Creato da Lady_Juliette il 07/02/2011

Lady Juliette

Giochi e Gare di nuovi Autori da conoscere su pensieri, prosa, poesia, racconti. . . tutti meravigliosi respiri di parole dell'anima, tutti vincitori nella creatività, nei contenuti, nelle forme e nella fantasia, nell'impegno e nel donare parti della propria anima nella complessità dei vari giochi, dove sanno creare composizioni che donano emozioni, riflessioni e unione di sentimenti. Momenti condivisi dall'amore per la scrittura, dalla bellezza dei pensieri come abbraccio al sentire altrui che unisce nel sentirsi parte della meraviglia della creatività umana.

 

Cosa vedi nell'immagine 17

Post n°864 pubblicato il 02 Novembre 2013 da Lady_Juliette

 È l'insicurezza
che ti fa chiudere a guscio
per dimenticare le costruzioni
di un leader fantoccio
Chi insegue più bandiere
stracciate a sangue?
Destabilizzazione
è il comando
Tu...dimentica
torna nell'oblio del ventre
Il resto
è deserto...

ComPensAzione

 

 

In cammino per saldare il costo
salvezza o vittoria
poco importa
lunare è il mondo
sospesi i destini
lenti ottuse agli occhi
parallelepidi astrusi
ancor più piedistalli
monumenti alle forche caudine
E tutti in marcia
più che mai pigmei
seguire di presso il gigante
non offende
la meta è l'ultimo albero
il vessillo è rosso
insiste speranza

Woodenship
 


Ero arrivata a metà della mia vita; la linea che tracciava il limite tra quella già passata, e quella che sarebbe ancora dovuta venire, rivelava il netto contrasto tra il passato e il futuro. La mia gioventù sarebbe rimasta solo un ricordo da custodire caramente nella memoria. L’immagine della donna giovane che ero stata, fra una ventina d’anni, sarebbe stata assorbita da una vecchia e rugosa. Il tempo spietato ne avrebbe vergata la pelle lasciandone il segno giorno dopo giorno. Dietro di me, come bravi soldatini, sfilavano le diverse figure della mia trasformazione nel tempo. Davanti a me, si stagliava l’ignoto di quello che da oggi in poi sarei divenuta. Sapevo bene che alla fine del mio viaggio sarei ritornata di nuovo a rannicchiarmi dentro l’utero della terra, per poi farmi rigermogliare, chissà quando e chissà dove. Anche se ormai lacera e bisunta, non avevo rinunciato a tenere ancora alta la bandiera rossa della passione. Che vita sarebbe stata senza più provare quell’ardore che t’infiamma le gote, senza quel rimescolio nelle viscere con quella morsa che ti stringe lo stomaco, e senza quel formicolio al basso ventre che ti carica di adrenalina. No … non avrei mai rinunciato a queste sensazioni per nulla al mondo. E più ripensavo al groviglio di emozioni che avevano imporporato le mie ore: e più la mia immagine s’ingigantiva. Perché ciò che fa’ grande un essere umano è l’immensa capacità che ha di amare.
LaScrivana
 
  


Crollino i nuovi palazzi.



Parto di dolore
tra prigioni di cemento
su terra umiliata
che grigia si piega.
Tracce e parole
segnano il tempo
la speranza agognata
all'orizzonte si spiega

Lobarkaine 
 
 

eterna la speranza di fare la scelta giusta ...
Luna.Piena40


 
incertezze ... dubbi ... speranze ...
Luna.Piena40

 

Vedo l'ombra del mio essere
sovrastare la mia persona
mentre rannicchiata
ripenso ai giorni
in cui ero più grande di lei.
Cos'è quella porta
verso la quale mi dirigo?
Non la riconosco
non è la mia
non sono io...


Melen.Me

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 17

Post n°863 pubblicato il 29 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 



Spiraglio di eterna morte
fulgido battito al suonare delle trombe
e l'impeto sanguinolento si scaglia sull'orizzonte
che sa d'immenso plasma
ed infinito amore
verso l'agognato ritorno a casa
quella porta chiusa d'amore
e quell'amico di sempre accasciato in terra.
Tutti uniti per un solo colore
tutti uccisi per una sola ingiustizia.
Ma comunque l'amore vincerà
nell'orrore della morte
negli errori della vita.
Eros e Tanatos
guerra e Pace
Amore e odio
Io e Te.
writerorange82
 

 
Non vedi il sole laggiù?
E allora corri, corri finchè puoi
Il filo del tempo è tanto lungo da farci sognare
Ma così corto da farci cadere
Fine. Uno strattone...
Tu però corri, corri finchè puoi
Raccontano che i fili non siano tutti uguali
Raccontano anche che ognuno di noi
ha la capacità di tessere altri metri, altri giorni, altri anni
Con l'amore, con un sorriso, con il cuore
E allora corri, corri finchè puoi
Il sole è laggiù, ma non lo raggiungeremo mai.
I nostri fili non sono così lunghi
No, non piangere
Potremmo cadere dentro a quel sole maledetto e tanto amato
No, non piangere
Tu corri e non ti fermare
E quando ti fermerai non bagnare la terra con le tue lacrime tristi
Dovrai fare una cosa, promettimelo
Siediti e guarda quel sole tanto luminoso...perchè il sole è bello guardarlo
Ma da lontano.
SweetGame
 
 
Risonanze dolorose

Circuiti silenziosi
dilatano oasi di mente
propensa ricreare risonanze dolorose.
Nel responso d'un pensiero acre
s'ampliano visioni surreali
abbarbicate a sedimenti
che dilagano grande mestizia

birilliester diritti riservati

 


Mi sorprende sempre stare sulla cornice
appena oltre il confine
che mi permette di vedere il sinistro contenuto
raggomitolato frutto della destrorsa insicurezza destabilizzante
E sfilare di anacronistiche bandiere sfilacciate d'ombra assenti
E uomini ancora a seguire il pifferaio magico
Ombre a sparire nel baratro dell'orizzonte
Mi sorprendo sempre lassù, over the rainbow
Sol4Y


Incertezza d'epoca

Nella bufera dei tartari
fatti umanità
si distillano parole di carne
e sortilegi abbagliati d’ambiguo
in un cammino mai soffice
ove esche oblique
e soffi aritmici
rendano desueto il nesso di pensieri
smaltati di perplessità
e ferraginose soglie
sdoppiate d’identità certe

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 
 

 

Nel tramestio dell'anima
Pensieri si addensano
Truppe in attesa di invadere
Le recondite sinapsi
In cui albergano gli orizzonti
Di sconfinati desideri
 
Un cenno
Una parola
E prenderemo possesso
Del nostro essere
Vivi
 
All'alba la luce radente
Allunga le nostre ombre
Fuse nello stesso crogiolo
All'unisono repirano
 
