Creato da RoHarLu il 01/01/2012
L'Infinito Gioco di Ciò che Sempre È [Vita].
 

 

È solo quando si comincia a conoscere se stessi

Post n°316 pubblicato il 19 Settembre 2020 da RoHarLu

È solo quando si comincia, pur lievemente, a conoscere se stessi, a percepire le proprie origini [divine] che ci si apre allo stesso modo alla comprensione della identica natura negli altri, intendendo con questi ultimi indistintamente tutti gli esseri del Cosmo.

Per questo chi ferisce, o procura danno, o anche meramente disagio, a chiunque altro, può senza scomporsi farlo solo nella totale e completa ignoranza di se stesso e di ciò che realmente è, ovvero, nella scelta di un percorso molto accidentale di servizio esclusivo a se stessi, che, comunque, non potrà non condurlo, prima o poi, al bivio di dover rendere conto di quanto perpetrato, e di dover “aggiustare” in qualche modo o senso le conseguenze degli errori commessi.

Paradossalmente la prima ipotesi è ancora più grave della seconda.

Il principio ignorantia legis non excusat” vale anche per le leggi cosmiche. Perché la verità è dovunque disponibile, basta chiederla e accettarla.

Quindi l’eventuale inconsapevolezza non può essere evocata a giustificazione del relativo danno.

Il fatto è, semplicemente, che, condividendo degli spazi, il nostro libero arbitrio – come conseguenza di quella sciolta condivisione delle varie estensioni – non può essere assoluto, trovando i suoi limiti nelle libere consensualità e reciprocità, tranquillamente e consapevolmente, con la totale e piena visione di ogni particolare - acconsentite.

Come derivazioni della essenza originaria, potremo alfine porre in essere, e dare la vita, anche nella qualità di Logos, ad interi universi, nei quali, frammentandoci, potremo esplorare i vari aspetti della nostra realtà primigenia. Ma come sub-logos, in qualche modo dobbiamo porci dei termini.

E, pur nella compiuta dipendenza delle leggi poste dal Logos di questa manifestazione, è sempre il Cuore a dare le più delicate e amorevoli indicazioni delle direzioni da intraprendere e delle strade da percorrere, oltre che delle frontiere da non attraversare. Namasté.-Marius L.

 
 
 

L’unione è della luce,.

Post n°315 pubblicato il 17 Settembre 2020 da RoHarLu

L’unione è della luce, la separazione è tendenzialmente dell’oscurità.
Unione non significa che dobbiamo stare tutti nello stesso punto, e fare le medesime cose, avere gli stessi gusti, e pensarla allo stesso modo. Può interessare o meno la sfera fisica, come tutti gli altri corpi dell’essere.
L’unione è sentire che si è essenzialmente Uno. E che nessuna parte di questo Uno può stare male senza che le altre parti ne risentano. Non è nemmeno questione di simpatia o empatia, seppur queste ne siano in largo modo coinvolte.
È il Cuore, inteso come centro di ognuno e del Tutto, che impone gentilmente il ritmo.
E, quando si sente il Cuore, si avverte anche che ogni frammento viene in un qualche modo raggiunto dal suo nettare.
 

 
 
 

Amicizia

Post n°314 pubblicato il 14 Settembre 2020 da RoHarLu

Uno dei più grandi istituti dell’umanità, e oltre, è l’Amicizia.
Essere e avere amici è la cosa più confortante che possa esistere nell’ambito di qualsiasi tipo di reciprocità.
Si può parlare però di amicizia solo quando si è già fatta un’importantissima scelta di fondo, quella di “non ferire”.
Solo chi ha scelto di non ferire un qualunque altro essere potrà offrire quella garanzia.
Indipendentemente da tempo e spazio, un amico è sempre presente, che è poi il requisito peculiare dell’interazione.
Un amico non ha bisogno di molte spiegazioni, di qualsiasi cosa si tratti. Noi però preferiremo che lui avesse tutte le indicazioni possibili in modo da poter condividere ogni suo spunto.
In ogni caso il suo supporto sarà sempre garantito, indipendentemente dal giudizio.
Altro segno dell’amicizia è la pace che essa è capace di infondere.

 
 
 

Se la razza umana

Post n°313 pubblicato il 14 Settembre 2020 da RoHarLu

Se la razza umana è presente in moltissimi altri punti del Multiverso, è altrettanto vero che moltissimi sul pianeta non appartengono in alcun senso ad essa.
Tra intelligenza artificiale, rettiliani, draconiani, e l’elenco può continuare ancora per molto, oltre a coloro che, pur apparendo “umani” hanno completamente “consumato” la propria connessione con la Sorgente, la stirpe umana potrebbe avere poco da gioire in un pianeta che, comunque, nel nuovo giorno cosmico, ha riaperto le braccia verso l’Unità.
La caratteristica di molte di quelle specie è che hanno poco o nulla in comune con lo spazio umano fortemente intriso di emozioni.
Così potremo avere difficoltà a trovare in esse empatia, simpatia, e molte altre cose che un umano risvegliato considera, a tratti, “valori”.
Chi ha scelto la Luce desidera comunque l’Unità, e si muove verso l’Amore, il quale, insieme alla Luce rappresenta la prima “distorsione/manifestazione” del Creatore.
Non tutti hanno però fatto [ancora] quella scelta. E sono in molti a prediligere differenti paradigmi e modalità esistenziali.
La libertà di espressione è anch’essa parte della celebrazione, e un creatore non pone alcun limite ad essa.
Ma la sovranità appartiene a tutti, e a nessuno potrà mai essere negata, anche se quest’ultimo dovesse apparire più “ingenuo” o più “giovane” di altri.
E, forse, uno degli auguri più seducenti che possano essere fatti è che essa [la libertà / sovranità] sia sempre preferita.
E rivendicata quando necessario.-

 
 
 

Ad ogni essere la propria Cura...

