Vorresti che, anche per un solo istante, la gente leggesse i tuoi pensieri, capirebbe la sofferenza e smetterebbe di dire continuamente: devi reagire, non abbatterti, devi tornare al lavoro, ed essere quella che eri…. APPUNTO …essere come prima, questa è la sofferenza maggiore, non riuscire ad esserlo, come prima. Uscire con gli amici e non riuscire a ridere con loro, non sentirne la forza, il desiderio, la volontà di farlo. Cerchi di avvicinarti alle persone ed una strana corrente, ti trascina inesorabilmente al largo, lontano da tutto e da tutti.Sentirsi come uno straccio abbandonato in un angolo della strada, la gente guarda e non prova neppure considerazione, semplicemente t’ignora. Gli amici dopo qualche frequentazione si stancano, hanno quasi timore della nuova persona che sei diventata, non ti comprendono, lentamente ed inesorabilmente rimani sola.Non sai neppure cosa cerchi realmente, di sicuro non vaghe parole, forse soltanto un abbraccio che riesca ad attenuare questa paura che si sta insinuando lentamente e che ti prende il cuore e la mente. Vorresti piangere, provare anche pena per te, non è possibile, perché non provi dolore, piacere, rabbia, soltanto stanchezza e totale assenza d’emozioni. Fermare il tempo … cristallizzare in una sfera di luce quest’esistenza … non contare piu’ le ore che passano… chiudere gli occhi e non sognare … e vivere in eterno questo momento … Eri furente, ti sentivi ingannata, avevi riposto speranze, ricordi quella notte? Hai pianto, quella notte! Pensavi si fosse giocato con i tuoi sentimenti, e scrivesti di getto, con una rabbia dentro, quelle parole …”Il giocoliere”. Ci sono i giocolieri dei sentimenti.Per loro un bell'esercizio di stile.Ti fanno volteggiare, volare con la fantasia...la tua anima si libera in alto, sicura, passando tra abili mani.Per loro solo un semplice e stupidogioco...ed una volta stanchi edannoiati...ti mollano giù...e restili', povero oggetto inanimato....... Fu allora che iniziò quel “percorso” di sofferenza, fatto d’attese, di speranze, di rabbia, di dolore infinito. Da sempre sottraggo qualcuno, qualcosa alla mia esistenza. Emozioni, amicizie, luoghi...e...anche sonno. Rubo sonno al mio corpo per regalarlo all’anima.Mi sono svegliata, come accade spesso, troppo presto, pensando...ero triste ed un amico mi ha messo una mano sulla spalla, non ha detto le solite inutili parole, non sarebbero servite in ogni caso, mi ha guardato nell'anima e negli occhi...e stranamente...come se non provasse pena per questa mia sofferenza...mi ha dato uno schiaffo...non violento...non ha aggiunto dolore...ho scosso la testa e mi sono detta...perché? Lui imperterrito come a voler affermare questa sua apparente severità, ha esclamato: "svegliati da questi sogni, alzati da quella sedia, reagisci, non ripiegarti su te stessa, non far sì che questa sofferenza ti blocchi ulteriormente la vita. Esci, vai incontro ai tuoi sogni...e non permettere che rimangano tali.”. Quante esortazioni hai sentito in quei mesi, tutti volevano aiutare la dolce e tenera donna che lanciava messaggi di dolore e disperazione. ...Pensa ad una ragazzina...si affaccia appena alla vita...bussa timorosa alla portadel mondo...non sa com’entrare...i suoi dubbi sono mille........le sue paure ledivorano i sogni........eppure sarebbe facile portarla di là di quei sogni...Un bimbo tende spontaneamente la mano, quando attraversa la strada.......Sei padre...lo sai... Pensa ad una donna...terra misteriosa...un viaggiatore...si accinge araggiungerla...la esplora pieno d’entusiasmo...forse l'ha sognata da ragazzo...Ruba le immagini che lei propone...respira le emozioni di un tramonto che staquasi arrivando... Forse solo un rumoroso turista...by Rosy
