Questo non è un diario di viaggio, bensì alcuni pensieri e considerazioni, nati nel visitare questo paese, soprattutto Benares la città più indiana in assoluto che offre la straordinaria opportunità di poter vedere, respirare e vivere riti millenari ed immutabili lungo i Ghats, le gradinate al fiume.Svegli all’alba per l’escursione sul fiume Gange, avevamo percorso a piedi le viuzze affollate di fedeli, mendicanti e vacche sacre, in tantissimi dormivano sui marciapiedi, stesi su cartoni, a stretto contatto con animali e soprattutto rifiuti di ogni genere. La luce tenue dell'alba conferiva un aspetto irreale e sconvolgente.Ci affacciammo dalla balconata di uno dei tantissimi ghat, le scalinate che portano direttamente sulla riva del Gange, guardando le due pire dalle quali partivano le fiamme ancora alte, tra i pezzi anneriti riuscii ad intravedere qualcosa che mi lasciò senza fiato...il teschio di quello che doveva essere appartenuto ad un corpo umano, dalle orbite vuote e nere ad un tratto fuggirono delle fiamme: mi ritrassi di scatto, ero sconvolta e mi allontanai in fretta. L'aria attorno era piena della nauseante puzza di carne bruciata, mista al forte odore di urina e di feci che si respirava in queste strette stradine: mi fermai di scatto, mi girava la testa e lo stomaco e vomitai senza ritegno. Questo fu il primo sconvolgente impatto con Benares la città santa, dove ogni indiano fervente vuole terminare la sua vita terrena... è il punto di arrivo per la vita di ogni indù. Morendo a Benares ed affidando le proprie ceneri al Gange si arriva direttamente al cospetto del Dio.I pellegrini giungono da tutta l'India ma tanti anche dal resto del mondo,(ho visto un gruppo di ragazze orientali bagnarsi nel fiume), per purificarsi o per morire ed affollano i "ghats", le grandi scalinate che scendono al Gange.Il mio viaggio in India è stato il più emozionante e sconvolgente, mi sono immersa totalmente nell’atmosfera, comprendendo col massimo rispetto e meraviglia, senza inutili comparazioni con le nostre usanze. Dal punto di vista architettonico ed artistico c’è tanto da vedere, ma quello che colpisce di più è l’umanità che si incontra. Una dignità che neppure l’estrema indigenza riesce a distruggere, forse dipende proprio dalla loro religione, l'anima del defunto, le cui ceneri sono state disperse nel Gange, raggiunge il Nirvana, uno stato paradisiaco che trascende il mondo dei sensi. In caso contrario l'anima si reincarna in un altro corpo per continuare il suo giro di esistenze che terminerà solo, quando l'uomo compirà nella sua vita buone azioni. Nella concezione induista la reincarnazione non è altro che un giro più o meno lungo di esistenze, condizionato dalle azioni che si sono compiute in vita.Non è indubbiamente un paese per turisti, per quelli è sufficiente una qualsiasi spiaggia affollata...