Post n°312 pubblicato il 02 Maggio 2020 da RoHarLu

Noi siamo esseri sovrani. Siamo la piena sovranità, mentre l’Io Sono, esistenza di ogni essere, altri non è che lo stesso dio di questo Universo.

Così, la nostra presenza Io Sono, nella recita del tutto, riveste con piena titolarità la carica di attore protagonista, essendo la stessa e identica cosa del Primo Creatore.

Seguendo la legge dell’Uno, ad un certo punto del percorso dimensionale, l’Io Sono comincia a guardarsi indietro, sovrintendendo la personale manifestazione dell’essere individualizzato di riferimento.

Pertanto, ad ogni istante del tempo, residua sempre la possibilità di reclamarne l’attenzione, al fine di consentirgli una condivisione più attiva del gioco della rivelazione. E, quando perfettamente sintonizzati, possiamo essere in grado di avvertirne le indicazioni, fino a  garantirci la perfetta fusione nell’essenza.

L’Io Sono è il maestro supremo, ed è lui a manovrare tutte le guide e precettori che, in un qualche senso, incrociano la nostra strada.

Nulla arriva a noi se non da lui approvato. Persino le cosiddette valutazioni “errate”, permesse per una qualche causa a manifestarsi, magari per agevolare un maggiore sviluppo, o per dare una qualche chance a “dormienti” dell’entourage.

Pertanto, anche nella terza densità, piano del dolore e dello sgomento, non c’è mai di che nutrire paura. Perché mai, neanche per un istante, verremo lasciati privi dello sguardo onnisciente della nostra Presenza Io Sono.

E per qualsiasi affezione, indisposizione, malessere, sarà sempre l’Io Sono a suggerire la cura, senza che ad altri possa essere concesso di farlo in sua vece.

Qualsiasi maestro, per quanto grande, può solo intendere i suggerimenti dell’Io Sono dell’aspirante, se quest’ultimo non si trova ancora nelle condizioni di percepirlo.

Ed è per questo che non esiste rimedio universale, soprattutto in ambito “spirituale”, medicina che agisca per tutti gli esseri indistintamente e allo stesso modo.

Tutti siamo diversi, e ciascuno è ad un proprio livello, personale, distinto, esclusivo, del proprio tragitto evolutivo. E per ogni inconveniente incontrato in quel tratto, il rimedio sarà specifico, peculiare per quel momento e stadio.

È ovvio che si possa condividere qualcosa che per noi “funzioni”. E quel qualcosa potrà anche giovare, per un qualche motivo, ad altri naviganti. Ma non è azione così certa.

Peraltro, ogni essere è tributato ad aiutare se stesso, e a trovare nel proprio zaino, ciò che lo possa “guarire”, ammesso che di questo si tratti, in quel particolare tempo.

Ma spetterà sempre a lui l’ultima parola, accogliendo solo quello che in qualche modo gli “risuoni” – in quanto vibrante alla stessa frequenza oscillatoria.

E quel piccolo campanello, pur in questa porzione di spazio completamente invasa dal controllo e dall’adulterazione, e da tecnologie manipolative che neanche riusciamo a concepire per il momento, può provenire solo dall’Io Sono.

Per questo è così importante addestrarsi, impratichirsi, a quei sussulti, e richiami. A saperli individuare, percepire e seguire.

Perché si tratterrà di spunti così caratteristici, così peculiari, che raramente si può pensare possano provenire da fonti “umane”.

E che senz’altro ci assicureranno, quando opportuno, la riappropriazione della nostra divinità.

Che è poi la ri-unione con la nostra Presenza Io Sono.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 
 
 

A spasso nella Bellezza..

Post n°311 pubblicato il 27 Aprile 2020 da RoHarLu

Noi siamo Bellezza. Dio è Bellezza, la Creazione è Bellezza. Questo Pianeta è Bellezza, il Creatore è Bellezza.

La bellezza è amore, coinvolgimento. Estasi silenziosa.

La bellezza è quella esperienza che fa rimanere senza fiato, seppur la sua descrizione possa a volte recare gioia a chi decanta e a chi intende. Si rimane senza parole, si usa dire.

E chissà, forse è questa la ragione, una delle tante magari, ma certamente tra le principali, per la quale quelli che vengono chiamati “saggi” amano legarsi al silenzio.

Amore è un termine in questa dimensione – che stiamo salutando - molto abusato, e, per questo, a tratti svalutato. Ed è per tale motivo che, spesso, si compie una vera impresa a parlarne, e a correre i relativi rischi.

Tutti ne abbiamo una conoscenza sempre molto propria, personale, perché, nella quasi totalità dei casi, riservata a quella specifica vibrazione, e porzione di corpi e campi, con le quali solitamente ci immedesimiamo.

Ma chi lo prova verso quanti più esseri possibile, verso quanta parte di creazione possibile, o chi ama l’intera creazione, perché sente di esserne parte, o di essere uno e solo con essa, è lì che già non trova più parole, ma solo l’essere, o, al più, il coinvolgimento.

Questo è il tempo dell’amore su questo pianeta, ed è in quello splendore che chi ama l’amore, e l’impercettibilità dell’esistenza, vuole immergersi. E, in tal modo, partecipare all’armonica realizzazione.

È il tempo dei Maestri. Ed è il tempo di stare con i maestri.

Luce con Luce. Perché quell’apertura incondizionata, quella disponibilità perentoria, quella comprensione infinita, quando provate, diventano l’unica vera e concepibile realtà da inquisire.

