortisolo da parte della ghiandola surrenale. Questo
ormone, che consente all'individuo di far fronte alle emergenze e a tutte le
situazioni più impegnative, sia a livello fisico che psichico, svolge numerose
funzioni, ma, tra quelle che ci interessano, questo ormone è in grado di
stimolare l'appetito, aumentare la glicemia e quindi l'insulina, aumentare il
tessuto adiposo nel tronco ed in particolare nella regione addominale, dove, in
alcuni casi, può essere all'origine di vistose smagliature rossastre longitudinali
dette "striae rubrae"; il risultato è che un individuo che, per qualunque motivo,
viva una condizione di stress cronico, avrà elevati livelli circolanti di cortisolo e
quindi, una spinta continua ad alimentarsi in eccesso (il pasto serale, quando lo
stress concede un po' di tregua, è quello in cui di solito si esagera) e a neoformare
tessuto adiposo in sede addominale profonda.
Anche la sedentarietà è implicata nell'accumulo di grasso in sede addominale,
se è vero che una regolare attività fisica è in grado di ridurlo sensibilmente.
Dal fronte della lotta alla "pancia" non giungono solo cattive notizie: se, infatti,
questo tipo di tessuto adiposo è potenzialmente così pericoloso per la salute,
tanto da rappresentare un fattore di rischio come la pressione alta, l'aumento
del colesterolo, il diabete, è anche vero che è molto facile eliminarlo, anzi è
la prima sede dove si verificano i più evidenti effetti dimagranti, quando si
intraprende una dieta ipocalorica e si eliminano o si riescono a controllare le
cause che sono alla base della sua formazione e che abbiamo definito come
"fattori modificabili": errori alimentari, stress, scarso esercizio fisico, consumo
di alcool. Dunque, mano al centimetro e occhio ai buchi della cinta, se si
vogliono verificare nel modo migliore i progressi compiuti settimana dopo
settimana. È stato calcolato che per ogni centimetro di circonferenza
addominale che si perde, il rischio cardiovascolare si abbatte del 5%; ciò vuol
dire che la perdita di soli 10 cm, riducono il rischio del 50%.
UN CONSIGLIO:
Facciamo due conti
Per sapere se si è normopeso, in sovrappeso o
obesi basta usare una semplice formula
matematica:
Kg (peso) / m2 (altezza)
Se il valore è compreso:
- tra 20 e 25 il soggetto è normopeso
- tra 25 e 30 è in sovrappeso
- oltre 30 è obeso
- oltre 35 entriamo nell'area dell'obesità grave o
morbigena, caratterizzata da un elevatissimo
rischio cardiovascolare, indipendentemente dalla
quantità di grasso depositatosi in sede
addominale.
Ricerca Inglese
Le donne cambiano: girovita più largo, tramonta la "donna clessidra"
Addio alla "donna clessidra". Una ricerca sponsorizzata dal governo britannico ha rivelato che
la circonferenza vita delle donne del Regno Unito si è allargata di oltre 16 centimetri rispetto
alle loro mamme, mentre busto, fianchi e altezza sono praticamente rimasti uguali. Risultato?
Rispetto all'invidiabile vitino di vespa delle donne degli anni cinquanta, oggi le britanniche
hanno meno curve e fianchi più dritti.
Lo studio – scrive il "Sunday Times" – è stato commissionato dal dipartimento del Commercio
e l'Industria e da 17 catene di negozi d'abbigliamento e condotto nell'arco di tre anni su un
campione di 11 mila tra uomini e donne dai 16 anni in su.
"Ciò che abbiamo osservato è la trasformazione ben definita della figura femminile – ha detto
Phillip Treleaven, docente alla University College di Londra – dalla tradizionale figura a
clessidra ad un corpo più dritto, privo di forme".
I dati sono stati raccolti utilizzando cabine tridimensionali dotate di telecamere in grado di
prendere ognuna circa 130 misurazioni. Dall'analisi finale è emerso il problema della continua
crescita di peso e, come conseguenza, dell'espansione, sicuramente poco gradita al gentil
sesso, del giro vita.
Molto dipende da una corretta alimentazione. Una dieta più equilibrata – si legge sulla
versione domenicale del Times – ha permesso alle donne di oggi di crescere più forti e
robuste rispetto alle loro nonne, ma ha anche permesso che i grassi in eccedenza andassero
a depositarsi proprio dove non dovrebbero.
I venditori di abiti avevano in verità già capito il nuovo trend, ampliando le taglie: i numeri
degli abiti più venduti sono rimasti gli stessi ma oggi possono indossarli donne più pienotte
TABELLA INDICE GLICEMICO (IG)
ALIMENTO IG SU
GLUCOSIO
ALBICOCCA
ALL-BRAN
ANANAS
ARANCIA
BANANA
CAROTA
CIALDA Di CONO GELATO
CILIEGIE
COCOMERO
CORNETTI (CROISSANT)
CORNFLAKES (KELLOG'S)
CRACKERS
FAGIOLI BOLLITI
FAGIOLI DI SOIA BOLLITI
FANTA
FRUTTOSIO PURO
GELATO
GLUCOSIO
KELLOGG'S SPECIAL K
KIWI
LATTE INTERO
LATTE MAGRO
LENTICCHIE
MALTODESTRINE
MALTOSIO
MANGO
MELA
MELONE
38 ± 2
42 ± 5
59 + 8
42 ± 3
52 ± 4
47 ± 16
79.6
22
72 ± 13
67
91
75 ± 5
29 ± 9
18 ± 3
68 ± 6
19 ± 2
60 ± 9
100.0
60 + 5
53 ± 6
27 ± 4
32 ± 5
25 ± 5
100.0
109
51 ± 5
32 ± 4
75
che in passato. Nessuna donna vuole ammettere di comprare vestiti di una taglia superiore a
quella che usava la madre o la nonna.
MIELE
MUESLI
PANE BIANCO
PANE DI SEGALE
PATATE AL FORNO
PATATE COMUNI BOLLITE
PATATE DOLCI
PATATE FRITTE
PERE
PERE IN SCATOLA
PESCA FRESCA
PESCHE IN SCATOLA
PISELLI BOLLITI
PIZZA AL FORMAGGIO (ITALIA)
POPCORN
RISO ARBORIO
SACCAROSIO E ZUCCHERO DI CANNA
SPAGHETTI BARILLA COTTI 10 MINUTI
SUCCO D'ANANAS
SUCCO Di MELA
SUCCO Di POMPELMO
UVA
YOGURT MAGRO ALLA FRUTTA
YOGURT MAGRO BIANCO
YOGURT
ZUCCA
62 ± 7
50 ± 6
60 ± 9
55 ± 5
89±12
70 ± 9
61 ± 7
75
38+2
46.0
40 ± 5
50 ± 9
32.9
80
72±17
69 ± 7
68 ± 5
57
50 ± 4
40 + 1
48
48.2
45
14
36 ± 4
75 ± 9
La tabella va letta nel seguente modo:
IG maggiore di 65:
IG tra 55 e 65:
IG minore di 55:
EVITARE
ASSUMERE CON MODERAZIONE
CONSIGLIATO

 
 
 
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