Creato da Lady_Juliette il 07/02/2011

Lady Juliette

Giochi e Gare di nuovi Autori da conoscere su pensieri, prosa, poesia, racconti. . . tutti meravigliosi respiri di parole dell'anima, tutti vincitori nella creatività, nei contenuti, nelle forme e nella fantasia, nell'impegno e nel donare parti della propria anima nella complessità dei vari giochi, dove sanno creare composizioni che donano emozioni, riflessioni e unione di sentimenti. Momenti condivisi dall'amore per la scrittura, dalla bellezza dei pensieri come abbraccio al sentire altrui che unisce nel sentirsi parte della meraviglia della creatività umana.

 

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Giochi dell'infanzia: Questi genitori sono mio padre e mia madre

 

Questi genitori sono mio padre e mia madre

 

C'era una volta un bambino, nato da famiglia povera e numerosa, che s'inventava i giochi più strani e semplici. Era fantasioso, inventivo, costruiva pupazzi  e altri giocattolini con materiale ricavato di qua e di là, oppure carretti con legni vecchi e si faceva trainare dai suoi amici. E sempre coi suoi amici, legando e appallottolando vecchie stoffe, giocava a pallone fino a che questo non si sfaldava. A quei tempi, negli anni cinquanta, quindi nell'immediato dopoguerra, comprare un pallone da calcio era una spesa inconcepibile per le famiglie disagiate e numerose, che già potevano permettersi il lusso di mangiare la carne solo la domenica. Questo bambino, da adulto e genitore, racconterà alle sue figlie della sua infanzia, e dei suoi giochi, ma anche delle sue notti in bianco perchè suo padre, insieme all'altro figlio maschio, lo svegliava di notte per aiutarlo a mare, nella passione della pesca che il suo papà coltivava come una necessità per sfamare la famiglia e che trasmise anche a loro due. E racconterà anche degli anni tristi dell'asilo: a quei tempi, gli asili venivano aperti a tutti, anche ai figli delle famiglie povere, ma poiché queste non potevano pagare la retta comunale, i figli di queste ultime erano esclusi dai giocattoli e da altri giochini messi a disposizione delle strutture. Così questo bambino, altri suoi compagni, era costretto ad assistere in disparte, in ginocchio sul brecciolino del cortile dell'asilo, ai giochi degli altri bambini delle famiglie più abbienti senza potere far nulla. Ma questo bambino, crescendo, diventerà un bravo calciatore, togliendosi delle belle soddisfazioni e viaggiando molto soprattutto per il sud-Italia, pagato dalle società e ricevendo premi partita in denaro per obiettivi raggiunti come per esempio, i campionati vinti col salto di categoria. Dirà alle sue figlie della soddisfazione, da giovane, con questi soldi guadagnati, di contribuire al bilancio familiare, nonché di aver contribuito a sostenere le spese per il matrimonio di tre sue sorelle.
E nella stessa città, c'era una bambina che non ha avuto un'infanzia felice, perché i suoi  si sono separati quando lei ancora frequqnetava le elementari. Terza di quattro sorelle, frequentò le scuole medie, in collegio, lontano. La sua vita scivolava via tra studio e orari ferrei da rispettare. Il suo ritorno a casa fu accorciato per via del terremoto del Belice, perchè questa bambina fu spedita a Palermo. Nel frattempo, però, lei e questo ragazzo bravo nel gioco del calcio, incrociarono le loro vite, e cominciarono a frequentarsi, fino ad innamorarsi l'uno dell'altra. L'adolescenza della ragazza non fu meno sacrificata e infelice della sua infanzia. Lei, come tutte le sue sorelle, viveva col padre per decisione del giudice, in quanto lui, essendo un professore di Lettere, poteva, col suo stipendio fisso, sfamarle. Fu così che questo ragazzo e questa ragazza continuarono a crescere, fin quando lui, giovane ventunenne, vinse il concorso ed entrò a lavorare in ferrovia, continuando a giocare a pallone per racimolare soldi per aiutare la sua famiglia. Lei attraversò un'adolescenza fatta di lavori domestici e studio, e l'unica sua via di fuga furono gli incontri con questo giovane: le uscite, le passaggiate, il gelato, e il ballo alla rotonda d'estate, un film al cinema, tutto era considerato un gioco, uno svago, un'idea di divertimento tra i baci, le carezze, e gli abbracci del loro amore che cresceva giorno per giorno, finché decisero di sposarsi. Lui continuò la passione del gioco del calcio fino alla soglia dei cinquant'anni e insieme trasmisero il sentimento ludico alle loro figlie. Ma più che una passione, era una forma di cultura, la "cultura del gioco". Lei, laureata in Pedagogia con una tesi sulla Montessori, sapeva meglio di chiunque altro quanto fosse importante il gioco nella vita di un bambino. E così la primogenita crebbe tra giochi diversi, oltre che tra favole narrate dalla madre. E così fu anche per sua sorellina. Il padre non mancava di portarle alla villa comunale o in un'altra villetta adibita a parco giochi per farle giocare all'aria aperta, così come d'estate abituarle ai giochi da spiaggia, tra un tuffo e l'altro.  D'inverno, attorno al tavolo, accadeva che il padre o la madre, nel tempo libero, giocassero a carte con queste loro figlie, insegnando, in base all'età, col passare del tempo, ogni tipo di gioco: dall'asso piglia tutto alla briscola, fino alla scopa e al tresette. Inoltre, facevano imparare nuovi giochi, come la dama e lo shangai. Non che loro si intromettessero sempre nei giochi delle figlie, le quali erano libere di giocare tra loro in casa o in strada con i loro amici, ma a volte giocavano con esse perchè la dimensione ludica non ha mai abbandonato questi due "bambini", nonostante le infanzie povere e difficili, seppur per differenti motivi. E alle loro figlie è rimasta ancora adesso dentro questa cultura del gioco come fondamentale ristoro per ossigenare la vita che vuole ed esige le sue boccate di aria pura. Quando la vita stessa va presa come un gioco, con le sue regole da rispettare, e i suoi antagonisti o avversari da superare, allora ogni bambino potrà sentirsi un "grande", ed ogni adulto potrà sempre riscoprire quel bambino che "lavora" giocando, con perizia, ingegno, fantasia e spirito di abnegazione, spendendo fino all'ultima stilla di energia. Quei due bambini hanno sorriso attraverso la loro anima giocosa che ha stretto i denti anche davanti ai sacrifici più duri, e questo lo hanno trasmesso alle loro figlie.
Nulla potrà impedire ad esse di conservare e alimentare, trasmettere e condividere, l'anima ludica che dentro ogni persona si nasconde e vuole essere scovata. Quelle due figlie oggi sono grandi, e quei genitori sono rimasti, nella loro severità di educatori, come dei bambini affascinati dal gioco per il solo gusto di giocare, di divertirsi, di stare insieme, di ridere di eventuali gaffes proprie e altrui, di ironizzare ed autoironizzare sulle sconfitte come sulle vittorie; perchè bravi lo siamo tutti, non esiste primo o ultimo quando si ama giocare. Il gioco induce alla sana competizione, al buttarsi nella mischia, come qui dentro lo stiamo facendo nel gioco-gara, al confronto che induce al miglioramento, alla crescita, all'aggregazione. E queste due figlie ringraziano i loro genitori. Questi genitori sono mio padre e mia madre.

