La mia vita… un grande punto interrogativo eheheheh.In fatto di relazioni posso dire di aver compiuto dei piccoli record, fra assurdità, durata e molto altro…Questa è la prima puntata della mia vita, che allegramente intitolerò “Vite incasinate” parte 1°:Nato e cresciuto nella ridente e gaya città di Bologna, a 11 anni mi sn trasferito in un paesino sperduto sull’appennino: Monghidoro, posto conosciuto per aver dato i natali a Gianni Moranti. Ambientarsi è stata una sfida molto dura: io venivo da una realtà molto aperta, socievole, eppure con loro trovai solo molta diffidenza e ostilità nei miei confronti. Ci vollero anni perkè stringessi una vera amicizia.Passai le scuole medie quasi in isolamento, stavo molto meglio così, tranne qualke giornata a casa di una mia amica oppure frequentando un corso di aeromodellismo… wow ke adolescenza! E proprio qst starmene per i fatti miei fece scaturire la voce ke io fossi gay (anke se mi devono spiegare da cosa potessero dedurlo… -.-‘ ) e tutti i rituali ke qst comportava (skerzi, prese in giro,…).A 16 anni, dopo aver finalmente fatto amicizia con una compagnia di quasi solo ragazze (ke nn mi aiutò molto a far cambiare idea alla gente (al tempo mi reputavo etero, o meglio, mi imponevo di essere tale ma sapevo benissimo fin da piccolo ke nn era così)), iniziai a lavorare nella discoteca del paese come cubista… apriti cielo, nn l’avessi mai fatto!!!Ricordo ancora i coretti ke mi venivano a fare i soliti imbecilli sotto al cubo in cui ballavo… “Finokkio”, “Frocio”, “Busone”,… e molti altri ke nn sto a elencarvi. Quanto mi facevano male quelle parole e quel disprezzo.Un giorno, in preda ad una depressione paurosa, decisi ke era ora di fare qualcosa per sistemare la situazione: volevano pigliarmi per il culo definendomi gay, bene! Gli avrei dato un motivo per farlo, tanto per il loro limitato cervello nn avrei dovuto faticare molto.Il sabato sera successivo arrivai in discoteca, feci i miei soliti giri di pre-apertura, presi qualcosa da bere e mi rintanai in camerino finkè nn mi vennero a kiamare perkè iniziava la serata. Uscii, salii sul cubo e vidi le facce del branco di idioti sbiancare: quella sera avevo messo un paio di pantaloni blu plastificati, maglietta elasticizzata blu plastificata (anke se nn avevo un bel fisico, ero decisamente grassottello, ma nn me ne fregava nulla!), stivaletti alti fino al ginokkio ed un cappello a cilindro di + di 50cm a scakki blu e rossi (un vero orrore). Quella sera i cori triplicarono, ma era quello ke volevo: voi volete prendermi in giro, bene, sparlate pure di me, vediamo ki si stanca prima!!!Il sabato dopo mi presentai con un paio di pantaloni in pelle lucida, una camicia nera con due spakki, maskera sadomaso sul viso ed un frustino da equitazione… tripudio di coriLa volta dopo vestiario molto simile, se nn fosse stato per la frusta di 2 metri e mezzo ke mi ero portato dietro! 7 giorni dopo avevo le braccia completamente avvolte da una catena, seguirono manette, cinturoni, scritte fluorescenti, gioki con cubetti di ghiaccio,… il tutto condito dall’appoggio di una cubista mia amica con la quale simulavamo vere e proprie lezioni di Kamasutra sul cubo.Passarono circa 4 mesi ma alla fine, tranne un caso disperato, tutti avevano capito la mia provocazione, i coretti erano ormai solo un lontano ricordo e spesso mi offrivano anke da bere.Ke buffa la vita, credevo di essere etero e la gente mi additava a gay… oggi sn gay e la gente mi crede etero!Ree'ven