Potrei parlare come un monologo, oppurescegliere oltre gli spazi sconosciuti, dove siannida la realtà della vita. Un viaggio non virtuale ma nella virtualità,dove la parola il gesto o solo, il pensiero cheimprigiona immagazzinando il tutto. Come quando, osiamo nei campi morficidove la nostra coscienza è pienamente con-divisa, pronta ad un confronto garbato; inquei spazi familiari, che vanno oltre la mate-ria e che non conosciamo. Tutto questo ha un peso emotivo che spaventa, e al contempo ci attrae, una definizione dell'ignoto assoluto, dove lamateria riflette la luce e ombra. Una attrazione di prospettive è la luce;dove l'intimo turbamento è riconducibile,al quotidiano essere . "Scegliere di parlare e vivere nell'amore"anche se è difficile, quantificarne l'essenza. L'amore!....la parola che assapora inesclusiva ed intuitiva, della reciproca felicitàdel genere umano. Sillaba che scandisce, come petali di rose portati dal vento, per rincorrere chi si perde nei meandri della vita. Come roccia. Come dedalo difficilmentepenetrabile e sondabile, è l'amore cherappresenta, analogamente sfaccettature tutte uguali, come visi nei specchi,che osservano con bramosa ubbidienza, gli sguar-di ammaliati dal bagliore; la luce, e la sua rifrazione,come fosse un diamante..... Rita