Senza TitoloIl giallo vivace dei limoni, che ornavano la rigogliosa terrazza dell’appartamento di Francesco, mi infuse un senso di euforia, che non avrei mai più provato…Le nostre differenti età non costituirono né allora, né dopo motivo di inquietudine, divennero semmai la ragione, in funzione della quale concepivamo il domani come un bene da conquistare tenacemente, mettendoci in gioco in ogni istante.Al mattino mi alzavo dal letto per prima e rimanevo a lungo ad osservare Francesco, durante il sonno, ritornando con la mente alle tante volte che, durante le sue lezioni universitarie avevo cercato furtivamente di incrociare il suo sguardo.Mi precipitavo poi fuori a correre insieme a Nestore. lungo i sentieri dei campi incolti, che fanno da cornice alla periferia della città.La passione si accendeva in ogni momento della giornata, che riuscivamo a ritagliare solo per noi.Adoravo sedurre Francesco con le mie parole sussurrate ai lobi delle sue orecchie; in tutta risposta lui mi citava i versi più celebri di Ovidio e di Neruda, con quel suo modo di porsi, così intrigante e irresistibile. che lo rendeva unico.Né io, né Francesco immaginavamo che il nostro Amore, così intensamente vissuto, potesse essere tanto effimero, come le foglie d’autunno che, roteando un po’ dopo essersi staccate dai rami, prive d’ossigeno, finiscono la loro triste danza sulla terra spoglia.
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Senza TitoloIl giallo vivace dei limoni, che ornavano la rigogliosa terrazza dell’appartamento di Francesco, mi infuse un senso di euforia, che non avrei mai più provato…Le nostre differenti età non costituirono né allora, né dopo motivo di inquietudine, divennero semmai la ragione, in funzione della quale concepivamo il domani come un bene da conquistare tenacemente, mettendoci in gioco in ogni istante.Al mattino mi alzavo dal letto per prima e rimanevo a lungo ad osservare Francesco, durante il sonno, ritornando con la mente alle tante volte che, durante le sue lezioni universitarie avevo cercato furtivamente di incrociare il suo sguardo.Mi precipitavo poi fuori a correre insieme a Nestore. lungo i sentieri dei campi incolti, che fanno da cornice alla periferia della città.La passione si accendeva in ogni momento della giornata, che riuscivamo a ritagliare solo per noi.Adoravo sedurre Francesco con le mie parole sussurrate ai lobi delle sue orecchie; in tutta risposta lui mi citava i versi più celebri di Ovidio e di Neruda, con quel suo modo di porsi, così intrigante e irresistibile. che lo rendeva unico.Né io, né Francesco immaginavamo che il nostro Amore, così intensamente vissuto, potesse essere tanto effimero, come le foglie d’autunno che, roteando un po’ dopo essersi staccate dai rami, prive d’ossigeno, finiscono la loro triste danza sulla terra spoglia.