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Commenti al Post:
danzan0l3n0t3
danzan0l3n0t3 il 13/06/12 alle 19:14 via WEB
Racconto che immerge in antichi ricordi e fa riflettere su come possano essere diverse le vite di tutti noi.Pier
 
zeligzelig
zeligzelig il 13/06/12 alle 21:50 via WEB
..Bellissima narrazione, anche se oggi il valore della Famiglia per cause diverse, a volte dirompenti, sfuma...ma per chi ancora e' presente, la' viva e se la goda. Un saluto dal my mare..* Peter
 
unpodeaunpobefana
unpodeaunpobefana il 13/06/12 alle 22:26 via WEB
Questo racconto è testimonianza di un patrimonio di inestimabile valore, un valore che aumento la propria forza man Mano che vien tramandato. Bella storia di vita.
 
mauriziocamagna
mauriziocamagna il 13/06/12 alle 22:41 via WEB
faccio una premessa il mio gioco preferito è ridere. ai miei figli non insegno la competizione ma a barare, vincere fregando la gente è il primo gradino per diventare un buon politico. lo faccio per loro gli sto costruendo l'avvenire.
 
 
woodenship
woodenship il 15/06/12 alle 23:14 via WEB
In bocca al lupo!!............W........
 
   
alfazulu31
alfazulu31 il 23/06/12 alle 21:29 via WEB
Ehi fratellone, ma fa sul serio il Camagna!?...ammazzate ma allora mia madre e mio padre non han capito niente...orca l'oca nemmeno io ^__________^ ciao Capitano...rob de mat!!!
 