Per questo si rimane perplessi di fronte ad altre dissonanti e contrastanti selezioni. Non perché non si riconoscano le distinte sovranità, o le illimitate libertà, che, però, non possono esattamente coesistere con un universo condiviso. O che, perlomeno, non tutti riescono a sostenere. Perché non si può non morire alla morte dell’altro che altri non è che se stessi. Perché non ci si può non affliggere per l’altrui oppressione, e non ci si può non straziare per l’altrui angoscia.

Ma, come si diceva, è tempo per altro ormai.

Per magnificare, acclamare, glorificare la bellezza del creatore. Che tutti insieme siamo.

E che tutti rappresentiamo. Soprattutto nei confronti di chiunque altro.

E questo, nella reminiscenza di ciò che è la nostra intrinseca natura, è bene sempre rammentarlo.   

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita].

Marius L. -Namasté!

 
 
 

A spasso nel tempo...

Post n°310 pubblicato il 21 Aprile 2020 da RoHarLu

 

Noi siamo il tempo, atteso che quest’ultimo definisca in svariati modi gli innumerevoli aspetti della manifestazione.

Ma il tempo è multiforme, ed è pressoché unico per ogni essere individuato della rivelazione.

È particolare per ogni dimensione, è specifico per ogni fase dello sviluppo, è esclusivo in ogni lampo di qualsiasi percorso cosmico.

È per tali motivazioni che trovare un tempo che sia “compatibile” per tutti è gioco quasi impossibile.

Questo spiega anche perché gli esseri riescano ad “incontrarsi”, in un qualsiasi senso, solo molto raramente. Perché, appunto, ciascuno è sempre in un “tempo” differente, rispetto a chiunque altro.

Come diceva Master Raphael [Ashram Vidya], “ci sono anime che scendono, anime che salgono, anime che ristagnano”. Quando ci si scorge, al di là delle singole disposizioni, non si riesce facilmente a stabilire per quanto tempo si rimarrà lì, a rimirarsi, bearsi, o confortarsi. Perché non si ha facilmente contezza del periodo che ciascuna anima ha previsto per quella distinta collocazione.

Forse anche questa rientra tra quelle motivazioni che inducono ad “approfittare” del tempo che si ha.

Al di là che il “qui ed ora” rimanga o meno l’unica circostanza degna di considerazione – perché in verità, potremmo spostarci in molte direzioni, in avanti, all’indietro, in laterale – il momento che si ha con qualsiasi altro essere con il quale abbiamo scelto una qualche forma di condivisione, rimane pressoché unico, e quasi certamente, non ce ne saranno altri. Non esattamente come quello, perlomeno.

Noi siamo i padroni di noi stessi. E co-eredi dell’intero universo.

Ma quella sovranità che è consustanziale alla nostra natura, acquista un senso solo quando riferita al tempo, in qualsiasi modo quest’ultimo possa essere percepito, calcolato e vissuto.  

Perché è proprio quello che decifra il nostro essere.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 

 
 
 

Sintesi dell’equivoco..

Post n°309 pubblicato il 12 Aprile 2020 da RoHarLu

Dio è giustizia, nel senso che ogni cosa nella manifestazione è stata posizionata in maniera coerente al retto posto, pur nella più assoluta e definitiva libertà delle disposizioni.

L’anomalia nasce quando quest’ordine, che vale magari solo per questo cosmo, e per altri con gli stessi criteri di espansione/contrazione, viene sistematicamente violato.

La creazione è sperimentazione, e l’obiettivo è l’arricchimento nell’esperienza.

Ogni co-creatore, partendo dalle prime scintille originate dal primo creatore, aggiunge il proprio particolare tocco alla rivelazione, accrescendo l’intenso gioco delle interazioni, e il corredo complessivo dell’espressione.

Chi si identifica con l’intero fin dal più piccolo all’immensamente grande, è consapevole di ogni singola apparenza, chi, pur percependo la sua connessione con il tutto, ne accerta solo la frazione di pertinenza, rimanendo – secondo quando dallo stesso deciso, relegato a quella individuale esternazione.

Più densa è la concretezza saggiata e più il buio è presente, più la vita scorre nell’alternanza e nella dualità.

Così, le esperienze diventano prove, e la giustezza sforzo e manovra.

Quelli che ingenuamente si sono dati il nome di signori della vita e della morte lo chiamano karma, ma è solo un termine privo di reale direzione.

È certo che ad ogni cosa, per le varie leggi che operano nel creato - affinità e risonanza tra le altrevi sia una reazione. Ma l’autonomia di ogni cuore è sempre preservata. Nell’onore, e per l’onore, di ogni essere.

E se si dovesse procedere a tentoni, la grazia rimarrà sempre accessibile come strumento cardine dell’ardimento.

La movenza ricca di gentilezza, e garbo, permette alla creazione un ordinato decorso. Perché il vero abbaglio non risiede esattamente nella scelta, quanto nella consapevolezza del suo spiegamento.

La confusione è solo nell’indugio, laddove l’amore è nell’ammissione della vita.

Di quell’unica Vita che in tutti scorre.

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 

 
 
 

Auguri..

Post n°308 pubblicato il 11 Aprile 2020 da RoHarLu

Noi Siamo essenzialmente Verità. E, nell’espressione, cercatori supremi di verità.

La manifestazione è fondamentalmente una specie di illusione. Appare e scompare. Ma esiste una differenza primaria tra ciò che in qualche modo appare condivisibile alla stragrande maggioranza di intelletti desti e aperti a quante più opzioni possibili, e ciò che invece risulta svenduto come potenziale realtà, servendo alla fine solo infimi interessi di un numero estremamente limitato di individui.

Quindi, se la rivelazione è alla fine una mera proiezione del creatore, Matrix, per come al momento elaborata, è quanto più lontano possa essere definito rispetto all’originalità.