Kurtz



Übermensch 27-10-13
E mi sovviene il ricordo dell’umana pazzia
di chi aveva perso, dell’umano rispetto, la via.
Tra ombra e ombra non è rimasto niente.
Dietro gli scuri,
si attorcigliavano i baci alle finestre,
e i prigionieri, nello spicchio di luce,
aspettavano un fuoco delirante.
Di te , piccolo e malvagio uomo,
(uomo?),
rimane il profilo all’orizzonte.
Tra lo sventolare di svastiche
sei stato ritenuto “grande”
per il gregge di pecore
contagiate dalla tua pazzia.
Lontano eppur vicino rimane il monito
di labbra non imbrigliate,
eco di chi ricorda le ceneri soffiate
IlMondoDiIside



vuoto e desolazione
macabra vittoria
dell'umana follia
Gradiva1940


ogni Giorno tra Due Bivi Occorre Scegliere, Seguendo il Cuore con la Giusta Consapevolezza, per Raggiungere una Meta, Segnata da una Bandiera, Siamo Grandi se Riusciamo a Farlo Liberamente senza Seguire la Folla.
Lux_Diaphanum


Gli ultimi devastatori innalzarono al cielo i tabernacoli della sofferenza.Posero una statua e un immenso vessillo senza nome. La loro ultima inutile preghiera. Erano sabbia anche le parole.
lgpompili18



s'ingrossano le fila di coloro fermi all'orizzonte ... tutti con il medesimo dilemma su quale strada scegliere.
Luna.Piena40

fermarsi e trovarsi di fronte all'ennesima scelta da fare valutando tutte le conseguenze.
Luna.Piena40


Mi volto 17 volte indietro con le 17 ombre.
Misteropagano

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 17

Post n°862 pubblicato il 26 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 16

 

 

sulla soglia del tempo
l'inganno si dissolve

posso spezzare le catene
per respirare
un mare sconosciuto

mi han frenato le incertezze
e le paure

il mare davanti
ha occhi d'abbraccio sicuro
come le ali
per affrontare quel volo

come la vita
che lascio
e quella che vorrò abitare
al di là della soglia
per essermi fiera
di specchiarmi nel sole
dei miei giorni a venire
 
Lady_Anima

 



Singolare condanna
starsene di qua
della vita finestra sghemba
e senza vetri
dal nulla piovuta
nel nulla destinata
giusto il brillare di un'idea
con una scadenza già fissata
pugnalata inferta alla schiena
tanti sono i corvi
aspettano il balzo oltre
le carni sfatte e sanguinanti
ma non c'è onda a dire vieni
risucchio di maroso ipnotico insinuante
solo un'idea ch'è bonaccia
incitamento che l'ora c'è già
c'è solo d'attendere.
woodenship

 


L'orologio della vita, inesorabile
segna il nostro tempo
l'ora è stabilita.
Pochi passi ancora.
Vesto l'abito "nero-defunto"
chino il capo umile e penitente e
attendo l'estremo giudizio
oltre la finestra del mondo
dove neri corvi attendono
il passo della morte

Gradiva1940

 

 

Il tempo si è fermato davanti alla finestra sgangherata della fantasia. Ora è in attesa che l'immaginazione disegni nuovi orizzonti e nuovi davanzali, affinché gli uccelli si possano riposare dal loro continuo migrare.
LaScrivana

 

 

 

Sulla riva di un lago delle Ande, mi sono inchinato alle finestre delle dimensioni immaginarie. L'Inca non era più. Solo ali nere, corvi e condor. Sceglierò un'altra era, coordinate infinite.
lgpompili18

 

 

Davanti ad un animo afflito anche il tempo si ferma inesorabilmente
IndianaOglala
  



il Tempo Scorre ma chi Apre le Finestre del Cuore, Riesce a Vivere le Emozioni Attraverso i Ricordi, Nessuno Riesce a Farla Volare
Lux_Diaphanum
 



restare o andare oltre ... l'eterno dilemma ...
Luna.Piena40

 

 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 16

Post n°860 pubblicato il 23 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

 

Poi arrivò l’aurora come una mano pietosa per posare una carezza sopra la sua disperazione ed il vento, con calma oltrepassò la finestra dove i fiori sul muro appassivano e morivano. Dentro la sua stanza il tempo si era fermato e lo aveva fatto da tempo che lui non si ricordava ed un bicchiere sul tavolo conteneva le sue lacrime per dissetare un’allodola che era là di passaggio. Ai piedi della collina dove si ergeva la casa silenzioso come una serpe avanzava il dolore che strisciando sopra i prati travolgeva grilli e cicale la prepotenza di chi è robusto la rabbia di chi non è amato. Bussò insistendo alla porta senza ottenere risposta il tempo si era stancato e non aveva più tempo le lacrime dentro il bicchiere erano gocce di pioggia che il vento aveva raccolto per tramutarle in oceani. Poi ritornò la notte col suo mantello di pece e si posò con molto garbo sopra la collina e la casa ma lui, sfuggito al dolore viaggiava le tenebre e l’oblio all’orizzonte solo una luce che lui non raggiunse mai.
IlCustode



Lo senti?
Quel cicaleccio lontano
di conversazioni d'uccelli
Sono lì, li vedi?
A confabulare sul volo
del tuo essere senza ali
Si sono fermati in attesa
aspettano il balzo
la planata d'artista
Non sanno, loro - come potrebbero-
che la tua finestra
non è partenza ma arrivo
che la tua non è intenzione di volo
ma di caduta libera a braccia
ComPensAzione
 
 
Ho cenato vista mare
nell’ora in cui il cielo si fa conchiglia
e rondini mischiate come vapore di spiaggia
Ho succhiato un re mi sol di ostriche,
come a stupire un maschio, sottovoce
Vino fermo: in piedi il calice
Ho masticato il mare
gli occhi del viaggio, l’insonnia del ritorno
Ora rimangono i lividi delle parole
appena appoggiate sui sogni stranieri
Ho stretto un poco il cuore
il nastro che porta alla gola
fino a sgozzarmi di parole
le mani dietro la schiena
come fanno gli schiavi nel loro dono
E poi
Mai, il poi!
SweetGame
 

 
 

Nelle percussioni
d'un tempo irriverente
si sbiadiscono
sagre rilevanti
in cui ho assolto
quella parte di me stesso
che ha impastato garbugli
e controsensi...
Ora tornati sulla linea del pensiero
infieriscono rapaci come uccelli
su cenci d'animo alla berlina
in un vicolo scevro
da richiami di luce
e vaporosi aromi di vita

birilliester diritti riservati
 
 

 
Andando

Nella farsa
d’un cammino vulnerabile
azzero
crude percussioni del passato
zolle trasparenti
che equilibrano
salti d’eclisse
nel suo tornar di brillantezza
E nell’altalenare
d’epoche in contrasto
faccio tesoro di conoscenza
filtrando pensieri e parole
lanciati
nella realtà afferrata con le dita
Confido nel suo ascolto
assaporando intonazioni
e scivoli emotivi
negli assaggi di mare
e le sue malinconie

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 
 

 
Mi pesa
questo tempo
senza senso,
questa finestra
aperta
al rumore confuso
del mio rassegnarmi.
The_Blue_Pearl

 
 

22-10-13

Ho finito il tempo
in cui ero paga d’aria pura
e forte d’una allegra giovinezza.
Resto alla finestra
a guardar lo scempio di inutili guerre,
d’amabili contese,
e di assurde pretese.
Langue sotto un sole soffocato
la spiaggia deserta…
solo le gazze fan comunella
io- tremante- aspetto
i rintocchi di una campanella.

