Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.Dopo questa tristissima ed orribile vicenda, negli Stati Uniti si cominciò a celebrare questa data, solo in ricordo, però, della tremenda fine fatta da queste donne.La Festa della donna è una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto – da aspetti di carattere commerciale.Festa molto attesa, non solo dalle donne, ma soprattutto dai fiorai, che vendono, a prezzi d’oro, mazzetti di mimosa, che è diventato il fiore simbolo di questo giorno, e dai gestori dei ristoranti, dove tantissime donne si riuniscono, con qualche trasgressione (tipo spogliarello maschile) per festeggiare una ricorrenza che non sappiamo se veramente conoscono.Milioni di altre donne, fuori dal mondo occidentale, hanno ben poco da festeggiare. Donne che ogni giorno vedono il loro essere “femminile” oltraggiato da leggi, religione e soprattutto superstizioni Nell'Africa sub-Sahariana e nel Medio Oriente ogni anno tre milioni di bambine subiscono ancora l'escissione/mutilazione genitale femminile.L'escissione non è un problema limitato ai paesi africani e mediorentali, è un problema globale. Una pratica diffusa in tutto il mondo che riguarda anche le donne che vivono nei paesi industrializzati nelle comunità di migranti. Le percentuali della popolazione femminile che viene escissa, il tipo di escissione portata avanti e l'età in cui inizia, varia ampiamente, da paese a paese.L'intervento è molto doloroso: può andare da un piccolo taglio sul clitoride a una parziale o totale asportazione dei genitali femminili esterni con parziale chiusura dell'area vaginale (infibulazione). Può provocare dolori acuti, un sanguinamento prolungato, infezioni, sterilità e morte. Molte bambine e donne soffrono purtroppo in silenzio queste torture, e a causa della natura privata della pratica, è impossibile stimare il tasso di mortalità.Il rapporto dell'Unicef, denunciando le complesse dinamiche sociali che fanno dell'escissione uno delle più persistenti violazioni dei diritti umani subite silenziosamente, rileva anche che l'eliminazione su larga scala della mutilazione genitale richiederà in futuro uno sforzo maggiore da parte dei governi, della società civile e della comunità internazionale. W le donne…MA TUTTE LE DONNE DEL MONDO….NESSUNA ESCLUSA…!!!!!!