Nulla, assolutamente nulla, è come sembra. Tuttavia, la quasi totalità dei partecipanti al gioco è così addormentata, così programmata, condizionata, manipolata, e così subordinata al proprio ego inferiore, perché è lì che chi ne ha interesse, vuole che essa venga trattenuta, da non porsi neanche lontanamente alcun problema, e da non sollevare il benché minimo dubbio, perplessità e contestazione.

Forse questo incubo sta per finire. In ogni caso nulla dura per sempre. E men che meno ciò che va contro la creazione e lo stesso creatore. E chi arriva a pensarlo si rivela ancora più limitato e suggestionato di coloro che egli stesso ha contribuito a relegare in questa sorta di detenzione.

E celermente possiamo celebrare. Siamo venuti per questo oltretutto.

Così, l’augurio oggi, è per una infinita libertà, oltre che per la verità, la più autentica possibile per l’estrinsecazione cosmica.

Perché chiunque, senza bisogno di portare via qualcosa a qualcun altro, senza bisogno alcuno di ferire, senza bisogno alcuno di soccombere e senza sottostare a qualcun altro, possa ottenere qualsiasi cosa desideri il proprio Cuore. In uno spazio infinito di alternative possibili, immaginabili, e oltre.

E che questa schiavitù che abbiamo dovuto sopportare, che ha attanagliato le nostre esistenze, sia prestissimo il debolissimo ricordo di un incubo lontano.

E che possiamo vederci là. Per chi lo vorrà.. Namasté!

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -

 
 
 

La luce della consapevolezza.

Post n°307 pubblicato il 28 Marzo 2020 da RoHarLu

Noi Siamo Ananda, beatitudine. E la beatitudine che noi siamo è incondizionatamente intrisa di Pace.

Ma qeusta pace non è esattamente un’esperienza, quanto piuttosto, una sorta di vuoto universale. L’assenza compiuta, pur nella totale pienezza di ciò che È, di ogni manifestazione o espressione.

È in questo vuoto che si inserisce la consapevolezza, seguita alla coscienza di ciò che totalmente esiste.

La consapevolezza è ciò che libera il creatore dalle parti anomale di se stesso.

La consapevolezza è il patrimonio di tutti i creatori, inserito integralmente, senza che possa mai subire una qualche minima decurtazione, nei testamenti ad uso di tutti i sub-creatori.

La consapevolezza è ciò che distingue chi è “sveglio” da chi ancora poltrisce in se stesso, che se ne renda completamente conto o meno.

La Luce è consapevolezza. E chi lavora per la luce non può non essere “consapevole”.

La lotta tra buio e luce, è una lotta di consapevolezza.

E la fedeltà verso la luce costanza cosciente, non chiusa soggezione.

Questo porta peraltro una netta distinzione nelle ascendenze.

La discordanza tra buio e luce è distinzione di coscienza e consapevolezze.

Perché non si può avere giusta consapevolezza di ciò che si è, e di ciò che tutti indistintamente sono, e continuare ignorando quella assoluta verità, e senza avvertire un’intrinseca e indissolubile connessione con ogni essere, e con ogni aspetto, anche il più apparentemente insignificante, della creazione.

Il rinvenimento del proprio ruolo nel componimento cosmico è un aspetto di quella consapevolezza. E la riunione di tutti i cuori in quel medesimo cerchio, il succo della stessa.

Per questo, e solo per questo, si richiamano incessantemente tutti al “risveglio”. Perché si percepisce in maniera chiara e inequivocabile che per ogni aspetto che rimanga “indietro”, una parte di se stessi lo accompagna. Nell’attesa della riunione in un qualche modo definitiva.

Il raccolto è imminente. E molti centri sono maturi. Ma molti altri potranno essere presi in considerazione anche se pensano di non esserlo ancora.

Così, ogni desiderio di ritorno provocherà una indicibile commozione. E non sarà lasciato senza almeno un abbraccio.

Perché solo il buio non riesce a rispondere, non conoscendo comunanza e unione. E scorgendo tutto e tutti solo in funzione di se stesso.

La luce agisce altrimenti. E conosce solo il coinvolgimento. E l’esplosione dei Cuori.

Nella gioia, nella pace, e nella grandezza del Tutto ciò che È.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 
 
 

Nati per agire..

Post n°306 pubblicato il 22 Marzo 2020 da RoHarLu

 

Noi Siamo il Brahman. Tutto è Brahman.

Noi siamo l’unità, e siamo altresì, l’estremo confine della diversità.

Nulla è uguale a qualsiasi altro aspetto della manifestazione, e questa è la cosa più coinvolgente di ogni genere di emanazione.

Niente è identico ad ogni altro, e ciascuna parte è perfettamente libera, e sovrana, di scegliere qualsiasi percorso preferisca, accrescendo la stessa consapevolezza del primo creatore.

Perché è questo ciò che facciamo e siamo. Rimanendo alla fine, delle dispense, delle storie dettagliate e scrupolose, in  qualche scaffale dell’enorme biblioteca della Sorgente.

Condividendo delle realtà, ognuno però, incide in maniera più o meno determinante su quelli che sono i prodotti, i risultati, di quella particolare porzione di spazio, che andranno poi a costituire la base comune delle sperimentazioni per quegli specifici partecipanti.

Due principali forze si fronteggiano spesso negli universi duali, forze che vengono frequentemente conosciute come Luce e oscurità.

La luce è informazione, e libertà, l’oscurità è controllo, e sopraffazione.

Nessuno in verità, nell’oscurità è libero. Persino coloro che ritengano, o in un qualche senso, pensino di ritrovarsi all’apice della catena alimentare.

Tuttavia, nulla di ciò che accade nel cosmo è privo di una qualche conseguenza. Perché è il risultato di convinzioni, certezze e convincimenti. E ciò che ne è alla base non può non muoversi e nell’una e nell’altra direzione.