IlMondoDiIside
 
 

 
In un pensiero si racchiude una storia
In un momento si sublima l'estasi
Come una passaggiata a piedi scalzi
Lasciando orme su sabbia bagnata
Dove l'onda più emozionante e audace
Cancellerà i graffi arenati con un sol colpo
 
In un frattale di tempo
Vive l'immortale
Schiudendo roridi petali cremisi
Di gelosa passione avvolti
Di grida e sospiri coltivati
 
Kurtz
 

 
quando giunge il tempo delle scelte da fare, delle svolte nel nostro vivere ... oltrepassare o meno le famigerate porte
LunaPiena40
 
i tempi delle riflessioni e finito ... è giunto il momento decisioni da prendere
LunaPiena40

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 16

Post n°859 pubblicato il 21 Ottobre 2013 da Lady_Juliette

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 15

Post n°858 pubblicato il 17 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 

Gioco a rincorrermi,
tra una dimensione e l'altra,
il mio io si perde
e lo rincorro, lo afferro
per tenerlo con me...
poi fugge il biricchino
si nasconde nel mondo,
il mio piccolo mondo di colori
ed io in essi mi sciolgo
e serena mi addormento,
fino solo alla prossima rincorsa
Resfire

 

 

 


Strappalo, il sogno
fanne strisce sottili
sottili come le tue dita
che suonavano bambina il pianoforte
Ricama il mondo
con i colori più arditi
indossa le tue scarpe di tela
e apri la tua anima
come un pacco regalo
con sorpresa e speranza
E di quelle strisce sottili
componi arcobaleni sul vero
battendo i piedi con forza
con il ritmo che usavi sui tasti.
ComPensAzione

 

 


Venisti così fuori dal nulla
solo l'ombra era a testimoniare
i tuoi arti che spuntavano dalla porta
lasciavi un'altra dimensione
quella fantastica della mente
per farti morbida presenza
sbarazzina proprio sul prato
quello giusto ancora da arare

Woodenship

 

 

 

 

Dentro

Accucciata dentro una lettera
lontana da terra, dondolo
cercando appigli.
Anima in pena
un IO grande o oscuro mi avvolge
esaltazione
rifiuto
negazione.
Aurore verdi si scontrano
con cieli consueti
nuvole di dubbi.
il grano è pronto per essere mietuto
ma l’ombra del pane si allunga
verso mani che fuggono
da responsabili funi.
Un giorno me ne andrò
cadendo nel profondo
a cercare il noi
paradigma dimenticato
e piangerò sulla sua immagine
interrata…

Eliantemo

 

 

 

 

Creatività


Pensieri arruffati
si sdoppiano
dando inconsueta lucidità
a realtà tossiche del giorno
Seguono una traiettoria diversa
superando
la soglia ingannevole d’intelletto
forse d’intralcio
al talento dell’attimo
in sospeso
su un trespolo
incurante della logica vorace

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati



 

 

Mi rimangio
i pensieri piu' bui
lasciando spazio
allo spazio dei colori.

The_Blue_Pearl

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi travolge
un'astratta dimensione
scavallando orme di realtà
E in quel volo accorpato
a stormi di pennuti migranti
inverto i miei pensieri
avvezzi a statiche cadenze
di sogni attorcigliati

birilli.ester


 

 



Ostracismo eclettico di un vivere funesto, aleggia l'alba di un giorno vissuto per caso. Da lì quel mare di festa che allo sguardo passivo inneggia alla libertà di essere. Esci dalla pesantezza del giorno per vivere una sola notte o viceversa. E' l'attimo della grandezza, il momento della resurrezione da un incubo, da un sogno, da un malessere o da un benessere, che lontano ti porta nel tempo e nello spazio. Rinascita di paradisi sconosciuti. Rimembrami ancora quelle flebili luci. Fuochi fatui nel parco delle menzogne. Non è come si credeva. L'ineluttabilità del viver di sogni.

writerorange82

 

 

 



nell'immagine io vedo una persona che vorrebbe fuggire dal mondo del web, ma suo malgrado, ne rimane intrappolato, come se qualcuno, e per chissà quale ragione, gli impedisca la fuga...

IlCustode62


 

 


Dal mio ego esco
a cercar per il mondo
l'essenza di me stesso.

Lobarkaine


 

 

 


La casa di me 15-10-13

In quel cielo azzurro
il giorno è breve
ora che mi rimane
solo il tempo per un bacio.
Qui voglio abitare,
nella casa di me,
raccontando,
tra pelle e memorie,
l’ebbrezza di un sogno innocente.


IlMondoDiIside

 

 


 

L'attrito di una lotta in volo come accade agli aerei nella fase del decollo,per liberarsi dall'inutile e raggiungere il proprio cielo...

xAlex27

 

 

 


una Giovane Donna Decide di Uscire dalla Finestra verso la Luce, Vuole Volare nel Cielo per Sentirsi Libera e Vivere le Emozioni, di ogni Colore e Luce

Lux_Diaphanum

 

 

 

 


Sarebbe semplice che tutti vedano, ma come in e come out..sono sempre passaggi dolorosi.

Misteropagano

 

 



uscire dalla scatola di mode e tendenze ... vivere nello spazio infinito della nostra autonomia di pensiero

Luna.Piena40

 

 

 


desiderio di libertà o terrore del mondo esterno.

Luna.Piena40


La fuga verso la libertà da un mondo che ci è sempre più stretto

Luna.Piena40

 

 


 

L'amore invisibile entra dalla semplicissima e purissima finestrella del dolcissimo cuoricino e giorno dopo giorno diventa sempre più sconfinanto e più immenso, volando nelle distese praterie dell'anima profonda con immensa gioia, dolcezza e passionalità, oltrepassando le nuvole della tempesta, andando incontro alla luce del sole, che scalda e illumina intensamente i cuoricini e tiene lontani dalle tempeste dell'amore puro e passionale.

