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La manipolazione affettiva


Dunque, ...,già se parliamo di persona ideale, mi pare di riferirci a qualcuno che abbiamo disegnato in un nostro immaginario e che, magicamente, si concretizza ai nostri occhi: questa condizione ritengo che ci veda già con un certo handicap di partenza… invero, saremo più inclini a perdonare tutto, a vedere le cose in modo non obiettivo poiché questi NON PUÒ (e non deve) essere diverso da chi abbiamo da tempo atteso e finalmente abbiamo trovato.Al di là di questa precisazione, anche per AMOR PROPRIO, quando ci fidiamo di (e ci affidiamo a) qualcuno, siamo restii a percepire i segnali contrastanti e siamo sordi a coloro che vorrebbero metterci in guardia.Delle volte, poi, siamo talmente assetati d’amore che anche chi non ci meriterebbe si ritrova con un “patrimonio” umano il cui egoismo induce a profittare della situazione, “manipolando” appunto l’incauto fiducioso (con le severe conseguenze che descrivi). Chi è innamorato di colui che non lo merita, dunque, non è, secondo me, masochista, ma innamorato di se e “complice” del manipolatore (chi è causa del proprio mal pianga se stesso, si potrebbe dire!).Con tali presupposti, quindi, i tempi di reazione sono sicuramente più rallentati di quanto oggettivamente ci si potrebbe attendere… Inoltre, la classica “scusa/giustificazione” riposta nei figli, parenti, consuetudini, è anch’essa limitante delle scelte drastiche che spesso altri si dichiarerebbero ben sicuri da intraprendere.Io credo, sostanzialmente, che l’essere umano (e fra questi, più l’uomo che la donna) è talmente incline alla comodità di status che affrontare il partner, i vari “stakeholders” e una nuova vita… ci si accomoda, insomma, stringendo i denti sino a quando si può e, al limite, augurandosi che sia l’altro a prendere l’iniziativa (perché in questo contesto, il luogo comune perbenista induce spesso a biasimare la parte attiva e ad accogliere con calore quella passiva – a prescindere da chi sia la vittima e chi il carnefice!).Spesso capita di imbattermi in community con (soprattutto) donne che lamentano condizioni di insofferenza come da te descritte eppure… il coraggio manca.Per concludere, T..., non intendendo sottrarmi a una tua domanda iniziale, ti rispondo che a me è capitato: sono stato “manipolato”, tacciato di “manipolazione”, non nego di aver “manipolato” (in alcune circostanze – non in quelle per le quali sono stato accusato di ciò); non sono stato coraggioso decidendo di fuggire, avevo “scuse/giustificazioni” che mi facevano (tentare di) proseguire il percorso (complice anche il “per sempre” solenne dichiaratoci); ho “subito” l’iniziativa altrui (che però è riuscito(a) strategicamente a invertire l’equazione di cui sopra – esistono pur sempre le eccezioni, infatti); insomma… sono riuscito a non farmi mancare nulla!Ciò nonostante, anelo l’amore.Un abbraccio (notturno - e in ritardo!),Vi.(aut.blog.rich.)