A 18 anni ero fidanzato con una ragazza ke, per motivi di lontananza, riuscivo a vedere solo nei fine settimana o durante una quale fuga da scuola.Avevo da poco iniziato la versione rivisitata di verità o riskio con i miei amici ma ancora cercavo di convincermi del mio status di etero quando finalmente successe qualcosa ke sbloccò il mio vero io. Ero a scuola, durante una lezione kiesi all’insegnante di poter andare in bagno e così fu, entrai, scelsi uno dei gabinetti kiusi e… beh un po’ di privacy!Appena dentro sentii la porta aprirsi e qualcuno dire “Ciao Davide”, lo riconobbi, il ragazzo di 3° bellissimo ke mi aveva colpito fin dal primo giorno in quella scuola: alto, biondo, okki azzurro ghiaccio, fisico ben fatto,… Mi rivestii appena finito, mi girai verso la porta, la aprii e lui era proprio lì davanti ke mi aspettava, mi mise una mano sul petto e mi respinse dentro il bagno riudendo la porta dietro di sé. Mi è letteralmente saltato addosso ed io lo lasciavo fare, mi piaceva quella situazione, mi intrigava e mi fece dimenticare per tutto il tempo ke io dovevo essere etero. Ci misi 3 giorni prima di riuscire a dormire, ero in preda a sensi di colpa, paturnie mie personali, crisi di identità… insomma, il mio cervello era in tilt Nei giorni successivi, nonostante la crisi, l’appuntamento era fisso: ogni giorno alle 9,45 in punto in bagno… ma era riskioso, poteva pur sempre arrivare qualcuno e ci toccava fermarci e stare perfettamente in silenzio, aspettando ke finisse e se ne andasse per poter riprendere. Essendo sempre stato uno studente modello (ebbene si, ero un sekkione e allora?!?) uno dei prof mi sfruttava sempre quando andavamo in laboratorio, lo spazio e gli attrezzi bastavano per una sola persona, così io lavoravo ed i miei compagni (i poki ke nn riuscivano a fuggire dall’aula) guardavano e prendevano appunti. Questo però significava anke avere le kiavi di accesso al laboratorio e alla cantina della scuola dove si faceva il vino e si sistemavano i vari attrezzi (era un professionale per l’agricoltura e l’ambiente). Ne approfittai subito! Il giorno dopo, prima di partire, misi dentro al porta casco del mio scooter una piccola copertina, la nascosi nelle cantine e l’appuntamento delle 9,45 fi spostato dal bagno (scomodo e a riskio) alla cantina (tranquilla, riparata e senza alcun pericolo di essere scoperti).Durò praticamente un paio di mesi della quarta e tutta la quinta… e fu quello ad aprirmi gli okki… ero nel peino di un momento di transizione, a metà tra l’etero ke continuavo a impormi di essere ed il gay ke in cuor mio sapevo di essere.