Matteo

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 15

Post n°857 pubblicato il 15 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 14

Post n°856 pubblicato il 11 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

Guarda... guarda le luci, i giochi,
le immagini arabescate,
gli specchietti e le lanterne colorate.
Ma se cerchi oltre
vedrai lo spirito guerriero
che vigila sull'anima mia
che vola a cercar la luna.

Lobarkaine

 

 

Alla giostra regale delle luminarie
è il furto di un destriero
cavalluccio dall'occhio dorato:
qualcuno rimarrà senza il sogno
ladro ch'è spietato
ridicola tragedia
cavalca la tenebra.
Di vergogna che ne abbia
il nero cappuccio non dice
ladro di giovinezza
pure l'oro di luna s'adombra
ombra di corvo
fuga codarda .

woodenship

 



Sulla giostra della vita
tra luci e ombre
un cavaliere senza volto
figura inscutabile, inafferrabile
il suo nome: DESTINO.

Gradiva1940

 



Giostra forma sferica, forma di un cerchio... un cerchio vizioso in cui l'umanità è caduta. Il cavaliere, un cavaliere nero, il Cavaliere della Morte che cavalca il suo stallone, mangiatore di anime perse nel buio e disorientate. Il corvo ambasciatore del vuoto oltre il tempo e lo spazio, usato nelle cerimonie indiane per vincere e respingere malattie li voglio dare un ruolo di speranza nascosta nel mistero del suo nero.
Dany FreeOnTheAir

 

 

Eccomi di Ritorno, tra Luci di Giostre, a Cavallo dalla Vita non si Scende, chi si Ferma è Perduto, un Corvo indica la Via tra la Luce di Luna...
Lux_Diaphanum



un'ombra inquietante che oscura parte della luna
Luna.Piena40

un rivivere di speranze
LunaPiena40

 

 

Il cavaliere della notte, dopo la giostra del giorno.
Coluci

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 14

Post n°855 pubblicato il 09 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 

Non colomba ma falco
ad indicare la strada nella notte
quando il tempo è terminato
di gioire sulla giostra della vita

ComPensAzione

 

 

 

 

Giostre


Un’ombra appare su un pallido volto materno
alienazioni l’ ammutoliscono;
hanno un prezzo elevato
ambizioni lunari.
Ali nere si aprono
interrompendo voli verso la luce.

E’ pura emozione
la giostra vorticosa d’abbagli notturni.
Illumina uomini impazienti mentre
assaggiano ingordi
brividi oscuri.

L’occhio inquietante di un destriero
li fissa
assolve ubbidiente girotondi dai quali non si sfugge
guidato da un cavaliere
imparziale e inguardabile.

Elinatemo

 

 

La giostra monotona della vita, con le sue finte luci e la finta allegria, gira e continua a girare su sè stessa, in un mondo finto fatto di apparenze che ci vuole tutti uguali e tutti a ripetere le medesime cose all'infinito. In questo finto mondo di plastica lo spirito di qualcuno si ribella ed invoca il Sacro Corvo dell'altro mondo. Costui, sempre attento alle preghiere degli spiriti liberi, atterra sulla giostra, libera il ribelle e l'anima del suo cavallo, anch'esso imprigionato in quell'orribile mondo. Nascosti dal manto della notte essi lo seguono in un mondo diverso, in un mondo vero, mentre le luci e le musichette artefatte della giostra si disperdono in lontananza.....

IndianaOglala

 

 

La corsa della vita verso l'ignoto l'abbandono della sicurezza contro le nostre paure la scelta e la voglia di fuggire senza conoscere noi stessi senza certezza del futuro una carica arrivata finalmente che porterà dentro alla felicità interiore.

Dark_GT

 

solitario giro in giostra in una notte di luna piena accompagnati solo dai nostri pensieri
Luna.Piena40

in fuga da un circolo vizioso che incatena cuore e anima ... per vivere nuove sensazioni
Luna.Piena40

al galoppo verso la luce del nuovo domani
Luna.Piena40

 

la morte che scappa dalla vita
paperinopa_1974

 


un angelo caduto
Lucre610

 

 

 

 
 
 

cosa vedi nell'immagine 14

Post n°854 pubblicato il 06 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 

La setta

La congrega proiettata
nella fauce d’inascolto
tace
L’odore del buio non scalfisce schiene di ciurma
sedotta da gemiti stizziti
di demoni infuriati
S’abbarbicano su strapiombi di viscere a brandelli
urlando inauditi apostrofi su labili foschìe
S’adopra il mantello vagabondo
scorporare diatribe nel vuoto
ammalianti l’accigliato guru
Trasuda veleno
mentre grida l’invettiva sull’ascia luminosa
Tremante il virgulto si dimena a forza
nell’emblematico rituale
d’un occulto che preme
a mischiar schiuma di molecole affrante
dietro un baleno che dilata il cielo nero

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati
 



Mendaci

Pochi come loro
suscitano odore putrido
nei raggiri scomposti
e falsità d’indugi
Fan loro concettualità distorte
allineando sotterfugi e allegorie fasulle
Plagiano l’oscurità di nubi
nel gioco insolito d’un riverbero di dolcezza
proiettato nell’iride
di chi ascolta i rumori del cemento
cercando soffi nella magia corporea
d’un alito di follia

birilli.ester

 



 

La nera Signora

Ho visto la Morte
venire a passo di danza,
in punta di piedi,
nel buio della stanza.
Ho sentito la Nera Signora
dire : " Non è ancora l'ora "...
L'ho vista aggirarsi, sorniona, del delirio inclemente
e del dolore...non le importa niente ...
Gioca a nascondino,
come se fosse una tragica danza
tra i brandelli di una vita,
che è diventata farsa ...
Ha rapito della vita, l'ultima scintilla
che tenue ancora brilla...
Mi ha sussurrato all'orecchio,
poi è andata, come è entrata:
"Tra poco torner
e con lui, sposo, il suo viaggio continuerò ..."
Aspetto... in silenzio.

IlMondoDiIside

 



In questa immagine vedo una giostra sullo sfondo con tante luci accese e sta a simboleggiare l'intensità della luce amorosa tra un uomo e una donna. Mentre la Luna piena emette un'intensa luce che sorveglia e da piena fiducia e sicurezza in una coppia che si ama veramente. Mentre il cavallo bianco rappresenta nella coppia il corteggiamento da parte del principe azzurro alla sua dolcissima principessina e inoltre il colore bianco del cavallo rappresenta la purezza del vero amore. Mentre il cavaliere vestito di nero e incappucciato rappresenta il male che può sopraggiungere in qualsiasi momento tra due persone che si amano veramente e intromettersi e rompere il legame del puro amore che si è instaurato nella coppia.