Tutto ritorna, in un modo o nell’altro, seppur esistano un’infinità di sistemi e modalità.

Così sarebbe bello trovare delle intese, e incroci, a livello almeno di grandi idee e ideali.

Se tutti vogliamo essere liberi, la libertà potrebbe essere ad esempio uno di questi. Se tutti vogliano essere rispettati, l’onore potrebbe essere un altro. Se tutti vogliamo la pace, la verità un altro ancora.

E se dovessimo trovarci d’accordo che stiamo partecipando ad uno spazio nel quale queste possibilità non siano tutelate, potremmo arrivare alla conclusione che possiamo unirci per garantircele, e sostenerle per tutti coloro che vogliano condividere una simile modalità esistenziale.

C’è una meditazione ad esempio, che è stata promossa ed è mirata esattamente a questo scopo.

Eppure, sono in tanti a snobbarla. Per quale motivo?

Se si amano le pratiche meditative, il problema non dovrebbe nemmeno esistere. Cosa cambiano venti minuti in più?

Se non si fosse inclini a queste attività, non dovrebbe costare molto applicarsi per quel tanto che basta. Se si dovesse temere di essere “manipolati” basterebbe analizzare esattamente testi e simboli, e cambiarli, se proprio lo si ritenesse necessario al fine di sentirsi più tranquilli.

Ma se tutto questo non dovesse bastare, allora è meglio riflettere attentamente su ciò che veramente si vuole, e ciò che è possibile, e doveroso, fare per ottenerlo. Perché è tempo che ci si renda conto di ciò che si sta vivendo, della prigionia nella quale si sia calati, e della propria reale natura, comprensiva dei diritti che da quest’ultima derivano per ogni essere.

Perché se questo non accade, se proprio chiudiamo gli occhi all’evidenza di essere nostro malgrado schiavi, e che ci sono molteplici altre potenzialità per noi – tutte le possibilità dell’Infinito che noi stessi siamo – allora c’è poca speranza per la divinità nella sua pura e generale essenza.

[Seppure anche questo non sia possibile. Perché non può esistere un dio che alla fine non riesca a risvegliarsi a se stesso].

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 

 
 
 

Nati per celebrare..

Post n°305 pubblicato il 18 Marzo 2020 da RoHarLu

 

Noi siamo il Tutto. Tutti noi siamo il Tutto.

È per tutti una eredità incontestabile, inoppugnabile, e qualsiasi ricorso teso a volerne dimostrare il contrario sarebbe irricevibile, inutile, superfluo, oltre che straordinariamente anomalo.

Del resto, solo un non dio potrebbe farlo [affermare l’opposto]. E ciò non esiste. Non per un periodo molto lungo, perlomeno.

Ma se tutti siamo ugualmente “intestataridi quel Tutto, dovremmo garantirne ad ogni altro un identico godimento. Secondo i “bisogni” di ciascuno, e le proprie “esigenze”, o le proprie “inclinazioni”.

E, senza esserne ossessionati, dovremmo salvaguardarci l’un l’altro. E garantirci, appoggiarci.

Senza necessariamente acconsentire a qualsiasi immaginazione.

Perché, visto che siamo un po' cresciuti – in quella che è una delle indefinite esistenze del Creatore - non avrebbe senso, ad esempio, accettare basse predisposizioni, e cose in generale, che procurino sofferenza, dolore, disperazione a chiunque altro.

L’ignoranza che avvolge l’essenza di ciò che siamo è innaturale. Molti di noi neanche comprendono, più che ricordarlo, come sia potuto accadere, come lo abbiamo potuto permettere.

Se è vero che tutti siamo il Tutto, è anche vero che si è liberi di andare in innumerevoli direzioni, anche poco gradevoli. Tuttavia non è indispensabile fare parte di ogni esperienza. Accettarla come parte del tutto magari, ma non obbligatoriamente dello spazio che si voglia sperimentare. E assaporare.

Così, se qualcuno vuole a tutti i costi perpetuare quel singolare tipo di distorsione, può anche farlo ma solo con chi lo vorrà condividere. Con chi consapevolmente, volontariamente, coscientemente, lo vorrà condividere.

Perché questo deve essere chiaro, il nostro cuore non permette più che si viva in un mondo senza il consenso trasparente, netto e inequivocabile di tutti gli aderenti.

E dobbiamo stare molto attenti anche, a chi accetta senza riserve qualcosa di diverso. Soprattutto se di quella realtà vuole essere leader. [E tutti siamo già leader di noi stessi].

E non dobbiamo desiderare leaders che non agiscano con il cuore. E che non riescano ad ascoltare, e, soprattutto, a “sentire”. O, ancora peggio, che non fanno altro che ascoltare solo le proprie basse aspirazioni, ponendole al di sopra del benessere degli altri, e del sistema nel suo complesso.

La condizione che deve essere cercata, senza alcun attimo di esitazione, e ad ogni respiro, è l’appagamento, la felicità, la soddisfazione, di tutti gli esseri. E nel cosmo, non c’è nulla che non “sia”, perché tutto è Vita.

Noi siamo nati, ammesso che in un qualche senso possiamo ipotizzare un tale processo, per essere disinvoltamente e genuinamente “felici”.

Quindi, come negarlo a chiunque altro?

Ci si rende conto che l’esperimento “Terra” abbia, per qualche ragione, incluso tra le sue caratteristiche anche il “sonno” di quasi la totalità dei residenti di quest’ultima. Ma adesso è ora di finirla. Possiamo di nuovo destarci. E provare a risvegliare altri, anche.

Persino coloro che non sanno di dormire, o che pensino, addirittura, di essere svegli. [Che poi, è la parte più complicata della procedura].

