Il bello del blog è scrivere il proprio diario di bordo del lavoro svolto in quel giorno , spedirlo e accorgerti di non essere più collegata. Questo mi è successo ieri, pazienza ora lo trascrivo di nuovo.Ieri ho proposto di nuovo il gioco di Pimpa ad altri 2 bambini Giorgia e Vittorio. Giorgia ha compiuto da poco tre anni e solo da alcuni giorni ha iniziato ad avvicinarsi al PC e ad utilizzare il mouse, Vittorio invece utilizza già da tempo questo strumento. Nello scrivere il diario di bordo descrivo solo alcune fasi significative dello svolgersi dell’attività. Ho potuto osservare che a differenza di ciò che mi aspettavo, Vittorio in alcuni momenti ha avuto bisogno dell’aiuto di Giorgia.Nella parte del gioco in cui Vittorio deve riconoscere la casa di Pimpa, in base ad alcune caratteristiche che mettono in gioco l’attenzione e la logica del suo pensiero, clicca continuamente nelle varie case senza successo.Interviene allora Giorgia: “ è questa ( la indica con il dito )“Insegnante: “ perché è questa ? non potrebbe essere un’ altra ?“Giorgia: “ no, è questa perché è uguale a lui ….ha i bolli rossi “Quando deve vestire Armando in modo sequenziale e corretto Vittorio sbaglia indumento facendogli indossare una tuta a righe che naturalmente torna al suo posto.Ins: “ perché non può uscire così ? “Giorgia : “ perché è buffo assomiglia a un pagliaccio “Ins: “ le scarpe si infilano prima o dopo dei pantaloni ? “Vittorio: “ dopo “Ins: “ perché? Non posso infilarle prima ? “V: “ no , dopo perché ci va “Ins: “ Perché ci va che vuoi dire? pensaci un po’…..”V: “ perché se no non entra i pantaloni “Ins: “ perché non entra i pantaloni ? “V: “ sono stretti non passa la scarpa “Ad un certo punto non riesce a capire che bisogna far indossare la giacca ad Arturo.Ins.: se io avessi un cappotto sarebbe meglio ? e Arturo se avesse un cappotto sarebbe meglio? “V: non risponde e prende la giaccaIns: “ bene, perché bisogna mettere anche la giacca ad Arturo? “V: “ se no è freddo ti bagni tutto ( fuori sta piovendo )“ Ho potuto osservare l’ utilità del gioco, che ha permesso ai bambini di interagire tra di loro e insieme di riflettere su alcuni passaggi stimolandoli a superare insieme le prime difficoltà. Ciao Giuliana
Diario di bordo 2° gruppo
Il bello del blog è scrivere il proprio diario di bordo del lavoro svolto in quel giorno , spedirlo e accorgerti di non essere più collegata. Questo mi è successo ieri, pazienza ora lo trascrivo di nuovo.Ieri ho proposto di nuovo il gioco di Pimpa ad altri 2 bambini Giorgia e Vittorio. Giorgia ha compiuto da poco tre anni e solo da alcuni giorni ha iniziato ad avvicinarsi al PC e ad utilizzare il mouse, Vittorio invece utilizza già da tempo questo strumento. Nello scrivere il diario di bordo descrivo solo alcune fasi significative dello svolgersi dell’attività. Ho potuto osservare che a differenza di ciò che mi aspettavo, Vittorio in alcuni momenti ha avuto bisogno dell’aiuto di Giorgia.Nella parte del gioco in cui Vittorio deve riconoscere la casa di Pimpa, in base ad alcune caratteristiche che mettono in gioco l’attenzione e la logica del suo pensiero, clicca continuamente nelle varie case senza successo.Interviene allora Giorgia: “ è questa ( la indica con il dito )“Insegnante: “ perché è questa ? non potrebbe essere un’ altra ?“Giorgia: “ no, è questa perché è uguale a lui ….ha i bolli rossi “Quando deve vestire Armando in modo sequenziale e corretto Vittorio sbaglia indumento facendogli indossare una tuta a righe che naturalmente torna al suo posto.Ins: “ perché non può uscire così ? “Giorgia : “ perché è buffo assomiglia a un pagliaccio “Ins: “ le scarpe si infilano prima o dopo dei pantaloni ? “Vittorio: “ dopo “Ins: “ perché? Non posso infilarle prima ? “V: “ no , dopo perché ci va “Ins: “ Perché ci va che vuoi dire? pensaci un po’…..”V: “ perché se no non entra i pantaloni “Ins: “ perché non entra i pantaloni ? “V: “ sono stretti non passa la scarpa “Ad un certo punto non riesce a capire che bisogna far indossare la giacca ad Arturo.Ins.: se io avessi un cappotto sarebbe meglio ? e Arturo se avesse un cappotto sarebbe meglio? “V: non risponde e prende la giaccaIns: “ bene, perché bisogna mettere anche la giacca ad Arturo? “V: “ se no è freddo ti bagni tutto ( fuori sta piovendo )“ Ho potuto osservare l’ utilità del gioco, che ha permesso ai bambini di interagire tra di loro e insieme di riflettere su alcuni passaggi stimolandoli a superare insieme le prime difficoltà. Ciao Giuliana