Matteo.

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 13

Post n°853 pubblicato il 05 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 


Nell'animo profondo inconscio
segrete ci stanno le prigioni
tra scuri e bagliori
con un cilicio intorno
è corpo dalle nudità dolenti
di piaceri e rimorsi
un tutt'uno indecifrabile
sebbene pensoso.

woodenship

 

 

 

Hai camminato
su sentieri di rovo
strappato l'abito delle illusioni
prigioniera di sogni oscuri
ti nascondi al mondo
nelle tenebre della solitudine
cercando un nuovo respiro
che sia vita.

Gradiva1940

 

 

 

Piantati nella mia casa
tra archi di luce
e cresci
lasciando rimpianti
a tracce sul muro
Coltiverò le tue mani
mi succhieranno addosso
e ti cingerò di cielo
per sognare voli
insieme

ComPensAzione

 

 

Lei donna


Avverte il plagio di un dì nel rito di famiglia
lei donna….motivata da realtà alternative
che schiudano spiragli di luce alle ombre
d’una parabola decadente
Approda su aride sabbie
ove adagia l’anima inquieta
nel distillare umori di malinconia
S’ingrandiscono nella commozione
d’un empatia al sapore d’assenza
nel suo mietere il naufragio
d’un sottovoce roco…sempre più alienesiliante
Rimbalza l’eco del vento
su pensieri di razionalità
resi vani dall’esilio di scelte perdute
nel dissenso marginale
d'un inalscolto del contorno

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 



E nell'ascolto d'un eco soffuso
mi poso sulla breccia segreta
in cui ho sigillato
il richiamo della tua voce...
Inarco le sagome di fianchi
ancora vogliosi
di gemiti forti trattenuti a stento
mentre la notte nuda
mi priva di sogni di te...

birilli.ester

 



Prigioniera 02-10-13

Nel vicolo buio incontrai l’Amore…

Il mio corpo ho venduto
ma non a te, giovane sconosciuto.
Son prigioniera
dietro una cortina di filo spinato
ora che nostalgia hai lasciato.
Son prigioniera
di desideri che soffocano
quando mani rapaci mi sporcano.
Son prigioniera
in quel vicolo, di sogni e affetto perduto,
dove il rispetto è un perfetto sconosciuto

IlMondoDiIside




attimi di riflessione lungo il viale del vivere ...
Luna.Piena40

 



In questa immagine si vede in lontananza un uomo poetico e in primo piano una principessina avvolta nel suo dolore pungente, con animo afflitto, dove aspetta e sogna un canto amoroso e dolcissimo in cui il suo poeta inizia a cantare del loro amore e sappia scendere nella profondità dell'anima e travolgere i sensi con sconfinata passionalità e dolcezza.

Matteo

 

Un momento di raccoglimento con sè stessi
IndianaOglala
 
 
fermarsi e riflettere... cercare una risposta ai tanti perchè che s'impone la nostra anima.
Luna.Piena40

 


una donna, piegata e denudata dei suoi affetti, percorrere una strada in solitudine, ma senza aver perso la sua classe e dignità.
K_eren


Metamorfosi in un angolo dell' inconscio.
lgpompili18

 

 

 

 

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 14

Post n°852 pubblicato il 05 Ottobre 2013 da Lady_Juliette
 

Nell'onde delle lettere
è la condanna
persa la nave
perduto il comando
dei pirati è la passerella
un passo ancora e poi il vuoto
agli squali letterati in pasto.

woodenship

 

Canta per me
in quest'autunno
che m'imbianca i capelli
traccia rime nel cielo
e attendimi là
dal confine del mare
nel punto d'incontro dell'onda
giungerò io, muta sirena
a baciare il tuo canto perduto...


ComPensAzione

 

 

 

 

Volatilità del pensiero


Impressione ondivaga
che varca
l’indagine d’immaginoso
estrapolando
precise linee d’una nicchia
a forma di pensiero
S’accorpa
sul fumento trasparente
d’una logica
tracciando l’idea
Leviga nugoli indecisi
nel saggio netto e corposo
risalente all’aroma soffuso
d’un lontano karkadè…
da gustare sull’attimo
per la sua volatilità

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 



Nel brivido d'una sentenza
che riscopra insane verità
di matrici dolorose
prendo atto
del mio inutile barattare
logiche illusive
che imprimano
nuovi colori
a una realtà
opacizzante sfumature di vita

birilli.ester

 

 

Approdo 02-10-13

Dietro la coltre di nebbia
stento a trovare la ragione
del mio silenzio allucinato.
Mi fan compagnia
verdi ricordi,
appannati frammenti di visionario
accarezzati nel turno di clessidra.
Ora, incerto,
cerco la via
solitaria e scoscesa
verso la stazione
ultima di approdo.

IlMondoDiIside

 

 

La musica e la poesia esprimono la bellezza La poesia e la musica esprimono effetto artistico meraviglioso, l’arte è nata ed è stata celebrata la sua nascita su questo pianeta.La musica e la poesia formano un binomio , sono gemelle cresciute insieme. Una bella poesia non solo è eccellente nel esprimere i pensieri e i sentimenti, ma è anche musicalmente bella nei termini di sillabe, ritmi e rime; la musica, a sua volta, è il contorno del poema musicato in melodie le note hanno provenienza dall' anima , dal cuore, da tutto quello che è amore-La musica crea emozioni e sensazioni e mette nell'anima brividi i quali il nostro cuore assorbe li trasmette a tutti. La musica ha la capacità di far sognare un singolo individuo o di radunare migliaia di persone, ma soprattutto di riuscire a catturare e poi riproporre con un’armonia i nostri sentimenti. Il bosco delle fate, passeggiare, essere felice e stare bene. La natura è la più bella musica che possiamo ascoltare...non c'è strumento che non sia in armonia con l'altro,l'amore apre le porte a questa natura,una natura che ci avvolge con il proprio profumo, un profumo che fa volare sulle nuvole bianche e essere al centro della città, al centro di quei sentimenti che si lasciano abbracciare e ci fanno vedere come è dolce essere innamorati.

Alb55z

 

 

il trovarsi di fronte ad una scelta ... andare avanti tra diversi dubbi e certezze o tornare indietro ...

Luna.Piena40


 

uno sguardo perso nel vuoto ... all'orizzone la luce ricamata di indecifrabili scritte date dai dubbi e dalle speranze del nostro essere.

Luna.Piena40

 

 

Scrutare l’orizzonte e la linea della sua lontananza che si rappresenta, si fa presenza, restando lontananza che si mostra nella forma del confine. Linea dove il visibile tocca l’invisibile. Il visibile appare come raggiungibile, l’invisibile è l’irraggiungibile: con l’uno e con l’altro ha un legame l’altrove messa in scena della sua possibilità, e allo stesso tempo della sua esclusione.