Così potremmo ancora una volta, e finalmente, festeggiare.

Del resto, perché il mondo non dovrebbe essere una celebrazione infinita?

Ci si augura solo che lo ricordi però, quanta più gente possibile.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 

 
 
 

Nati per amare..

Post n°304 pubblicato il 14 Marzo 2020 da RoHarLu

Da quando l’Essere Uno decise di “dividersi” in tante parti di se stesso, e ognuno assunse una identità illusoriamente separata, l’Unità è rimasta relegata semplicemente come principio di ogni cuore.

In ognuno scorre la stessa identica essenza del creatore, come tra l’uno e l’altro, così il creatore Uno mai è stato diverso dall’Uno e Solo, così come era all’origine.

Se l’ingannevole divisione può servire a garantire innumerevoli e indefinite interazioni tra ogni singola parte, anche la più apparentemente insignificante, l’unità serve a ricordare la reale natura di ogni cosa. Indipendentemente da ogni ricordo, voluto, condizionato, manipolato, o estorto, di ciò che è agli albori del tutto ciò che È.

In questo momento in cui chi ha scelto il non amore, e la non pace, ed è completamente succube di basse densità, quali il potere, la paura, l’esigenza di sopraffazione, cerca disperatamente un immaginario sopravvento per mantenere il controllo, la memoria di chi, o ciò che siamo, è di estrema rilevanza.

Noi siamo Dio, o, meglio, lo stesso Creatore.

Noi siamo Uno.

Noi siamo quell’energia che tutto tiene unito, e che qualcuno ha chiamato Amore.

Noi siamo, semplicemente. Siamo quell’Io Sono che rimane il Dio di questo Universo.

E noi siamo ciò che siamo, anche.

Per questo il cuore, che predilige l’Unità, dove è rimasta conservata quella scintilla di Uno, diventa il motore di ogni ritorno. Ritorno all’apertura, alla gloria, all’onore, pur nella quiete.

Alla sperimentazione di ogni cosa, nel totale rispetto di tutto e tutti.

Perché dobbiamo certamente conoscere quella verità che in montagne di rifiuti e spazzatura, possano annidarsi molte vipere e serpenti dall’insidiosissimo veleno.

Ma mai dimenticare che non tutti i serpenti sono pericolosi. Che non tutti spruzzano sostanze letali su chiunque.

Non tutti hanno paura. Non tutti cercano il male per altri [e, quindi, per se stessi].

Così, è inutile temerli. E temerci l’un l’altro.

Magari quel serpentello avanza verso di noi e potrebbe addirittura desiderare qualcosa, che potrebbe essere affetto, simpatia, amicizia, compagnia, protezione, fisicità. Ma non è così sicuro che le sue intenzioni siano, volontariamente o meno, perfide nei nostri confronti.

Noi siamo esseri nati per interagire, per condividere. Noi siamo spiritualmente poliamorosi. E possiamo amare tutti, indeterminatamente. Qualcuno più a distanza, altri più vicini. Ma tutto nella perfetta e completa libertà di ognuno, e con l’accordo preciso di tutti i partecipanti al gioco.

Possiamo scegliere qualsiasi svago, ma tutti gli intervenienti sono, e dovranno essere, consapevoli e coscienti di ciò che intraprendono. Tutti indistintamente. Anche coloro che ne sono in qualche modo, anche superficialmente e non direttamente, interessati.

Perché nulla deve esistere che non comporti il legittimo e intenzionale consenso.

Così, mentre qualcuno, ma è veramente una piccolissima frangia, che crede di potersi ergere a dio degli altri, e che pensa, non si comprende il perché, di essere più dio di altri, e che è solamente incollato a quell’orpello con le emozioni più basse che siamo mai state immaginate, cerca di tenerci separati e sottomessi, noi semplicemente controbbattiamo che siamo nati per amare, e per unirci con chi vogliamo, e per coinvolgerci, e coinvolgere – insieme a chi lo vuole – l’intero cosmo e oltre.

E che addirittura non abbiamo nemmeno bisogno di essere uniti, visto che, guardando il nostro cuore, troveremo solo l’Uno indissolubilmente connesso con ciò che alla fine Se Stesso.

 

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 
 
 

Noi siamo pace

Post n°303 pubblicato il 03 Marzo 2020 da RoHarLu

Noi siamo pace. Tutto è in noi pace, e intriso di pace.

Pace è la nostra vera natura. Così, in qualsiasi campo, è il conflitto ad essere innaturale.

Tutto dovrebbe in noi trasudare pace, e, forse, all’ingresso di ogni casa dovrebbe essere scritto a caratteri cubitali: “Questo è un luogo di pace”.

Questa dimensione è una parte di superficie ancora innaturale, anomala in effetti, per l’intero cosmo. Per questo il conflitto è ancora così presente.

E anche gli esseri di luce rischiano frequentemente di trovarvisi dentro.

A volte anzi, più ne vogliano uscire, e più vi si trovano impantanati. Perché molti amano tirare dentro nel loro caos quanti più altri possibile. In modo indefinito.

Così, spesso, passano intere vite.

Con tutte le bellezze che vi sono nell’intero spazio, e sulla terra anche, che aspettano cuori in grado di sbalordirsi, occhi capaci di sgranarsi, il tempo viene “sprecato” nel nulla, in faccende che non apportano alcun beneficio ad alcun essere, e che danneggiano indistintamente tutti i partecipanti al gioco.

E forse non è così che bisognerebbe vivere.

E sicuramente non lo dovrebbe chi è in grado già di sentire. E di apprezzare. E chi sa che l’Universo è gioia e stupore, meraviglia ed incanto, delizia e splendore.

