Credo di partire dal presupposto che ogni cosa che facciamo; al di fuori del lavorosia legata, soprattutto dal nostro sentire, dallenostre emozioni: in primis da "un punto di partenza". Questo determina la capacità interpreta-tiva dell'osservatore a tutto tondo.Quella capacità lusinghiera, che suscitacompiacimento, approvazione nelle suesfaccettature: come fosse una pietra preziosa, e come tale si dimostra nellarealtà, con i suoi pregi e i suoi difetti. "ciascuna delle facce, rappresenta una realtà".O è solo la dimostrazione che associa, forti rilievi caratteriali, dando sempre lo stessodenominatore comune, che da vita così, allafonte di ogni statistica associativa: dei pro-getti e la sua sintesi.La crescita poi individuale che intercorre, plasma e fortifica il carattere, dona conl'insegnamento e con l'esempio la ------ giusta integrità.Questa a volte è compromessa perchè vienerisucchiata dal suo stesso gorgo: un tumul-to racchiuso di emozioni deleterie, che anneb-biano con incertezze ed interrogativi; intrisi neldubbio ... "l'Ego, la sua sofferenza inutile..". Rita