Assia.K

 

 

Si nota un uomo poetico melodico che canta del puro amore, su un pontile in riva al mare, dove le onde del mare sono un'ottima colonna sonora melodica e poetica per l'ispirazione che viene dal profondo del cuore e dell'anomo umano. Il vero poeta è colui capace di cogliere l'attimo, anche nei momenti di tempesta e nei momenti in cui il sole non risplende più nell'animo terso e oscuro dei sentimenti armoniosi.

Matteo

 

 

Una passeggiata lungo il ponte sul mare delle possibilità: andrà avanti o tornerà sui suoi passi?
IndianaOglala

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 14

Post n°851 pubblicato il 02 Ottobre 2013 da Lady_Juliette

 

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 13

Post n°850 pubblicato il 02 Ottobre 2013 da Lady_Juliette

 
 
 

Cosa vedi nell'immagine 12

Post n°849 pubblicato il 02 Ottobre 2013 da Lady_Juliette

 

 
 
 

Nuova Traccia:L'infinito - Radovicka: Ogni tanto mi fermo, per gioire e capire gli occhi dell'infinito...

Post n°845 pubblicato il 28 Settembre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 

L’Infinito : partita che gioca contra il limite e, uomo ereditario, argilla_prometeica, di virtù psiche, gerarchia della mente, connessa nei vincoli turchese, diramati  in Y : fantasmi (spettri) connettivi o voce maestri. L'infinito, capillari dell’intrecciatura d’arcano del vecchio cielo dove le stelle ricominciano, mentre uomo “passeggero_interprete” dello spettacolo della nullità, nella melodramma dell’esistenza. Noi muse, guardiani di ansia, fughe seducente, attori, in cui crediamo d’amare e intuiamo di essere in grado di consolare le e, i feriti. Noi nell’Universo: cupidi e neutrali, indifferenti e, possessori che fantastichiamo, crediamo saper comprendere. Dimostriamoci romantici nel sentir la luce di oriente che spegne le prime stelle e udiamo il dolce mormorio della brezza di sera, piccoli faraonici nel solennità di Osiride. Noi, abitanti di etere, coinquilini della distanza, che ogni giorno più ibridati, simbiotico di  bio_cibernetici, esauriti nel banchetto_ sodisfati del clic “ mi piaci”. Noi_ fuggevoli, bermudiani e pinocchietti un po’di Circe e, un po’d’eroe, che veleggiamo, nel spiraglio del interiorità gridata, trapassando una riva all’altra del nostro Acheronte. Noi, darwiniani, successori d’erudisti delle caverne, eppure falliti di cromosomici nella teoria dell’amore. Noi, i comuni mortali, esseri sociali, aperti verso gli altri e, aprire per gli altri, eppure non poco rudimentali d’Abele e Caino. Noi, scultura di Mose colti, mesti, rabbiosi e, quasi sempre insoddisfatti, condannati nella perfezione. (Michelangelo dopo scolpito, gli tira addosso le martellate e urla: Perché non parli!). Noi, impastati di materia fragile, ammalati e sofferenti, convertiti sulla interiorità gridata e lotte di permettersi esistenza senza l’affanno. Noi spaziali, profani e scettici, delusi o illusi, e il cardino delle stelle, non la seppelliamo mai. Noi che con il nostro iride continuiamo sfiorare i astri, venerare i orizzonti e quando capita che l’accento camaleontico antropico, si sincronizza con le  cadenze dell’ “arte_  light”,  opachi meteoriti  iniziano cavare le barriere  ed il tangibile “fiato argento” ti sorride, come se fosse l’ ammiratore segreto, usurpandoti  i sensi. Davanti a Te l’armonia insondabile, la più suggestiva; Il Duomo d’Infinito. La Cattedrale più naturale che c’è,  ti apre il sipario; Appello del Te stesso. Contemplarla, capiamo che, non si comincia da un “pensare”, ma “osservare” (lo sguardo charme di “illuminazione”, che attrae nel “aderire”)…No so, se da qualche parte c’è il paradiso, ma il Volto Incantevole del Cosmo, dell’infinito, quello la vedo. I suoi occhi anche; e continuo a credere che il mio respiro sarà staffetta per un altro respiro. E la mia creta sarà un micro frammento di qualche stella, o gocce di  un ruscello, oppure parte di qualche roccia, o chioma, o vento, o fiocco di neve. Ogni piccolo dettaglio dell’infinito  è, straordinario, formidabile deliziosa vibrante d’energia totale, Suono della Polifonia eterna… Per adesso ogni tanto mi fermo, per gioire e capire gli occhi  dell’infinito: a volte rabbiosi e a volte reverenti,  assomigliano ai miei…

Ornela radovicka
 
uomo_universo_infinito

 

Nota * l’uomo moderno, colto, dopo due mila anni,  giace sul bordo illimitato del tempo, e ancor  oggi: egoistico, omofobo, giudica ancor per il color della pelle e, del accento diversamente dal suo, disprezza muscoli diversamente abili, spargere sangue di umani e animali, continua di non sentire la crudeltà dell’uccisione, radicando ogni giorno la più razzista delle assioma: il diritto del più forte!!! È il tempo che dovrebbero smettere e dir_ Basta con quel latto atroce, e mettere in azione lo statuto che:  “uso_ uomo _ nello spazio” è, come qualunque animale vegetale... L’infinito è, la Nostra Costituzione.

Ornela Radovicka

 
 
 

Nuova Traccia: L'infinito - Woodenship: Un punto nell'infinito

Post n°844 pubblicato il 27 Settembre 2013 da Lady_Juliette

 

 

 