Si è comunque compreso che pace non è staticità. E che pace è ciò che sovrintende l’azione, e ogni movenza.

E la pace si sposa con l’armonia.

Ma se non dovessimo, per qualche istante, riuscirci, nel conservare la pace, nell’emanare manifestazioni armoniche, allora possiamo semplicemente ritirarci per un attimo, il tempo di riprendere tutto e di ristabilire il ritmo, cercando comunque ciò che è ottimo per tutti noi.

Perché se vogliamo essere appagati, possiamo esserlo solo quando lo siamo tutti, nessuno escluso.

In una gioiosa armonica di pace.

Liberi di gustarci l’espressione. Che noi stessi siamo.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 
 
 

L’Esercito della Luce...

Post n°302 pubblicato il 28 Febbraio 2020 da RoHarLu

Dio è Satyam Sivam Sundaram, Verità, Bontà, Bellezza.

Noi siamo Dio, insieme a tutto ciò che è. Quindi, noi siamo Satyam Sivam Sundaram, Verità, Bontà, Bellezza.

Tutti - nessuno escluso - sono parte di questa definizione, racchiusi in questa grandezza, avvolti da questa vibrazione.

E chi lo ha dimenticato, pur per un attimo, avrà sempre possibilità di riprenderlo, riconquistarlo, di riappropriarsene.

Riappropriarsene a livello di manifestazione, in quanto mai, per nessun momento, ne è stato essenzialmente privo.

È solo l’oblio la causa di tutto. È solo una strana anomalia che ha innescato la patologia in così tante densità.

Ed è questa anomalia a costituire la causa di ogni contrasto, di ogni guerra, di ogni conflitto.

L’eterna guerra tra luce e oscurità.

Dio, o meglio, il Primo Creatore, ne è in effetti al di là, essendo la causa primordiale, seppure, se chiamato in causa, non può non optare – per amore di ogni se stesso – per la luce.

Mentre chi ha scelto la luce, chi sceglie la luce come percorso di ritorno alla Fonte/Sorgente, è parte del suo esercito, nato per combattere infinitamente per lui. Per la luce. Per Rama.

Qualcuno ricorda?

E il campo di battaglia è l’intero universo. Ogni luogo, ogni minuscola porzione di spazio.

Gli altri vedono lo scontro tra due caratteri, due personalità, due modi di essere, o due diverse interpretazioni delle cose, della vita, e, sulla base dei dati a disposizione, daranno magari ragione all’una o all’altra fazione.

E invece è perenne scontro tra luce e oscurità.

Dovunque, dovunque, ci sia un essere di luce, lì ci sarà sempre scontro. Perché egli è andato lì per esporre l’oscurità, a trasmutarla, e tranciare la sua visione.

E quest’ultima lo sa, non esitando pertanto, per la sua stessa sopravvivenza, a battersi fino al proprio ultimo soffio di vita.

Dove c’è un essere di luce, ci sarà sempre la possibilità dello scontro, perché tutta l’oscurità sarà lì ad adunarsi, a darsi in maniera “naturale” manforte, visto che l’odio e la gelosia uniscono molto più di ogni altra emozione.

Scontro che è, al di là da ciò che può sembrare o apparire, parte di quella guerra interminabile tra luce e oscurità.

Per questo la prima movenza di chi vuole scegliere, ed essere luce, è quello di imparare ad osservare.

E a saper vedere. E sentire.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 
 
 

La dolcezza della Comprensione.

Post n°301 pubblicato il 26 Febbraio 2020 da RoHarLu

Noi siamo Bellezza, e siamo l’Infinita Bellezza del Sole cosmico, dal quale tutti gli altri Soli, e la sublime varietà dell’intero Universo, hanno preso “vita”.

Tutto è vita nel Cosmo. Ma ogni cosa lo è ancora prima dell’universo. Di questo, e di qualsiasi altro universo mai venuto in essere.

Per questo ad un certo punto dell’esistenza, qualsiasi esistenza avessimo scelto di collaudare e gustare, e indipendentemente dall’oblio nel quale, per qualche motivo, ci siamo, o ci hanno, relegati, ci scopriamo così profondamente e intimamente innamorati, della Vita, dell’Essenza, e di quel primo Bagliore, quella prima Luce, che qualcuno chiama convenzionalmente Sole Centrale.

Vivere è in effetti amore. Vivere con passione è in sostanza innamoramento. E vivere è in definitiva la stessa natura di quel Dio che gestisce il cosmo.

E quando scopriamo che “viviamo”, che siamo veramente “vivi”, al di là del respiro, al di là di ogni limite, condizionamento, e manipolazione, è lì che ci scopriamo irrimediabilmente folli e folgorati.

Questo potrebbe portarci, o tendere, a farci cadere preda degli “incompleti”, e di coloro che ignorano la propria vera natura, che è pienezza.

Ma durerà appena un attimo. E mentre loro rimarranno a vagare, e cercare per molte delle loro espressioni quell’amore che hanno intravisto negli occhi di un risvegliato, noi saremo già al di là, a rendere sempre più onore alla nostra intrinseca natura.

Perché è il cuore in verità, ad essere il fulcro di ogni realtà colma di quel Sole Centrale al quale accennavamo. E il cuore vuole solo l’incontro, l’unione.

Tuttavia, nulla in questa realtà fittizia è come appare, e accorgersene è già un privilegio, pur scelto, voluto, e ottenuto con innumerevoli sforzi.

Per questo, se non dovessimo potere stare uniti, o vicini, dovremmo evitare di aggiungere altro, garantendoci se non l’integrità, almeno una silente e consapevole incapacità di comprensione.

Ormai sappiamo che ogni avventura su questo piano, pur ormai evanescente, e che per qualche ragione abbiamo scelto di sperimentare, sia estremamente dura.