IL MALE DI VIVERE
Vorresti che, anche per un solo istante, la gente leggesse i tuoi pensieri, capirebbe la sofferenza e smetterebbe di dire continuamente: devi reagire, non abbatterti, devi tornare al lavoro, ed essere quella che eri…. APPUNTO …essere come prima, questa è la sofferenza maggiore, non riuscire ad esserlo, come prima. Uscire con gli amici e non riuscire a ridere con loro, non sentirne la forza, il desiderio, la volontà di farlo. Cerchi di avvicinarti alle persone ed una strana corrente, ti trascina inesorabilmente al largo, lontano da tutto e da tutti.Sentirsi come uno straccio abbandonato in un angolo della strada, la gente guarda e non prova neppure considerazione, semplicemente t’ignora. Gli amici dopo qualche frequentazione si stancano, hanno quasi timore della nuova persona che sei diventata, non ti comprendono, lentamente ed inesorabilmente rimani sola.Non sai neppure cosa cerchi realmente, di sicuro non vaghe parole, forse soltanto un abbraccio che riesca ad attenuare questa paura che si sta insinuando lentamente e che ti prende il cuore e la mente. Vorresti piangere, provare anche pena per te, non è possibile, perché non provi dolore, piacere, rabbia, soltanto stanchezza e totale assenza d’emozioni. Fermare il tempo … cristallizzare in una sfera di luce quest’esistenza … non contare piu’ le ore che passano… chiudere gli occhi e non sognare … e vivere in eterno questo momento … Eri furente, ti sentivi ingannata, avevi riposto speranze, ricordi quella notte? Hai pianto, quella notte! Pensavi si fosse giocato con i tuoi sentimenti, e scrivesti di getto, con una rabbia dentro, quelle parole …”Il giocoliere”. Ci sono i giocolieri dei sentimenti.Per loro un bell'esercizio di stile.Ti fanno volteggiare, volare con la fantasia...la tua anima si libera in alto, sicura, passando tra abili mani.Per loro solo un semplice e stupidogioco...ed una volta stanchi edannoiati...ti mollano giù...e restili', povero oggetto inanimato....... Fu allora che iniziò quel “percorso” di sofferenza, fatto d’attese, di speranze, di rabbia, di dolore infinito. Da sempre sottraggo qualcuno, qualcosa alla mia esistenza. Emozioni, amicizie, luoghi...e...anche sonno. Rubo sonno al mio corpo per regalarlo all’anima.Mi sono svegliata, come accade spesso, troppo presto, pensando...ero triste ed un amico mi ha messo una mano sulla spalla, non ha detto le solite inutili parole, non sarebbero servite in ogni caso, mi ha guardato nell'anima e negli occhi...e stranamente...come se non provasse pena per questa mia sofferenza...mi ha dato uno schiaffo...non violento...non ha aggiunto dolore...ho scosso la testa e mi sono detta...perché? Lui imperterrito come a voler affermare questa sua apparente severità, ha esclamato: "svegliati da questi sogni, alzati da quella sedia, reagisci, non ripiegarti su te stessa, non far sì che questa sofferenza ti blocchi ulteriormente la vita. Esci, vai incontro ai tuoi sogni...e non permettere che rimangano tali.”. Quante esortazioni hai sentito in quei mesi, tutti volevano aiutare la dolce e tenera donna che lanciava messaggi di dolore e disperazione. ...Pensa ad una ragazzina...si affaccia appena alla vita...bussa timorosa alla portadel mondo...non sa com’entrare...i suoi dubbi sono mille........le sue paure ledivorano i sogni........eppure sarebbe facile portarla di là di quei sogni...Un bimbo tende spontaneamente la mano, quando attraversa la strada.......Sei padre...lo sai... Pensa ad una donna...terra misteriosa...un viaggiatore...si accinge araggiungerla...la esplora pieno d’entusiasmo...forse l'ha sognata da ragazzo...Ruba le immagini che lei propone...respira le emozioni di un tramonto che staquasi arrivando... Forse solo un rumoroso turista...by Rosy