volod_ja
volod_ja il 13/06/12 alle 23:29 via WEB
Ora verrò a prenderti, piccolo mio I tuoi occhi scendono dietro il vetro, finché mi trovano, e poi frugano nella borsa in cui la merenda ti ho portato. Attorno alla bocca ti si è appiccicata per denunciarne l’avarizia, la cioccolata, come un parolaccia che hai imparato a dire nel cortile. Ora verrò a prenderti piccolo mio e devo esibire la miglior faccia trionfale, chiederò tutto ciò che posso per non spiegarti nulla: che cosa hai mangiato? Che hai imparato? con chi hai giocato? Non ti serve sapere che ho seguito, nel deserto il percorso di una mappa falsa. Che non ho trovato l’oasi, che qualcuno si è sbagliato. forse di certo sono stata io, e che la sete, come un serpente mi stringe, la voce e gli occhi e che desidero ferirmi per bere, se non altro, il mio stesso sangue. Penserò una storiella, qualche indovinello. Farò un sorriso ampio, il più bello, non c’è bisogno che tu sappia che ho scelto, tra il sole e la luna, equivocando, né il freddo e lo spavento di notti senza un solo raggio. Forse dovrai scegliere, allo stesso modo, di qui a qualche anno, e sentire che il miocardio si spacca e che l’aorta pulsante scoppia, allora forse porterai la mia faccia trionfale, come una maschera, in mano. Però ci sono parole e musiche, facce, che sono, nonostante i ricordi che ci evocano, tremendi capolavori.
 
lascrivana
lascrivana il 14/06/12 alle 07:35 via WEB
Stupenda narrazione di un passato che molti di noi in questo contesto conosciamo bene. Sono proprio quei vissuti che oggi ci hanno reso speciali. Grazie Juliette di aver riportato in vita questi pezzi rari da collezione. Perché l'arte non si misura nella storia solo con i suoi oggetti rari,ma anche questi pezzi di vita vera;vissuta intensamente.
 
o3radovicka
o3radovicka il 15/06/12 alle 08:31 via WEB
… un viaggio nel passato: panorama famigliare… condizioni e stile di vita … Un interazione… tra giochi e pedagogia “localizzata”… autenticità dei fatti … serena giornata, radovicka
 
nefertiti704
nefertiti704 il 17/06/12 alle 10:59 via WEB
Narrazione coinvolgente di vita vissuta.Oggi quasi tutti i bambini hanno tutto e subito e questo, credo, non darà loro modo di crescere, maturare ed azzannare la vita come hanno fatto i tuoi genitori e...quel bambino che non poteva giocare perché di 'casta' inferiore mi è rimasto nell'anima.Che regole razziste! Però quel bimbo piano piano si è ripreso la sua rivincita, ha avuto sberle dalla vita ma ha saputo diventare grande malgrado la povertà ha trovato il suo posto in quel mondo che, in un primo momento, lo aveva rifiutato. Grazie per averci presentati i tuoi genitori in maniera così semplcie eppur così appassionata. Mapì
 
Omut_I
Omut_I il 19/06/12 alle 09:49 via WEB
...questo è davvero amore...bellissima storia... ^_^
 
Lady_Anima
Lady_Anima il 19/06/12 alle 20:02 via WEB
il gioco come dimensione dell'anima, i lgioco come percorso per imparare a vivere, anche quando la vita è dura... per superare le difficoltà ... pedagogia fondamentale, gioc come dovere del bambino che scopre il mondo, gioco per l'adulto come bisogno che persiste in quel bambino dentro lui che mai ha smesso di voler scoprire il mondo e la vita ... cultura del crescere ... del sapersi relazionare, giocando alla vita.
 
woodenship
woodenship il 20/06/12 alle 16:04 via WEB
Un gioco,quello di ridar tratti e fantasie ai genitori.Un bel gioco dolce e caro..................W..............
 
ComPensAzione
ComPensAzione il 21/06/12 alle 21:36 via WEB
Affrontare la vita con l'ingenuità e lo stupore dell'infanzia é il più bell'augurio da fare ai propri figli ...
 
ro.sheen
ro.sheen il 23/06/12 alle 11:13 via WEB
Bellissima favola che innalza il valore del gioco come possibilità di crescita e incontro e che trasmette amore profondo per gli educatori, i genitori, che hanno saputo trasmettere l'amore per la dimensione ludica dell'essere umano. E' un testo colmo di valori trasmessi, di scelte e di mete, colmo di tenerezza e rispetto, gratitudine per chi ha saputo guidare con amore e seminare amore. Bellissimo, rosheen
 
alfazulu31
alfazulu31 il 23/06/12 alle 21:30 via WEB
Un'elenco dei Passi, cronistoria che traccia un percorso di purezza unico. Brava!!!
 
gradiva1940
gradiva1940 il 29/06/12 alle 14:23 via WEB
La mia infanzia appartiene a quegli anni e questa è una storia che conosco molto bene. Ho avuto una mamma splendida che mi ha insegnato a giocare con tutto: con la carta, con alcune erbe, con legnetti... ho imparato a creare cinture, cestini, canestri e mi piaceva molto... ma la cosa che più mi affascinava erano i libri, i quaderni e le matite... un amore che ho tutt'ora e quando sento l'odore di un vecchio li bro vado in estasi... Un dolce racconto scritto con dolcezza. Ant.
 
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