Quindi, perché, nell’attesa di una maggiore intelligenza, aggiungere altri fardelli?

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. -Namasté!

 
 
 

Stabilità armonica..

Post n°300 pubblicato il 17 Gennaio 2020 da RoHarLu

Seppur siamo essenzialmente l'Universo intero, rimaniamo nel contempo infinitesime particelle in quello residenti, e, come tali, soggette a tutte le turbolenze al suo interno attivate.

È un periodo di grandi cambiamenti, e questo genera una confusione costante di energie contrastanti.

C'è chi desidera ardentemente il cambiamento, in ricordo, forse, di altre realtà più amorevoli, e chi non fa altro che contrastarlo, atteso che quest'ultimo possa configurarsi come la sua parziale dipartita. C'è ancora chi ne è attratto, pur nel suo costante timore, perché avvezzo ormai alla sensazione di impotenza nel controllarne gli effetti, e chi lo rifiuta a priori, perché uso a situazioni di comfort, nondimeno estremamente misere.

Accontentarsi” non è esattamente una ipotesi divina. È qualcosa che chi ci vuole sottomessi e servi, e diseredati, perché più facili così da amministrare, condizionare e manipolare, ci ha invogliati a fare.

Il creatore – il primo lampo della manifestazione della quale riteniamo di fare parte - non ha mai prescritto propriamente limiti, se non quelli ai quali volontariamente ci sottoponiamo.

È chiaro che se possiamo avere tutto, qualsiasi cosa acquisisce un sapore e un significato diversi rispetto alla “mancanza” e alla scarsità nella quale, con il nostro consenso – pur con inganno estorto – ci hanno “costretti”.

L'obiettivo tuttavia, è quello di salvaguardare sempre le [infinite] possibilità di scelta.

Nessun problema se siamo noi a risolvere nella più ampia chiarezza di tutte le opzioni. Ma è condizione grave che ci venga tolta la visione, e il tempo, per attuarlo.

La paura, che è opposto - oltre che incompatibile - dell'amore, ha finora dominato tutti gli esseri di questa dimensione.

Ciò ha dischiuso ulteriori varchi ad altre energie, ostili alla stabilità e al benessere di gran parte dei creatori [quali tutti noi siamo].

Chi continua ad ospitare, in maniera più o meno consapevole – ma se è perennemente instabile, se è eternamente a disagio con se stesso e con tutto il mondo, allora dovrebbe almeno chiedersi se vi sia qualcosa che poco o nulla quadri nelle proprie sovrane scelte – energie che desiderano, perché null'altro conoscono - solo caos e malintenzionato controllo su quanta più parte della manifestazione riescano a mettere le mani, dovrà a questo punto deliberare in maniera chiara sulla parte che vuole sostenere, tenendo a debito conto che la scelta appartenga solo alla sua piena autodeterminazione.

E, vista la natura che sta acquisendo questa parte di spazio, che è verso il massimo fulgore della Luce che la frequenza riesca a consentire, non ci sono precisi impedimenti che possa privilegiare altro, senza la pretesa tuttavia di potervisi trattenere a lungo. -Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Inno alla gentilezza ..

Post n°299 pubblicato il 15 Gennaio 2020 da RoHarLu

 

Noi siamo! Noi siamo fin dal primo vagito di coscienza.

Siamo ciò che siamo, almeno per questo Universo.

Perché tra le infinite potenzialità di ciò che è alla base di ogni manifestazione, e di ogni creatore, le modalità di espressione, e di identificazione, potrebbero non avere esattamente limiti.

L'incommensurabilità, che è sinonimo di piena libertà, non deve però evitare necessariamente una qualche misura.

Fin dal momento della divisione in indefinite parti di noi stessi, la condivisione degli spazi è diventata una caratteristica primaria dell'espansione.

Ma se noi siamo noi, e gli altri siamo noi, e gli stessi spazi sono noi, e tutto è uno, conservando, e non potrebbe non essere così, quell'anelito costante verso l'unità primigenia, la delicatezza non può non essere considerata componente essenziale di ogni movenza.

Forse, ma solo forse, appare impossibile non fare del male ad una qualche altra espressione dell'uno.

Ma, sempre forse, si può sempre essere gentili.

In un mondo estremamente confuso e in acceso contrasto tra le parti - perchè qualcuno in tal senso ha scelto, e imposto - e di estreme separazioni e contaminazioni, e condizionamenti e manipolazioni, forse ciò che più rincuora l'essere dal cuore aperto e dall'intimo amorevole, che qualcuno ancora, e ancora e ancora, riesca ad essere malgrado tutto gentile.

E, forse, è stato questo a garantire il coraggio, e mantenere accesa la speranza, nelle fasi più buie di questa era andata dominata dall'oscurità. Tanto che, nel processo dell'incipiente ritorno della Luce quale governante suprema di questo spazio, potrebbe farci concludere che l'esperimento umano possa dirsi riuscito. -Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 

 

 
 
 

Age of Aquarius Meditation

Post n°298 pubblicato il 11 Gennaio 2020 da RoHarLu

Domani, g. 12.1.2020, con inizio alle 07.11 – è importante iniziare puntuali – c’è una meditazione planetaria importantissima..

Se la cosa risuona, questo è il link della meditazione guidata in italiano..

https://youtu.be/-7RFAvEUQwI

per chi volesse saperne di più

https://2012portal.blogspot.com/2020/01/age-of-aquarius-final-update-and-new.html?spref=fb&fbclid=IwAR31gdazqVG5A3L01G1eU1pXXt05HYXB-XgLcWhkbPQC2nNSu31GgwXq4aU

un saluto di luce..

 
 
 

Auguri

Post n°297 pubblicato il 25 Dicembre 2019 da RoHarLu
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