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Comitato 10 febbraio

 
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Creato da: BOTTONCINO70 il 12/02/2007
Giovani & Ribelli

 

 

CONTRO OGNI CASTA

Post n°12 pubblicato il 23 Luglio 2007 da BOTTONCINO70

26 LUGLIO ORE 10 P.ZZA MONTECITORIO

L’idea nasce come spontanea conseguenza di una rapida analisi del presente.
Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come la “Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica.
L’orgoglio e la dignità ci spingono a rispondere con il coltello tra i denti a questa provocazione, ricordando e gridando, con quanto fiato abbiamo in corpo, che non siamo “Bruciati”.
Due sono gli aspetti centrali della nostra protesta.
In primis contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico in grado di offrire risposte sulle grandi problematiche sociali, che non è in grado di risolvere un precarietà lavorativa che genera insicurezza e instabilità nei giovani italiani.
Lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di un insolita medaglia.
Una politica incapace di mettere in piedi politiche economiche in grado di agevolare la piccola media imprenditoria consentendo al motore dell’Italia di crescere e generare indotto e posti di lavoro fisso, incapace di imporre delle agevolazioni per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, immobile di fronte al fatto che la nostra generazione rimarrà senza pensione.
In seconda battuta ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile.
Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi reo confesso cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel loro modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto no ha risposte concrete da questa politica.
Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica sferrando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in difficoltà il sistema politico e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità.
Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi e che il sistema bancario italiano era la prima casta da demolire.
L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci costringono a giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica.
La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dello sfacelo della nostra terra abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento.
Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo.
Le cose facili non ci hanno mai appassionato e questa di certo non lo è. In piazza il 26 luglio per essere ancora una volta interpreti del presente, padroni del futuro.

 
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DA NON PERDERE!!!!!

Post n°11 pubblicato il 29 Maggio 2007 da BOTTONCINO70


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Post n°10 pubblicato il 08 Maggio 2007 da BOTTONCINO70

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FOIBE: OPERAZIONE VERITA'!!

Post n°9 pubblicato il 08 Marzo 2007 da BOTTONCINO70

immagine10 febbraio: Giornata Nazionale del Ricordo. Sbaglia chi pensa che la legge che istituisce questa giornata sia una vittoria. E’ stata, bensì, l’ atto dovuto di un governo nei confronti di un popolo, ma è stata anche un buon punto di partenza. Per tanti anni i militanti di azione giovani si sono impegnati in prima persona, in tutte le parti d’Italia per raccontare i drammatici fatti avvenuti al confine nord-orientale italiano subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, senza che nessuno li aiutasse. Oggi abbiamo una legge. Un punto di partenza, si. Niente altro che questo: poiché le tragedie che si sono consumate in quegli anni a danno di nostri compatrioti rei solo della loro orgogliosa appartenenza nazionale, meritano una giustizia che è di gran lunga superiore a quella di un Tribunale o di un Parlamento. Decine di migliaia di persone furono uccise, circa centocinquantamila costrette all’esodo dalle loro terre e molte altre umiliate, torturate e per miracolo sopravvissute per mano delle truppe comuniste del Maresciallo Tito. Il dolore della nostra gente ed i 60 anni di colpevole silenzio istituzionale potranno essere riscattati soltanto dalla giustizia della storia e della consapevolezza delle nuove generazioni. 10 febbraio ore 9.00. Le luci in sala sono accese, i ragazzi sono in molti e il brusio è forte. Parlano tra loro, scherzano, finiscono le patatine comprate al bar del teatro. D’un tratto giù le luci, ancora qualche risata, il canonico caos di chi prende posto in fretta. Un attimo di silenzio, si inizia. Il video proietta sullo schermo immagini in bianco e nero di uomini e donne ridotti come scheletri dalla fame, di corde tese che tirano fuori bare di legno da fosse profonde, di anziane signore che mettono sui carretti le poche cose di rimaste prima di abbandonare la città. Termina il filmato in un raggelante silenzio che descrive stupore, rispetto e smarrimento. Qualcuno bisbiglia al vicino di posto :”ma cosa è?” e l’altro risponde insicuro : “bho, una cosa sulle foibe”. Nello stesso silenzio,sul palco, si alza in piedi una signora sui 65 anni e senza esitare inizia, con voce sottile, il racconto di una vita passata tra fratelli usciti di casa la mattina e mai più ritornati, corpi straziati dei genitori riconosciuti da lembi dei vestiti che indossavano al momento della scomparsa. Il racconto prosegue e,attraversando la tragedia di Norma Cossetto, provoca la prima reazione della sala. Una reazione di sdegno e di disgusto nei confronti dei suoi carnefici, ma anche di disprezzo per la targa che alla stazione di Padova la ricorda come “Uccisa dai nazi-fascisti”. L’anziana signora termina la sua testimonianza. Non una lacrima riga il suo volto, non un attimo di esitazione nella sua fragile voce. E’ lei, la figlia di un popolo che ha combattuto con la morte, che è stato cacciato dalla sua terra, che è stato offeso dai politici che dovevano difenderlo ma che non ha mai perso la sua dignità. Hanno combattuto per avere giustizia, hanno lottato perché emergesse la verità, hanno ineluttabilmente scelto di essere ieri, oggi e sempre italiani. La signora si risiede, la platea si alza. Circa mille i ragazzi delle scuole superiori che insieme cantano: “Perché in Italia, non dimentichiamo, quanto a sofferto il popolo Istriano. “ Con il racconto dell’ anziana signora termina anche il 10 febbraio del 2007, accompagnato dal commento di uno dei ragazzi seduto tra le ultime file: “meno male che erano bravi i comunisti!”

 
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VERGOGNA!!!!

Post n°8 pubblicato il 26 Febbraio 2007 da BOTTONCINO70

immagineLa vergogna della politica italiana! No, non Prodi perchè è di sinistra ma perchè oggi è il massimo esponente di un sistema che fà schifo. Intollerabile come il fatto che un Consiglio dei Ministri perda la sua credibilità perdendo la maggioranza al Senato, che un Presidente del Consiglio presenti le dimissioni al Presidente della Repubblica e che non si torni alle urne. Mille spiegazioni mille scuse..un solo aggettivo: schifosi!
Tutti quelli che stanno portando avanti la linea del "non è successo niente" e tutti quegli altri che fanno finta di guardare da un altra parte mentre si compie questo scempio. Tutti quelli che per cinquant'anni ci hanno additato di essere fascisti mentre loro erano per la libertà e la democrazia e oggi si dimenticano che il popolo è sovrano..e che questo governo è una mancanza di rispetto alla sovranità popolare. Un governo che non si basa su dei principi, che non può avere un programma perchè è figlio di equilibri troppo delicati per poter progettare..L'italia non andrà da nessuna parte! Una barca con le vele ammainate, persa alla deriva..vittima delle oligarchie..dittature mascherate da democrazie pronte a tutelare solo gli interessi di chi siede sulle poltrone del potere.

 
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