Un punto nell'infinito

Non avrei dovuto esserci quella sera. Però ci andai lo stesso in palestra. Avevo qualcosa da portarci: la mia vita insieme ad altro. A scuola mi pare che si parlasse della possibilità, per delle rette parallele, di incontrarsi in un punto all'infinito. No. Non sono sicura che ne avessimo parlato a scuola. Da qualche parte di sicuro dovevo averla sentita. Ero troppo occupata con i miei esercizi ed allenamenti, per farci troppo caso. Ma, ad un dato momento, ne fui sicura di essere arrivata a quel punto. E che quindi non ci fosse da proseguire oltre. Con stupore doloroso, nella notte, mi ero guardata in giro: era un campo incolto. Anonimo e insignificante nemmeno i ragazzini ci venivano più a giocare. Perchè alla guerra ci si gioca alla play station ormai. Ma che ci facevo in una simile terra di confine, non lontana dal fiume? Un posto che nemmeno t'immagini che possa avere dignità. Tantomeno che possa finire per diventare la scena per un epilogo tragico. La gente ci passa incurante facendo footing. Mi spiego: non c'erano quegli aspetti ambientali che potessero renderlo così malfamato, da contarci i classici morti ammazzati per rapine o regolamenti di conti.Squallido lo era di suo senz' altro. Ed io ci stavo finendo la mia esibizione in quel luogo nell'infinito. Uno spazio che per me prima non esisteva, che non è mai esistito nemmeno per gli altri. Fino a quando non mi ci hanno ritrovata: riversa e semi mummificata, tra erbacce infestanti bruciate dal gelo dell'inverno. Come ci fossi finita  non importa. Per quanto concitata violenta o truffaldina, l' azione non merita molte parole. Tanta è la banalità del vivere e degli accidenti che possono interromperlo nel suo svolgersi. Ma questa è un'altra storia di saggezza non ancora mia del tutto.
Vorrei solo porre l'accento sul motivo per cui non ci fossi stata ritrovata subito, vista la poca distanza dal mio luogo di residenza. Semplicemente: prima che mi ci abbandonassero ferita e tramortita già non esistevo più. Non avrei dovuto esserci quella sera in palestra. Come potevo sapere che andandoci sarei finita in quel luogo, nel punto d'incontro per linee parallele di due destini: quello della vittima, il mio, e quello del carnefice. Resti di un crimine in decomposizione dunque rimasi io. E spirito con molto da recriminare, acquattata tra l'erbaccia alta e fantasmatica nella foschia. Perchè parlarne? Tanta la tristezza che aleggia con la nebbia. Non servirebbe aggiungerne altra ad ispessirne la cappa. Non servirebbe. Ma l'impulso è altro: è di dire, di non sparire del tutto, di soffiare forte ad agitare di sdegno gli steli. Forse che non sia ingiusto e malinconico, spegnere gli ultimi istanti della propria giovane vita in questo modo?  Quale ragione o motivo è sufficiente a giustificare tale orrore? Vaneggiamenti tra un rantolo e l'altro, nel silenzio raggelato delle notti, silenzio che ricopre e protegge chi mi ci trascinò qua. In preda ad una libidine malata, delirio di onnipotenza: tanto ero ragazzina, appetibile, perciò da violare e possedere, se non da corteggiare. Avrebbe potuto essere un signor nessuno, chiunque, un parente, una di quelle figure amicali che mi ha vista crescere bella e desiderabile. Dall'ombra una promessa di rinnovata giovinezza, un desiderio inconfessabile nel buio, una follia bella e tragica da coltivare nell'ombra: ed alla fine scaricare qua, tra la campagna aperta, il fiume e la stradina per l' inferno, con la brina ad imbiancare all'alba un mondo in dissolvenza. Il mio corpo in decomposizione, imperlato e sfibrato da affanni e ferite,anzi per il freddo diranno che ho smesso di respirare. Mondo evanescente siamo. Se appena adolescenti si può perdere ogni cosa. Solo perchè una sera non si dovrebbe stare in un posto ed invece ci si è, finendo accoltellati ed irrilevanti. Anche coloro che mi cercarono erano inconsistenti. Del resto come si fa a cercare in un posto che non esiste una persona che non è già più? Li sentivo ansare e parlottare d'ìintorno del più e del meno. Fantasmi anch'essi, ma di altra natura, mi hanno sfiorata senza vedermi: cadavere urlante non più esistente. Di loro non vorrei dire, perchè altrettanto incolpevoli: file e schiere di uomini con cani, elicotteri, ogni cespuglio frugato, zolle rivoltate, il tutto per arrivare a qualcosa di più grande di me, molto più grande: ci provai a farmi sentire, poi rinunciai.
Sarebbe stato inutile ed avrei disturbato lo sforzo per la rappresentazione estetica di come dovrebbe essere una ricerca in grande stile. Io così sottile ed insignificante ero. no, non vorrei dire di costoro: mi cercarono in lungo e in largo, tra rogge,sterpaglie e robinie, in cantieri e discariche. Sforzo comunque ammirabile e rispettabile. Io che riversa non avevo più  forze, prima ancora dello schiarirsi dell'orizzonte della prima notte. Non pregavo più che qualcuno potesse  ascoltarmi, vedermi o annusare il mio odore: l'odore del sangue, del mio sangue ormai raggrumato. Perchè alle volte l'aria è così densa da non lasciare filtrare rumore o messaggio altro? Sarebbe stato necessario che fosse qualcuno che non avesse nessuno interesse  a rinvenirmi, a far sì che potessi tornare a galla tra gli sterpi, almeno come cadavere. E così fu: tra un volo e l'altro di un aeromodellino mi notò. Allora fui infastidita dal chiacchiericcio. Considerai di non meritare tutti quei curiosi in giro, a cancellare le pur minime tracce, vecchie di mesi, di chi si fece responsabile della strame. Ma già fu qualcosa pensare che a bagnarmi sarebbero state le lacrime dei miei cari. Vorrei dire di quanto dovrebbe elevarci una spanna sopra le nebbie della coltre della dimenticanza. Però sono vissuta troppo poco per capire.
Per comprendere come sia possibile che in certe occasioni l'amore non basti, come ogni legame si attenui fino a lasciare muti nell'incomunicabilità. Perchè quella comunicazione che c'è, invisibile, ma c'è tra gli individui alle volte non funziona? Una barriera cala impietosa ed inattesa. E si rimane isolati in una non-vita, prima di dileguarsi lasciando solo delle spoglie che, interrogate, potranno dire di tutto, tranne i motivi per cui, quando necessitava, non c'è stata quella sensibilità, quella capacità di presentire, di cogliere la premonizione, quella che arriva a dire nella mente, nel cuore, che non si è poi così lontani, che si è molto vicini persino alla salvezza del proprio bene, della persona cara. Questo mancò. Sono sicura che non ci fu. Però non c'è nessuno che si possa rimproverare di ciò: siamo esseri comuni, la casualità ha la meglio. Sarebbe bastata una fitta in petto, appena sottile. Un intuito, insignificante deviazione mentale dalla strada tracciata di ogni giorno. Come quando si pensa, all'alba, che il mondo ci ama.
Ed alla sera si giunge coronate di rose e ristorate dalle coccole più dolci ed affettuose. Invece: niente. Quella maledetta sera il nulla: non arrivavo a casa. Nessuno presentì.
Solo un muro disarticolante di speranze rintuzzò persino il dolore. La rabbia non lo scalfì. La follia non spinse a farci incontrare in quel luogo tanto improbabile. La violenza non colpì con onde cerebrali indirizzando a me. In solitudine restai ferita, umiliata e non ancora morta. Sola con la coscienza di chi mi ci volle abbandonare lì, in quel punto, all'infinito incontro per destini paralleli che non dovrebbero mai venire a contatto. Un delitto per cui mai nessuno pagherà: la giustizia dell' uomo nulla può contro l'efferatezza di certi accadimenti, quella che trasforma in assassini spietati pure gli insospettabili, per delitti resi perfetti dall'insipienza investigatrice dei primi momenti. Ma vallo a pensare  alle volte, come possa essere banale e crudele la realtà. So che non c'è più tempo per le spiegazioni. I chiarimenti sono ben lungi dall'essere esauriti, ma non ho più strumenti per interpretarli.
Posso solo sciogliermi con i miei interrogativi, misera cosa.
Pure nella memoria di chi mi elevò ad oggetto di conquista e poi a corpo fastidioso da rimuovere. E' molto avanzato il processo di rimozione, di cancellazione di me, relitto, dalla  coscienza profonda, anche come lontanissimo senso di colpa.

