Un quaderno bianco, di quelliche non si usano più quando si è grandi; comunque, è sempre un quaderno che ci osserva, che aspetta: come pure un bambino, chelascia il ventre materno per scoprire nuovi orizzonti. -Paralleli, che ha imparatoad amare incondizionatamente senzaretorica, nel caldo liquido che concede la vita."Nel giorno che deve ancora la luce,la meridiana più dolce del mattino."Continuare poi un viaggio intrapre-so molto tempo fa, con la consape-volezza delle cose che abbiamo imparato e che ci appartengono.Ora a distanza di quel tempo, mirendo conto con circospezione o,semplicemente, da un calcolo ac-curato delle probabilità; dettatedalle circostanze, la tenerezzache mi circonda. La curiositàquasi infantile è linfa e vogliadi conoscenza, di un mondo imma-ginario che vive dentro ciascuno di noi. Un quaderno bianco a righe,dove torno ad imparare il valoredella vita, perchè non si è mai troppo grandi per apprendere quello che realmente siamo; impa-rare ad amarsi per capire il prossimo.Una vita o tante vite parallele!..Sarebbe meraviglioso pensare percredere, a più vite vissute all'infinito non come un dèjà vu.Ma nuovi concetti, apparentementesimili ma privi dell'involucrodel compromesso; inutili per ilraggiungimento trascendente dellastessa materia.Una parte di noi da ricomporre,come quando osiamo in un mosaico,pezzi dimenticati a caso, dellanostra stessa esistenza.Cercando in questi la logica; come oggetti o affetti a cui abbiamo dato poca importanza.Un pezzo della mostra vita, chenon vorremmo ricordare, ma senza saremmo privi della capacità dicrescere.Un quaderno, dove scrivere i nostri pensieri, dove si annidano desideri.La voglia di riscoprire noi stessiè nella capacità di non smetteredi imparare a vivere. Un quaderno bianco a righe nere,che si riempie di parole, di supposizioni di complicità, diemozioni; di cose dette o sempli-cemente sentite, perchè una donnaè anche questo. "Ho sentito!..ma sarà verò?"L'importante essere vivi e passarparola, come un vecchio giocotramandato e mai dimentico: che laparola sussurrata cambia il suo finale, modella le prospettive visionarie del colore e delle sillabe, diventando risata collettiva. Rita