Woodenship

 
 
 

Nuova Traccia: L'infinito - Alfazulu31 : Dentro un raggio di Luce

Post n°843 pubblicato il 26 Settembre 2013 da Lady_Juliette

 

 

 

Dentro un raggio di Luce

Ho rincorso tutto ciò che è misurabile.
Un lavoro faticoso e inutile che mi ha presentato conti insostenibili da pagare.
Avevo spazi di tempo in cui inserire sogni, sempre meno frequentati, pur sapendo che dentro quegli scrigni c’erano le indicazioni per il passaggio.
Scoperchiai il coperchio e fui colpito da una Luce bianca. Parlò:
“Ricordi quando sognavi?”
“Si, mi capita ancora. In quei momenti mi perdo e dimentico la collocazione spaziotemporale.”
“E’ giunta l’ora di scegliere tra l’infrastruttura e tutto ciò che è riconducibile al materialismo e l'irraggingibile eterno. Non dovrebbe essere difficile per te, sei sempre stato un bastian contrario. Hai sempre mantenuto un livello alto di indipendenza. Lo so continui a pagarne il prezzo, ma, da sempre, è quella la via che hai scelto. Ora devi solo percorrerla sino in fondo, sino all’ultimo giorno, la dove esalerai l’ultimo respiro”
“Sono stanco Luce. Ho le lacrime agli occhi. I malanni cominciano ad impadronirsi di me e la mente mi sta abbandonando. Ho sempre avuto una forte fisicità a sostenermi, mai nulla di grave e so bene quanto la salute sia il bene più prezioso, forse anche più dell’amore. Ma ora sono completamente devastato. Non riesco a sistemare le cose, non riesco a metterle in fila né a dare loro priorità di realizzazione. Sono stanco Luce, mi sto lasciando andare. Sto arrivando.”
“Lo so che mi stai raggiungendo è per questo che hai aperto lo scrigno ed è per questo che ti sto parlando. Non devi avere timore. Hai commesso errori, ma non hai mai sbagliato. Sei libero, indipendente ed incorruttibile. Non ti sei mai venduto. Senti il peso delle persone a cui devi rendere conto, so bene quanto ti sia difficile sostenerlo, so bene quanto le tue energie siano ridotte al lumicino. Mi stai raggiungendo, posso dire che sei ormai partito per il viaggio, ma il tempo di arrivo non mi è dato di saperlo. Sai bene anche tu quanto l’unità di misura del tempo sia sconosciuta per questo genere di cose.
Quanto tempo ti ci vorrà ancora per finire le misurazioni che stai svolgendo con il tuo congegno?”
“Sai anche questo! Che ho costruito una macchina mentale, impalpabile e fatta di aria e percezioni.
Una parte setaccia il mare, pesca dal profondo e lascia evaporare le verità. Ma deve essere svolto tutto alla luce della notte e allora l’altra setaccia polvere di stelle. La polvere di stelle ricopre le verità e le traduce in impulsi emozionali. Io mi posiziono nel mezzo e vengo folgorato dalle intuizioni che illuminano il buio. Non so quanto tempo mi ci vorrà per risolvere l’enigma.”
“Sai bene che non giungerai mai alle risoluzioni finali. Solo quando sarai esattamente sopra l’ultimo attimo, vedrai per la durata di un lampo, la Verità che cercavi.
E poi sarai Luce.”
Sorrisi alla rivelazione.
“Quindi è inutile che mi affanni, mi agiti, mi disperi. Devo solo attendere l’istante che dura un baleno per ritrovarmi sereno e tornare da dove sono partito. Ma dopo cosa diventerò?”
“Sarai un raggio di questa Luce, come lo sono io. Avrai un compito. Essere pronto quando qualcuno come te aprirà lo scrigno. Non è un compito facile, dovrai cogliere il momento in cui il raggio spento sceglie di illuminarsi, come ho fatto io oggi. Avrai una sola chance, avrete una sola chance. Un solo attimo di esitazione e quel Raggio non avrà mai più la possibilità di ritornare a casa. Si perderà nel conteggio delle cose misurabili, escluderà l’ascolto del battito, non si infervorerà più per le ingiustizie, non sorriderà più per le smorfie di un bimbo, non saprà nulla del tremore dell’amore che bussa, tanto meno il brivido di una passione proibita.
Hai un compito ingrato.
Ora sai, puoi chiudere il forziere, io non abito più lì dentro, sublimo e mi fondo all’emissione primordiale. Questa è la strada, questo è il cammino della Luce. A pochi è dato di conoscerlo nessuno di quelli a cui è stato rivelato ha rifiutato il compito. Non c’è motivo per dubitare che tu sarai il primo”
Sorrise: “A presto, sempre che presto abbia un senso in questo ordine di cose.”

La Luce improvvisamente si allontanò, lontana, sempre più lontana da sparire alla mia vista.
Chiusi lo scrigno e andai incontro alla mia sorte.

AlfaZulu31

 
 
 

Nuova Traccia: L'infinito - LaScrivana

Post n°842 pubblicato il 25 Settembre 2013 da Lady_Juliette
 

 

 

Non avrei mai immaginato
che avrei potuto amare così
… così senza contare
Il fluire inarrestabile del tempo
che tutto cataloga e scalfisce
Senza il limite dello spazio
… che tutto riempie e confonde
Amare così
Senza il logorio delle ore
… che scorrono lente
sulla disperazione
e in discesa libera
sulla felicità
… Che scavano solchi nell’anima
d’indelebile sofferenza
E accumulano immensi tesori
Tra i confini della memoria
Amare così
… oltre ogni limite umano
Sorvolando leggera
sulle nuvole sparse del cielo
dove il tempo regna sovrano
nello spazio infinito.

LaScrivana

 
 
 

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